Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alla Regione Umbria una comunicazione che conferma la riduzione di una unità delle autonomie scolastiche per l’anno 2026-2027. Lo ha reso noto l’assessore regionale Fabio Barcaioli, spiegando che il nuovo assetto definito da Roma rinuncia agli accorpamenti a Città di Castello, previsti dal commissario del Governo e annullati dal Tar, ma riduce di una unità gli istituti di Terni.
“Il Ministero – ha detto Barcaioli – ha scelto di respingere la proposta della Regione che aveva individuato la soluzione di mantenere 131 autonomie per un solo anno scolastico, senza aumentare il numero delle dirigenze assegnate all’Umbria, utilizzando lo strumento della reggenza per l’autonomia aggiuntiva. Era una soluzione di mediazione pensata per accompagnare una fase resa complessa dalle decisioni assunte dal Governo e per evitare che fossero le scuole a pagare il prezzo di mesi di incertezza istituzionale”, ma “il Ministero ha deciso di non accoglierla”, ha spiegato l’assessore umbro.
“La Regione – ha aggiunto Barcaioli – è al fianco dell’amministrazione comunale di Terni, dei dirigenti scolastici e di tutte le comunità coinvolte. Dobbiamo continuare, insieme, a chiedere al Ministero, di abbandonare l’arroganza che li ha contraddistinti fino ad ora, e di accettare una soluzione di buonsenso, che tenga conto della situazione venutasi a creare e che consenta di affrontare questa fase attraverso il confronto e la mediazione, non attraverso decisioni imposte a ridosso dell’avvio delle lezioni”.
“L’arroganza e la cattiva gestione del ministro”, ha sottolineato anche la deputata PD Anna Ascani, “stanno facendo un danno incalcolabile alla comunità scolastica umbra. L’impuntatura di Valditara ha generato il caos, che ora si scarica sulla comunità ternana dopo aver colpito quella tifernate. A pagare non possono e non devono essere le studentesse e gli studenti umbri”, ha insistito Ascani, secondo cui “l’unico responsabile di questo disastro è il ministro”.
Se resta aperto il fronte ternano, il caso tifernate appare risolto: “Finalmente – ha commentato il Comune di Città di Castello – sarà data esecuzione alla sentenza emanata dal Tar dell’Umbria lo scorso 29 maggio dopo il ricorso presentato dal Comune. Si chiude oggi definitivamente una lunga e complicata pagina che abbiamo affrontato con fermezza, responsabilità e trasparenza nell’interesse della nostra comunità tutta,
e che ha visto il coinvolgimento attivo di famiglie, scuole, rappresentanti delle istituzioni e comunità educante”. La nota dell’amministrazione comunale si conclude con l’augurio di “buon avvio di anno scolastico alla nostra scuola media Alighieri-Pascoli”.
”Questa battaglia – ha evidenziato la consigliera comunale tifernate Emanuela Arcaleni – ha reso più evidente una compattezza che forse qualcuno non si aspettava, senza la quale avremmo vista depauperata l’offerta formativa e colpita l’unicità della nostra scuola secondaria. Ora comprendiamo come la battaglia si sposti su altri territori, cosa che non avremmo voluto perché la scuola pubblica non ha bisogno di tagli, ma di investimenti. Detto ciò, attendiamo le prese di posizione e di “chiarimento” di chi ha dovuto soccombere di fronte alla giustizia giusta”.





