Anche senza considerare il gran quantitativo di commenti sui social e limitandosi alle prese di posizione ufficiali, sono state moltissime le reazioni alla visita dell’eurodeputato della Lega Roberto Vannacci a Sansepolcro, protagonista sabato di un incontro pubblico nella sala consiliare di Palazzo delle Laudi e poi ospite dei Giochi di Bandiera.
Uno degli elementi che ha destato maggiori polemiche è stata una foto postata dallo stesso Vannacci: nell’immagine l’ex generale appare ritratto (insieme al capolista della Lega alle Regionali Cristiano Romani e altri simpatizzanti) davanti al gonfalone del comune di Sansepolcro intento nel gesto che ricorda la X Mas.
La locale sezione dell’Anpi ha ricordato all’eurodeputato “che si trovava nella sala del Consiglio comunale di Sansepolcro, città medaglia d’argento alla Resistenza”. Per il PD di Sansepolcro “si scherza con richiami alla X Mas, una formazione che la storia ricorda soprattutto per la collaborazione con i nazisti e per le stragi contro civili e partigiani. Un gesto che è un insulto alla memoria e alla nostra comunità”. Secondo il movimento Insieme Possiamo i sostenitori di Vannacci “stanno ancora dalla parte sbagliata della storia che ricordano, con quella flottiglia che nulla di patriottico ebbe, schierandosi subito dopo l’8 settembre 1943 al fianco dei nazisti in Italia, macchiandosi di crimini efferati come torture, esecuzioni sommarie, rastrellamenti, furti e saccheggi”.
Il richiamo alla X Mas non è passato inosservato alla stampa nazionale: l’episodio è stato dettagliatamente ricostruito dal Corriere della Sera, che ha in calce riportato un commento del sindaco Fabrizio Innocenti: “Un gruppo consiliare può chiedere uso della sala consiliare per una sua attività politica. Io sono semplicemente andato a fare un saluto. Poi, certo, quella foto lì non la condivido assolutamente”.
Ma le prese di posizione si erano susseguite anche a seguito della consegna all’ex generale di una medaglia ricordo durante i Giochi di Bandiera: “La piazza, in un’occasione di comunità, in piena campagna elettorale, non dovrebbe diventare terreno di propaganda politica”, ha scritto il Partito Democratico cittadino, per il quale “la tradizione degli Sbandieratori appartiene a tutta la città e non può essere piegata a logiche di parte”. Proprio il Gruppo Sbandieratori ha allora replicato ricordando che “da sempre abbiamo ricevuto ed omaggiato di un nostro ricordo tutte le personalità civiche, politiche e religiose che hanno assistito al nostro spettacolo. Rimandiamo al mittente questo inopportuno richiamo”, ha fatto sapere il sodalizio storico.
Ma la nota dei Democratici ha ottenuto anche la risposta dello stesso Vannacci: “Crisi di prurito per il PD di Sansepolcro, una bella pomatina fa passare tutto”, ha scritto nella propria pagina Facebook ufficiale il generale, che ha ripreso anche la nota degli Sbandieratori per parlare di “travaso di bile” dei Democratici. “Una profondità di pensiero che si commenta da sola”, ha allora controreplicato il PD.
È di questa mattina il duro intervento del comune di Sansepolcro contro “la furia cieca del PD”, rimosso dopo qualche ora dai canali social dell’amministrazione. Una nota è stata diffusa anche dalla Lega Valtiberina, secondo cui “ritenere offensiva la presenza di un europarlamentare oltraggia parte della popolazione di Sansepolcro ed è un chiaro esempio di come i pesi e le misure del PD siano sgangherati”.
Un commento sul dibattito in corso era stato precedentemente espresso dalla consigliera comunale del PD, Alice Bricca: “Al dissenso legittimo di cittadini e consiglieri si è risposto solo con insulti e incitazioni all’odio, senza confronto. Questo dimostra quanto oggi sia difficile esporsi. Capisco i miei coetanei che scelgono di tacere: chi prende posizione viene emarginato, denigrato, colpito personalmente”, aveva detto Bricca. Anche in questo caso Roberto Vannacci ha scelto di replicare nei propri canali: “I progressisti, prima di aderire al partito, vanno a lezione di ginnastica artistica e poi si peritano in capovolte e capriole ardimentose. Ma questa volta il consigliere Alice Bricca non ce la fa e si schianta sul plinto (o, meglio, sulla cavallina) che avrebbe voluto superare. Deve andare a ripetizione, consigliere, non solo di capriole e di recitazione ma, soprattutto, di democrazie”.





