Dimensionamento scolastico, Barcaioli: “Il Ministero corregga i propri errori”

L'assessore all'istruzione: "La Regione Umbria non può farsi carico di un nuovo procedimento dopo l’annullamento del piano commissariale"

La vicenda del dimensionamento scolastico torna al centro del confronto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Regione Umbria. Dopo la sentenza del Tar dell’Umbria che ha annullato il dimensionamento disposto dal commissario ad acta, il Ministero ha trasmesso alla Regione una nota con cui rimette all’ente regionale l’adozione di nuovi provvedimenti sulla rete scolastica.

Una lettura che l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli contesta apertamente. “Non la condividiamo poiché la sentenza non impone l’avvio di un nuovo procedimento, ma conferma gli errori fatti nel percorso scelto dal Ministero con il commissariamento”.

Il nuovo passaggio arriva dentro una vicenda che negli ultimi mesi ha riguardato in modo particolare Città di Castello, ma anche il territorio ternano. Nel caso tifernate, il piano di dimensionamento aveva modificato l’assetto della rete scolastica cittadina, superando l’autonomia dell’Istituto di Istruzione Secondaria di primo grado “Alighieri-Pascoli” e delle due Direzioni Didattiche, con la previsione di due istituti comprensivi. Il Comune aveva impugnato il provvedimento e il Tar, lo scorso 29 maggio, ha annullato l’atto del commissario.

Nei giorni successivi alla sentenza, il Comune di Città di Castello aveva già contestato il fatto che alcuni atti amministrativi continuassero a fare riferimento alla rete scolastica derivante dal piano annullato. Ora il confronto si sposta sul rapporto tra Ministero e Regione, con Palazzo Donini che respinge l’idea di dover avviare un nuovo procedimento di dimensionamento.

“Fin dall’inizio abbiamo sostenuto che l’Umbria non avesse bisogno di un nuovo dimensionamento della rete scolastica”, sottolinea Barcaioli. “Lo dicevano i dati e lo confermavano le esigenze dei territori e delle comunità educanti. Il Governo ha invece scelto di sostituirsi alla Regione attraverso il commissariamento, imponendo un ridimensionamento della rete scolastica anche dove non ve n’erano le condizioni”.

Secondo l’assessore, la sentenza del Tar avrebbe confermato proprio le criticità del percorso intrapreso. “Il Ministero, non avendo impugnato la sentenza, prende atto dell’annullamento del proprio provvedimento”, prosegue Barcaioli. “Ora, però, non può trasferire sulla Regione le conseguenze di una scelta che non abbiamo condiviso e che il giudice amministrativo ha censurato”.

Il punto più delicato riguarda le tempistiche. Il nuovo anno scolastico è ormai vicino e ulteriori modifiche organizzative rischierebbero di incidere direttamente su studenti, famiglie, personale scolastico e dirigenti. “Di fronte all’avvio ormai prossimo dell’anno scolastico 2026/2027 serve una soluzione responsabile, capace di garantire stabilità alle scuole umbre”, afferma Barcaioli. “Per questo abbiamo proposto di assicurare comunque le 131 autonomie scolastiche, mantenendo il contingente di 130 dirigenti scolastici attraverso il ricorso a una reggenza, in attesa della definizione del contenzioso davanti al Consiglio di Stato”.

Per la Regione, questa sarebbe la strada più adatta a evitare nuovi cambiamenti a ridosso dell’inizio delle lezioni. “È la soluzione che consente di tutelare studenti, famiglie e personale scolastico, evitando ulteriori modifiche organizzative a pochi mesi dall’inizio delle lezioni, sia a Città di Castello sia nel territorio ternano”, aggiunge l’assessore precisando infine che “se il Ministero non riterrà di accogliere questa proposta, dovrà assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e valutare le conseguenze della sentenza del Tar. La Regione continuerà a difendere il sistema scolastico umbro sulla base dei dati e delle necessità dei territori”.

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