Dimensionamento scolastico, “il Ministero non farà ricorso”

Lo annunciano in due note i consiglieri comunali di centrodestra e il coordinatore di FdI, che ora incalzano la Regione. Dal M5s interrogazione parlamentare

Il Ministero dell’Istruzione non impugnerà davanti al Consiglio di Stato la sentenza 246/2008 del TAR dell’Umbria che ha accolto il ricorso di Città di Castello sul dimensionamento scolastico. A sostenerlo sono, in due distinte note, da un lato i consiglieri comunali tifernati di centrodestra Elda Rossi, Riccardo Leveque, Andrea Lignani Marchesani, Tommaso Campagni, Roberto Marinelli e Valerio Mancini, e dall’altro il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Francesco Algeri Rignanese.

Per gli esponenti del centrodestra si tratta di una svolta per le scuole tifernati, perché la mancata impugnazione aprirebbe la strada alla piena attuazione della pronuncia del tribunale amministrativo e al mantenimento dell’attuale assetto delle autonomie scolastiche cittadine.

La vicenda, però, resta legata al quadro regionale del dimensionamento. Per l’anno scolastico 2026/2027 l’Umbria è tenuta infatti a rientrare nel limite di 130 autonomie scolastiche previsto dalla programmazione nazionale collegata al PNRR. La Regione aveva contestato questo tetto e, con la delibera 86 dell’11 dicembre 2025, aveva individuato due accorpamenti necessari per scendere da 132 a 130 autonomie, sospendendone però gli effetti in attesa degli sviluppi del contenzioso.

Quella sospensiva è stata poi annullata dal TAR dell’Umbria con la sentenza 248/2026. Prima della decisione dei giudici, il Governo aveva già esercitato i poteri sostitutivi nominando un commissario ad acta, che aveva ridisegnato la rete scolastica regionale confermando un accorpamento a Gubbio e spostando l’altro da Terni a Città di Castello. Proprio contro il provvedimento riguardante il territorio tifernate il Comune aveva presentato ricorso, poi accolto dal TAR.

È su questo intreccio che si concentra ora la posizione del centrodestra. Secondo i consiglieri comunali, il mancato ricorso del Ministero rappresenta un risultato atteso da comunità scolastica, famiglie, studenti e territorio. Gli stessi rivendicano il lavoro svolto “in stretta collaborazione con i rappresentanti istituzionali nazionali” con l’obiettivo di tutelare le scuole di Città di Castello.

Fratelli d’Italia, con il coordinatore comunale Francesco Algeri Rignanese, attacca invece la sinistra locale e regionale, accusata di essere impegnata in “ricostruzioni propagandistiche”. Per FdI, se il Ministero non presenterà ricorso contro la sentenza 246/2008 favorevole a Città di Castello, resta invece aperto il nodo della sentenza 248/2026, che ha annullato la sospensiva regionale contenuta nella delibera 86/2025.

Da qui la richiesta all’assessore regionale all’istruzione Fabio Barcaioli di chiarire i prossimi passaggi. I consiglieri comunali chiedono se ci sia il rischio che altre realtà vengano coinvolte nella vicenda, mentre Fratelli d’Italia sollecita la Regione a dire se intenda impugnare la sentenza 248/2026.

Intanto, a sollecitare l’attuazione della sentenza del Tar 246/2026 che annulla gli accorpamenti tifernati è intervenuta la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, che ha depositato un’interrogazione parlamentare al Governo.

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