Ciapanella, approvata la variante. In un emendamento l’impegno del comune alla vigilanza

A favore maggioranza e FdI, astensione di Adesso-Riformisti. Contrario il PD: “Mancano garanzie, occasione persa”

Il consiglio comunale di Sansepolcro ha approvato a maggioranza la variante al piano di lottizzazione industriale relativa all’area di Ciapanella a Gricignano, che nei giorni scorsi era stata portata al centro del dibattito dalla pro loco della frazione biturgense e dal comitato “Salviamo la campagna”. L’intervento permette una nuova distribuzione dei volumi edificatori, dando modo, in estrema sintesi, di realizzare un unico grande capannone in luogo degli undici più piccoli previsti originariamente.

La preoccupazione della pro loco e del comitato – che negli anni scorsi avevano contribuito a far saltare il progetto di realizzazione nell’area di un impianto di produzione di bitumi – è relativa alle incertezze sul futuro della zona. A confermare l’interesse che l’argomento suscita a Gricignano è stata la presenza di un numeroso pubblico che si è trattenuto fin quasi all’una di notte, quando si è conclusa la votazione del punto, uno degli ultimi dell’ordine del giorno.

Ad aprire gli interventi è stato l’assessore all’urbanistica Riccardo Marzi, che ha ripercorso l’iter della vicenda ricordando che si tratta di “una lottizzazione che abbiamo ereditato da una programmazione precedente e che, lo dico col senno di poi, non mi è mai piaciuta. Oggi con il comitato ci parliamo soprattutto sui giornali, ma abbiamo collaborato molto bene relativamente all’impianto dei bitumi, e questo pericolo è scampato: la variante di allora è stata ritirata e lo stesso proprietario si è espresso ufficialmente, acquisendo dei terreni per espandersi nella zona dove si trova attualmente. Siamo stati fortunati che il proprietario fosse non un qualche fondo di investimento ma un imprenditore del posto, con cui abbiamo avuto un dialogo, per quanto difficile, andato a buon fine. Questo però non significa – ha proseguito Marzi – che l’area non mantenga capacità edificatoria, e oggi il proprietario chiede un accorpamento dei volumi che dà maggiori possibilità di trovare delle aziende interessate. Probabilmente, anzi sicuramente, ci sono già delle trattative in corso, sulle quali però noi non abbiamo notizie, essendo delle trattative tra privati”, ha precisato l’assessore.

“Quello che non possiamo fare, e l’abbiamo verificato con i nostri avvocati e con i nostri tecnici, è imporre delle limitazioni precise”, ha poi detto Marzi. “Una delle richieste legittime del comitato che abbiamo analizzato bene è quella di dire che non ci vengano imprese insalubri di prima classe, ma la lista delle imprese insalubri di prima classe è infinita. Imponendo un vincolo di questo tipo andiamo in una contestazione giuridica dove siamo molto deboli”. Una volta esclusa questa possibilità, l’assessore ha illustrato un emendamento definito “il massimo che possiamo fare” in “una forma giuridicamente sostenibile”. Nel testo si prevede la vigilanza del comune sull’insediamento delle attività produttive nell’area, verificando “se rientrano nei criteri del decreto che elenca le attività salubri e insalubri” e se richiedono “la prescrizione di specifiche cautele nell’interesse della salute pubblica”; è poi indicato come “imperativo che l’amministrazione operi a tutela della salute e dell’incolumità del vicinato”, si ricorda che il soggetto insediato dovrà conformarsi “alle normative sanitarie e ambientali” e che “il comune dovrà vigilare sul rispetto delle autorizzazioni ambientali” ed effettuare “una valutazione specifica su emissioni, impatto su suolo e sottosuolo e impatto acustico”.

“Il limite del documento che abbiamo davanti – ha replicato il capogruppo di PD-InComune Andrea Laurenzi – è che contiene indicazioni sulla vigilanza, e va bene, ma io vorrei un’amministrazione e un consiglio che disegnano le scelte, che costruiscono una visione insieme alla comunità locale. Arrivare in сonsiglio con uno strappo credo che non faccia bene né alla città né all’amministrazione”, ha detto Laurenzi, che ha chiesto un rinvio per approndire meglio le prospettive. Per procedere, ha infatti detto, sarebbero necessarie “certe condizioni, certe garanzie e una visione chiara. Ad esempio – ha specificato – si possono inserire delle condizioni, escludere alcune categorie impattanti, introdurre criteri ambientali, vincolare alcuni aspetti in convenzione”. Perché “non possiamo fare atti di fede: non siamo in chiesa ma in Consiglio comunale, non valgono le promesse e le dichiarazioni su cosa si realizzerà”.

“Il nostro voto dovrebbe essere garantito dal fatto che con questa variante l’area migliori sia dal punto di vista occupazionale sia da quello dell’urbanizzazione, e su questo, al momento, restano dei dubbi”, ha detto il capogruppo di Adesso-Riformisti Michele Gentili. “Le garanzie dell’emendamento sono un po’ fragili”, perché prevede “in larga parte attività che il comune dovrebbe comunque svolgere. Suggerirei quindi di inserire formalmente in delibera una clausola affinché siano escluse dalla zona le attività classificate come industrie insalubri di prima classe, almeno per alcune sottocategorie specifiche, come rifiuti e conglomerati bituminosi, e un criterio relativo alle emissioni inquinanti”.

“In quel capannone di cui si parla non possiamo dire con precisione chi si insedierà, perché ci sono trattative in corso, ma si parla di un’azienda con una forte componente tecnica: progettisti, disegnatori, programmatori”, ha precisato il sindaco Fabrizio Innocenti, che ha parlato di variante “legittima, con tutte le cautele che ha illustrato l’assessore. Non vogliamo favorire una parte a discapito della comunità di Gricignano ma riteniamo, anche sulla base della nostra responsabilità, di poter tutelare la frazione”.

Per Laura Chieli di Fratelli d’Italia “prendendoci altro tempo e mettendoci intorno a un tavolo ci troveremmo concretamente a dover redigere un documento come l’emendamento di questa sera, perché fare diversamente andrebbe al di là di ciò che la normativa di consente”. Per la capogruppo “l’obiettivo di tutti noi è tutelare la sicurezza e promuovere allo stesso tempo uno sviluppo economico sostenibile, attento alla dimensione ambientale, economica e sociale; se adesso decidessimo di fermarci sull’onda emotiva allora sì che mancheremmo di visione, sbilanciandoci su una sola dimensione. Sono stati fatti passi inequivocabili, quindi non si tratta di chiedere un atto di fede, ma un atto di fiducia sì”, ha affermato.

Dai banchi della maggioranza sono in conclusione intervenuti anche Simone Gallai di Borgo al Centro, capogruppo della commissione urbanistica (“proteggere l’ambiente non deve significare mettere in discussione la prosperità del territorio, la crescita dei posti di lavoro e, soprattutto, non deve aggravare il problema dello spopolamento che stiamo vivendo da anni”) e Alessandro Bandini di Forza Italia (“l’emendamento dimostra uno sforzo concreto da parte dell’amministrazione per riconoscere i diritti dell’imprenditore e allo stesso tempo rispondere alle legittime preoccupazioni dei cittadini”).

L’emendamento è stato infine approvato con l’astensione del gruppo PD-In Comune. Il documento finale ha invece ottenuto il via libera da parte della maggioranza e della consigliera di Fratelli d’Italia Laura Chieli, l’astensione di Michele Gentili di Adesso-Riformisti e la contrarietà di PD-In Comune.

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img