Scuola, la Toscana conferma 450 autonomie per il 2027-28

La Giunta regionale approva gli indirizzi per il dimensionamento della rete scolastica: nessun accorpamento obbligatorio e tutele per gli istituti delle aree interne

La Toscana punta a mantenere a 450 il numero delle autonomie scolastiche anche nell’anno 2027-28. La Giunta regionale ha approvato gli indirizzi per la definizione del nuovo piano di dimensionamento della rete scolastica, dando avvio all’iter che coinvolgerà Conferenze zonali, Province e Città Metropolitana di Firenze.

Il provvedimento non prevede accorpamenti o fusioni obbligatorie. Gli enti locali potranno comunque avanzare proposte in questo senso, ma ogni eventuale soppressione di un’autonomia dovrà essere accompagnata dalla costituzione di una nuova istituzione scolastica, in modo da mantenere invariato il totale regionale.

La scelta tiene conto del decreto interministeriale del 25 giugno 2026, che ha assegnato alla Toscana per il triennio 2027-2030 un contingente di 450 dirigenti scolastici e funzionari di elevata qualificazione, gli ex DSGA.

Gli indirizzi regionali confermano inoltre una tutela specifica per gli istituti con sede nei Comuni classificati come aree interne periferiche o ultraperiferiche. Sono esclusi da eventuali operazioni di accorpamento o fusione anche i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti e l’Educandato di Firenze.

«La scuola è e rimane una delle priorità della Regione e la programmazione della rete deve essere costruita tenendo conto delle esigenze dei territori e del diritto delle ragazze e dei ragazzi a un’offerta formativa di qualità», afferma il presidente Eugenio Giani, secondo il quale «questo provvedimento rappresenta un passaggio amministrativo necessario e non un piano di tagli».

L’assessora regionale all’Educazione e all’Istruzione Alessandra Nardini giudica positivamente il fatto che il decreto interministeriale non preveda ulteriori riduzioni delle autonomie nel prossimo triennio, pur ribadendo la contrarietà della Regione ai tagli degli anni precedenti. «È senza dubbio una buona notizia quella che il decreto interministeriale non preveda tagli di autonomie scolastiche non solo per il prossimo piano di dimensionamento ma per l’intero triennio e mi auguro che non ci siano aggiornamenti peggiorativi in futuro».

Il prossimo passaggio spetta ai territori. Dopo l’esame delle Conferenze zonali, delle Province e della Città Metropolitana, il piano tornerà alla Giunta regionale, che prevede di approvarlo entro il 26 ottobre, prima della scadenza nazionale del 31 ottobre.

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