Comuni montani, tutta l’Alta Valle del Tevere verso il mantenimento dello status

Rivisti i criteri inizialmente proposti dal ministro Calderoli, che avrebbero escluso due comuni del versante toscano e cinque di quello umbro

Si va verso il mantenimento dello status di comune montano per tutti i quindici municipi dell’Alta Valle del Tevere, dopo l’intesa raggiunta in Conferenza Unificata sui nuovi criteri di classificazione.

La prima bozza della riforma, promossa dal ministro Roberto Calderoli, aveva fatto emergere criticità anche nel territorio altotiberino. Applicando le soglie altimetriche e di pendenza inizialmente proposte, sarebbero rimasti esclusi Anghiari e Monterchi sul versante toscano, oltre a Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Montone e Umbertide su quello umbro. Una prospettiva che avrebbe inciso su agevolazioni fiscali, accesso ai fondi e organizzazione dei servizi scolastici e sanitari.

Le modifiche introdotte nell’intesa hanno però cambiato il quadro, scongiurando – almeno allo stato attuale – una divisione interna al territorio tra comuni montani e non montani.

Secondo ALI – Autonomie Locali Italiane, le correzioni sono il frutto della mobilitazione dei territori contro un’impostazione ritenuta troppo rigida. «Le modifiche migliorative introdotte nell’intesa raggiunta in Commissione Unificata sulla riclassificazione dei Comuni montani non sono un atto di generosità del Governo, ma il risultato diretto della forte e diffusa contestazione sollevata dai Comuni e dalle loro rappresentanze contro la prima bozza proposta dal ministro Calderoli», ha dichiarato Massimiliano Presciutti, vicepresidente di ALI, sindaco di Gualdo Tadino e presidente della Provincia di Perugia.

Presciutti ha sottolineato che senza la pressione di sindaci e amministrazioni locali «centinaia di Comuni sarebbero stati esclusi in modo arbitrario dalla classificazione montana, con conseguenze pesantissime sul piano dei diritti e delle opportunità di sviluppo», pur evidenziando che restano criticità e la necessità di ulteriori correttivi.

Dal Governo, intanto, arriva la conferma del via libera istituzionale. «E’ stato raggiunto un accordo unanime con Regioni, Province e Comuni sulle modalità di prima applicazione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani», ha affermato Calderoli, parlando di «esito positivo» e di un punto di equilibrio trovato dopo settimane di confronto.

Il ministro ha inoltre spiegato che, pur in presenza di una mancata intesa formale con le Regioni sul Dpcm, queste si sono espresse favorevolmente a maggioranza e hanno votato all’unanimità la deroga tecnica che consente di procedere in Consiglio dei ministri. «Ciò significa che possiamo andare avanti nel percorso previsto», ha concluso.

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