Scuola Dante e dimensionamento, botta e risposta tra Marchetti e i genitori

Il deputato tifernate difende Valditara; il comitato: “Da Lega e Ministero meno tweet e più rispetto per la legalità”

La vicenda della scuola Dante Alighieri di Città di Castello e del dimensionamento scolastico resta al centro del dibattito politico, con un confronto a distanza tra il deputato tifernate della Lega Riccardo Augusto Marchetti e il comitato dei genitori.

Marchetti, segretario regionale della Lega Umbria, ha definito “incomprensibili” gli attacchi rivolti in queste ore al ministro Valditara da “esponenti del Partito Democratico, della Giunta regionale e dell’amministrazione comunale tifernate”. Secondo il deputato, la possibilità di ricostruire la Dante Alighieri sarebbe legata proprio all’intervento di Valditara, che avrebbe individuato oltre 10,5 milioni di euro di risorse ministeriali dopo il venir meno della copertura Pnrr.

Nel ricostruire la vicenda, Marchetti ha ricordato che il Comune aveva candidato il progetto di demolizione e ricostruzione della scuola al bando Pnrr del Ministero dell’Istruzione, avvalendosi poi del supporto di Invitalia per la procedura di gara. Le criticità emerse con l’impresa esecutrice, sostiene il parlamentare, avrebbero reso non più rispettabili i tempi del Pnrr, con il rischio di lasciare la città “con una scuola demolita e senza alcuna certezza sulla sua ricostruzione”.

Marchetti afferma di aver portato il caso all’attenzione del ministro dopo le segnalazioni ricevute da famiglie, insegnanti e cittadini. Da qui, secondo il deputato, la decisione del Ministero di reperire oltre 10,5 milioni di euro dal proprio bilancio, così da garantire la ricostruzione della nuova scuola anche fuori dal finanziamento Pnrr.

Diverso, per Marchetti, è il tema del dimensionamento scolastico, sul quale è in corso un contenzioso amministrativo. Il TAR si è pronunciato in primo grado e l’amministrazione competente ha deciso di impugnare quella decisione. Per il parlamentare le eventuali responsabilità non vanno attribuite al ministro Valditara. Marchetti contesta inoltre l’idea che il dimensionamento comporti una riduzione dei servizi: gli studenti, sostiene, continueranno a frequentare gli stessi plessi, con gli stessi insegnanti e con la stessa offerta formativa.

Alle parole del deputato è arrivata la replica dei genitori, che accusano Marchetti di fare propaganda “sulla pelle delle famiglie tifernati”. Secondo il comitato, parlare di contenzioso ancora aperto significa ignorare che il TAR dell’Umbria ha già emesso il 29 maggio una sentenza di merito “chiara e immediatamente esecutiva”, con cui è stato annullato il dimensionamento.

“Le sentenze si rispettano, non si archiviano come ‘questioni amministrative’”, affermano i genitori, invitando Lega e Ministero a portare “meno tweet e più rispetto per la legalità e per le decisioni dei giudici”.

I genitori chiedono poi di non sovrapporre due piani che, a loro giudizio, restano distinti: da un lato la ricostruzione della Dante Alighieri e i relativi finanziamenti, definiti “un atto dovuto”; dall’altro il piano di dimensionamento, accusato di cancellare l’autonomia delle istituzioni scolastiche cittadine. “Nuovi mattoni non giustificano il caos logistico e amministrativo imposto dall’alto a scapito dei ragazzi”, si legge nella replica.

La nota si chiude con il richiamo alla scuola pubblica come bene comune da difendere e valorizzare. Le famiglie, scrivono i genitori, chiedono dialogo e rispetto della legalità e non intendono accettare passivamente “decisioni burocratiche sulla pelle dei propri figli”.

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