Torna al centro del dibattito la vicenda dell’area di Ciapanella, a Gricignano, interessata da una nuova variante urbanistica approderà in consiglio comunale mercoledì 1° aprile. L’intervento consentirebbe una diversa distribuzione dei volumi su richiesta della proprietà. Secondo quanto emerso, l’ipotesi sarebbe quella di realizzare un unico capannone di circa 22mila metri quadrati, dimensioni che lo renderebbero “in assoluto tra i più grandi di tutta la Valtiberina”, come fanno notare Pro loco di Gricignano e Comitato Salviamo la campagna.
In un documento diffuso oggi, le due realtà ricordano che, secondo quanto riferito a luglio in commissione urbanistica, gli uffici erano al lavoro per una variante finalizzata a “poter favorire il trasferimento a Ciapanella di una grande azienda”. Ecco la ricostruzione di Comitato e Pro loco: “È stata paventata l’ipotesi che la richiesta possa essere stata avanzata da un imprenditore locale, ma su questo l’assessore, il presidente della Commissione e il responsabile dell’Ufficio Urbanistica hanno riferito di non conoscerne esattamente né l’identità, né la tipologia di azienda”. I firmatari della nota si chiedono allora se “davvero l’Amministrazione Comunale, dopo due anni di tensioni ora si trova a proporre una variante per favorire un imprenditore non meglio identificato che comunque, prima di portare la sua azienda a Ciapanella, dovrebbe acquistare il lotto dall’attuale proprietario?”
Tra i principali timori vi è quello che, “se qualcosa dovesse andare storto”, per l’area si potrebbe ripresentare il rischio di “ospitare la tanto discussa attività di produzione di asfalti” al centro di un progetto che negli anni scorsi aveva acceso un ampio confronto pubblico. A questo proposito i promotori della mobilitazione ricordano come resti ancora aperta la questione legata all’attuale impianto di bitumi, per il quale è ancora in corso l’iter autorizzativo per la permanenza nell’attuale sede di via Tarlati.
La nota evidenzia inoltre come Pro loco e Comitato abbiano trasmesso nei mesi scorsi un contributo istruttorio redatto dal giurista ambientale Marco Grondacci, senza però ricevere riscontri, e invita i consiglieri comunali a non approvare la variante senza alcune condizioni preliminari: conoscere nel dettaglio il progetto e il soggetto proponente, attendere l’esito delle procedure ambientali in corso e introdurre strumenti urbanistici che escludano l’insediamento di industrie insalubri. Per approfondire la questione è stata organizzata un’iniziativa pubblica aperta alla cittadinanza e agli amministratori, in programma lunedì 30 marzo nei locali della ex scuola di via Di Vittorio.





