Caprese: tre “no” in maggioranza e niente progetto dell’ascensore per salire al castello

Salta accordo da 500mila euro con la Regione Toscana. La sindaca: “Chi si è opposto dovrà rispondere ai cittadini”. Tra i contrari anche il suo vice

Spuntano tre “franchi tiratori” e a Caprese Michelangelo salta l’accordo preliminare con la Regione Toscana per il recupero delle mura e per la realizzazione dell’ascensore fino al castello (la parte storica e più alta del paese), allo scopo di migliorare l’accessibilità, soprattutto a chi ne ha più bisogno. Un’operazione da 500mila euro di contributo straordinario che avrebbe stanziato l’amministrazione regionale e che invece è andata in fumo nel corso dell’ultima seduta consiliare.

Al momento della votazione della ratifica dell’accordo di programma regionale i presenti in aula erano 9 consiglieri su 10, più la sindaca. Assente il solo Alessandro Vattimo della minoranza, hanno votato contro gli altri due consiglieri di opposizione, Ginevra Dinelli e Francesco Meazzini, ai quali si sono aggiunti i tre “no” (che si sono rivelati determinanti) di esponenti della maggioranza: Giuseppe Castiglia, Gabriele Fiori e Paolo Acquisti, con quest’ultimo che ricopre il ruolo di vicesindaco, mentre Fiori è stato assessore fino allo scorso novembre. Con 5 sì e 5 no, l’atto non è passato per la mancanza del cosiddetto “quorum funzionale”, ovvero il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Qualora invece fosse stato approvato, l’accordo avrebbe dato il via ufficiale al percorso tecnico e amministrativo per la costruzione dell’ascensore, non dimenticando un particolare: al momento non vi era alcun progetto approvato nemmeno in fase preliminare, ma soltanto una stima di massima per l’assegnazione del contributo. E allora, perché i tre hanno stoppato il percorso? A quanto risulta, vi sarebbero stati oneri finanziari anche per il Comune, che avrebbe dovuto preventivamente impiegare una somma ingente (intorno ai 300mila euro), più mettere i soldi anche per le indagini geologiche e il progetto; a quel punto, sarebbe stato garantito il mezzo milione della Regione. La soluzione iniziale, che prevedeva un impianto di sollevamento esterno, aveva infatti già ricevuto un parere negativo – seppur verbale – da parte della Soprintendenza, per incompatibilità con il contesto paesaggistico della rocca. Proprio per questo, la nuova ipotesi prevedeva una soluzione interrata, da approfondire con specifiche indagini tecniche e geologiche. Solo all’esito positivo di queste analisi si sarebbe proceduto, eventualmente, alla redazione del progetto definitivo, da finanziare successivamente.

La mancata ratifica dell’accordo ha interrotto tutto: niente contributo, niente studi, niente progettualità futura. “Oltre al grave danno economico – ha commentato la sindaca Marida Brogialdi – ritengo che vi sia stato anche un mancato rispetto delle istituzioni. Il diniego a procedere, senza una motivazione fondata, ha interrotto un dialogo proficuo con gli organi regionali, in particolare con il presidente Eugenio Giani e con il consiglio regionale, che avevano espresso piena disponibilità a collaborare con il nostro Comune per un’opera strutturale e significativa. La Regione aveva dimostrato grande attenzione per Caprese Michelangelo anche in altre occasioni, come durante le celebrazioni per i 550 anni dalla nascita del nostro concittadino più illustre, Michelangelo Buonarroti, a cui hanno preso parte rappresentanti istituzionali e tecnici regionali. Dispiace constatare come chi oggi si oppone a queste opportunità, spesso sia assente anche in momenti di grande valore simbolico per la nostra comunità. La domanda che sorge spontanea è: per quale motivo i consiglieri contrari hanno deciso di privare il nostro Comune di risorse così importanti, che avrebbero potuto essere impiegate, anche in alternativa, per il recupero delle mura storiche? Di questa scelta politica, ritengo debbano rispondere pubblicamente ai cittadini di Caprese Michelangelo, che ha perso a mio avviso un’occasione importante. Ma continuerò a lavorare affinché altre opportunità possano essere colte, con senso di responsabilità e spirito costruttivo”, ha concluso Brogialdi.

All’interno della maggioranza c’è senza dubbio fermento: “Parleremo dopo il confronto interno fra di noi, quindi al momento riteniamo di non dover rilasciare dichiarazioni”, ci è stato riferito. Per la cronaca, l’incontro è stato fissato per la serata di mercoledì 30 luglio. Di certo, se la maggioranza trasversale (ricordiamo che nel maggio del 2023 la Brogialdi ha trionfato con ben l’85,19% dei consensi) si spacca in una questione di importanza senza dubbio primaria, vuol dire che quantomeno gli scricchiolii non mancano. E se un vice esprime una posizione contraria a quella del sindaco, sul piano politico lo scossone è ancora più forte; da capire se questo sarà destinato a rimanere un episodio isolato. Un lavoro supplementare di ricucitura attende ora la sindaca di Caprese.   

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img