Scuole, Ascani contro Valditara: “Sua la responsabilità del caos su Città di Castello”

La deputata PD accusa il Ministro: “Non applica il pronunciamento del Tar e scarica la responsabilità sulla Regione”

Anna Ascani chiama direttamente in causa il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul caso del dimensionamento scolastico a Città di Castello. La deputata tifernate del Partito Democratico accusa il Ministero di non dare esecuzione alla sentenza del Tar dell’Umbria, che ha annullato il provvedimento disposto dal commissario ad acta.

La vicenda, come noto, riguarda l’assetto della rete scolastica tifernate e si intreccia con il caso della scuola “Dante Alighieri”, demolita e non ancora ricostruita. Ascani ricostruisce così il percorso che, a suo giudizio, avrebbe portato alla situazione attuale: “Hanno individuato un’azienda inadempiente che ha demolito una scuola senza ricostruirla. Per mesi sono rimasti fermi, poi hanno finalmente trovato le risorse, grazie alle proteste della comunità scolastica. Ma la scuola è ancora un cumulo di macerie”.

Secondo la parlamentare dem, il dimensionamento avrebbe colpito proprio quella stessa istituzione scolastica, aggravando una situazione già resa complessa dalla mancata ricostruzione dell’edificio. Ascani sostiene che il Ministero abbia “ribaltato l’istruttoria della Regione” e deciso di procedere comunque con il provvedimento commissariale. “Abbiamo provato a fermarli ma non hanno sentito ragioni”, afferma. “E allora ci siamo rivolti al Tar che ha fatto l’unica cosa possibile: obbligarli a cancellare quel dimensionamento senza senso”.

Il Tribunale amministrativo regionale ha effettivamente annullato il piano di dimensionamento disposto dal commissario ad acta. Dopo la sentenza, però, il confronto politico e istituzionale non si è chiuso. Nei giorni scorsi la Regione Umbria ha ricevuto una nota del Ministero con cui, dopo il pronunciamento del Tar, viene rimessa alla Regione l’adozione di nuovi provvedimenti sul dimensionamento scolastico. Una lettura già contestata dall’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, secondo cui la sentenza non imporrebbe l’avvio di un nuovo procedimento.

È proprio su questo punto che si concentra ora l’attacco di Ascani. La deputata del PD sostiene che il Ministero non possa scaricare sulla Regione le conseguenze del percorso che il Tar ha annullato. “Valditara non applica la sentenza che il Tar ha ovviamente destinato al suo ministero”, afferma Ascani, accusando il ministro di non voler riconoscere gli errori commessi “sin dall’inizio” nel disattendere l’istruttoria della Regione Umbria.

“No, caro ministro. Il danno l’ha fatto lei. E tocca a lei dare esecuzione alla sentenza”, prosegue Ascani. “La responsabilità di questo caos che ha scaricato su scuola e studenti è solo e soltanto sua”.

Nel suo intervento la deputata torna anche sul passaggio successivo alla sentenza, ricordando che il Ministero aveva inizialmente comunicato l’intenzione di proporre appello, lasciando secondo lei “appesa la comunità scolastica” e procedendo intanto con gli organici. Ascani richiama inoltre il nodo della collocazione temporanea degli studenti, sostenendo che il dimensionamento avrebbe impedito la soluzione individuata dall’amministrazione comunale nell’altro edificio della stessa istituzione scolastica.

“Il dimensionamento avrebbe impedito quella collocazione e lasciato gli studenti senza scuola”, afferma la deputata. “Questo il Tar lo ha detto chiaro. Loro hanno fatto finta di non capire”. Secondo Ascani, solo dopo nuove proteste e mobilitazioni della comunità scolastica e dell’amministrazione sarebbe arrivata la comunicazione della rinuncia all’appello.

L’esponente del PD pone poi una questione politica più ampia, chiedendo perché il commissario nominato dal Ministero abbia scelto di non seguire l’istruttoria della Regione. Ascani parla di un caso unico in Italia e lega la vicenda a una scelta che, a suo giudizio, avrebbe contraddetto “i numeri” e il buon senso. “In molti ci chiediamo quale sia stata la vera motivazione per cui il suo commissario, unico in Italia, ha scelto di non seguire l’istruttoria della Regione, ma dimensionare una scuola di Città di Castello”, afferma la deputata. “Ce lo chiediamo e continueremo a chiedercelo”.

“Perché – dichiara Ascani – se le scelte politiche di un ministro sono finalizzate a colpire qualcuno e sostenere qualcun altro in base al colore politico, beh, non è più solo arroganza. È malafede”. Una frase che alza ulteriormente il livello dello scontro e conferma come il caso tifernate sia ormai uscito dal solo terreno amministrativo, diventando un confronto diretto tra opposizione parlamentare, Ministero e Regione.

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