Il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso del Comune di Città di Castello contro i provvedimenti sul dimensionamento scolastico per l’anno 2026-2027, annullando gli atti che avrebbero inciso sull’assetto dell’istituto di istruzione secondaria di primo grado Alighieri-Pascoli. Una decisione attesa, arrivata con la sentenza pubblicata questa mattina, che ferma l’accorpamento delle due sedi dell’istituto alle direzioni didattiche del Primo e del Secondo Circolo.
Il ricorso era stato presentato dall’amministrazione comunale e sostenuto ad adiuvandum dalla Regione, dal movimento dei genitori e dai sindacati di categoria della scuola. I giudici amministrativi hanno annullato il decreto del commissario ad acta numero 60 del 27 gennaio 2026 e il decreto numero 62 del 28 gennaio 2026 del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria. In entrambe le vesti aveva operato Ernesto Pellecchia.
I provvedimenti contestati prevedevano, per Città di Castello, l’accorpamento della sede di via Collodi dell’Alighieri-Pascoli alla Direzione didattica del Primo Circolo e della sede di via della Tina alla Direzione didattica del Secondo Circolo. Una scelta che, secondo il Comune e la comunità tifernate, avrebbe comportato lo smembramento dell’istituto e un indebolimento dell’organizzazione scolastica cittadina.
Nella sentenza, il Tar ha riconosciuto la fondatezza di alcuni dei motivi centrali del ricorso. In particolare, viene richiamato il tema del corretto esercizio del potere assegnato al commissario ad acta e della necessità di un’istruttoria e di una motivazione adeguate. Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, i giudici hanno ritenuto che nuove scelte di dimensionamento, diverse da quelle operate dalla Regione, avrebbero richiesto un onere istruttorio e motivazionale più robusto, non soddisfatto dagli atti adottati.
Il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri leggono la decisione come un riconoscimento pieno della posizione sostenuta dal Comune. “Le nostre istanze erano fondate e sono state pienamente riconosciute come legittime e giuste”, dichiarano, sottolineando il valore della mobilitazione che nei mesi scorsi ha coinvolto amministrazione, famiglie, personale scolastico e rappresentanze sindacali.
“Oggi possiamo dire che giustizia è fatta per la nostra comunità educante, che si è mobilitata in modo straordinario con i genitori e il personale della scuola al fianco dell’amministrazione, e per l’istituto Alighieri-Pascoli, che è salvo e non sarà smembrato”, affermano Secondi e Guerri. Per sindaco e assessore, la sentenza rappresenta “una vittoria di tutta la città” e un riconoscimento “a tutela del diritto allo studio e della qualità del diritto allo studio”.
L’amministrazione ha rivolto un ringraziamento all’avvocato Francesco Augusto De Matteis, che ha rappresentato in giudizio il Comune, alla Regione, ai sindacati e alla comunità educante tifernate. Un ringraziamento specifico è stato indirizzato anche ai genitori, rappresentati dall’avvocato Alessio Tomassucci, ai dirigenti, agli insegnanti, al personale ATA e ai cittadini che hanno sostenuto la battaglia contro il dimensionamento.
I genitori: “Le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza un ascolto reale”
Un ruolo rilevante nella vicenda è stato svolto anche dal Coordinamento spontaneo dei genitori, intervenuto a sostegno delle iniziative intraprese dal Comune. Le famiglie rivendicano il lavoro portato avanti nei mesi scorsi non solo come mobilitazione di protesta, ma come percorso di approfondimento tecnico e partecipazione civica, costruito attraverso incontri, analisi degli atti e confronto con l’amministrazione.
Per il Comitato, la sentenza del Tar conferma la fondatezza delle criticità sollevate fin dall’inizio, in particolare sulle ricadute logistiche, organizzative e didattiche che lo smembramento dell’Alighieri-Pascoli avrebbe prodotto sulla rete scolastica tifernate. I genitori richiamano anche il passaggio in cui i giudici hanno evidenziato la mancata adeguata considerazione dell’istruttoria condotta dalla Regione e delle difficoltà specifiche legate all’istituto di istruzione secondaria di primo grado di Città di Castello.
“Ci siamo incontrati, abbiamo studiato gli atti giorno e notte e abbiamo riportato un dibattito inizialmente politico su un piano strettamente tecnico e concreto”, affermano i rappresentanti delle famiglie, ringraziando l’amministrazione comunale e l’avvocato Alessio Tomassucci, che ha rappresentato i genitori nel procedimento. “Oggi festeggiamo la sicurezza e la serenità dei nostri ragazzi, ma celebriamo anche la vittoria della partecipazione e del merito. Abbiamo dimostrato che le decisioni sulla scuola non possono essere prese sulla pelle dei territori senza un ascolto reale”.
AVS Altotevere: “Avevamo ragione dal primo giorno”
Tra le prime reazioni politiche alla sentenza c’è quella di Sinistra Italiana – AVS Altotevere, che legge il pronunciamento del Tar come una conferma delle critiche avanzate fin dall’inizio contro il dimensionamento scolastico. Il segretario Riccardo Nicosanti parla di una decisione “chiara” e rivendica la posizione assunta dal movimento durante i mesi della mobilitazione.
“La sentenza del Tar dell’Umbria è arrivata, ed è chiara: il dimensionamento scolastico imposto a Città di Castello era sbagliato. Per noi di AVS Altotevere non è una sorpresa, lo diciamo dall’inizio”, afferma Nicosanti. Secondo AVS, il provvedimento non avrebbe tenuto conto del funzionamento concreto delle scuole tifernati e delle conseguenze per studenti, famiglie e personale.
Il movimento richiama in particolare i passaggi della sentenza relativi all’“eccesso di potere” e al “difetto di istruttoria”, interpretandoli come il riconoscimento di un metodo decisionale non adeguato. Nel comunicato, AVS ringrazia i comitati civici, l’assessore regionale Fabio Barcaioli e l’assessora comunale Letizia Guerri, ribadendo l’impegno per “una scuola pubblica che sia davvero radicata nei territori”.
Ascani: “Il ministero impari ad ascoltare i territori”
Sulla sentenza interviene anche Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata del Partito Democratico, che definisce “un’ottima notizia” l’accoglimento del ricorso contro il dimensionamento scolastico imposto a Città di Castello. Per Ascani si trattava di “un provvedimento insostenibile e arbitrario”, che avrebbe messo in difficoltà l’intera comunità scolastica e compromesso il diritto allo studio di bambini e ragazzi.
La deputata dem auspica che la vicenda “serva da lezione al Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiamato ad ascoltare maggiormente i territori e le esigenze dei cittadini”. Ascani parla infine di una decisione che “rende giustizia alla comunità tifernate” e premia la mobilitazione dell’amministrazione comunale, dei sindacati e delle famiglie.
Michelini: “Ristabilito un quadro di legalità e chiarezza”
Nel pomeriggio è arrivata anche la nota della consigliera regionale altotiberina Letizia Michelini, secondo cui la sentenza del Tar “ristabilisce un quadro di legalità e chiarezza” sul dimensionamento scolastico. Per Michelini, il pronunciamento conferma la correttezza dell’operato del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, che avevano sostenuto le ragioni del territorio insieme a sindacati e famiglie.
La consigliera dem sottolinea anche la necessità di conoscere le realtà locali prima di assumere decisioni che incidono sulla vita delle comunità scolastiche, parlando di una gestione ministeriale segnata da confusione. Resta aperta, aggiunge Michelini, la questione degli altri due tagli previsti in Umbria, sui quali la Regione attende l’esito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Verini: “Vittoria non solo giuridica, ma di grande valore civile e istituzionale”
“La sentenza del TAR non è soltanto una vittoria giuridico-amministrativa, ma istituzionale, politica, della comunità. E in primo luogo dei genitori, degli insegnanti, dehli studenti che si sono battuti fin dal primo momento contro una decisione assurda, verticistica, irrazionale. Il Comune tifernate, con in testa il sindaco Secondi e l’assessore Guerri, hanno guidato con passione, determinazione questa battaglia. A loro, ai genitori e studenti, ci siano uniti anche noi parlamentari. Quando cittadini e istituzioni camminano e si battono insieme – soprattutto su un tema decisivo, cone quello della formazione e dell’educazione – è un buon segno di coesione sociale e di comunità”. Così il senatore PD Walter Verini.





