Tra escursioni e parole: le tappe del Festival a Monterchi e Caprese Michelangelo

Due giornate partecipate tra camminate e riflessioni con gli ospiti Quadrino e Gardini. Attesa per Montone e Perugia

Il Festival dei Cammini di Francesco 2026 ha trovato nel fine settimana tra Monterchi e Caprese Michelangelo una delle sue immagini più concrete: persone in cammino al mattino, e poi comunità riunite nei luoghi degli incontri, tra esperienze diverse che si tengono insieme dentro uno stesso percorso.

Le giornate di sabato 25 e domenica 26 aprile, accompagnate dal bel tempo, hanno visto una partecipazione diffusa lungo i tracciati e negli spazi culturali, confermando la risposta del pubblico a un programma che continua a muoversi tra territorio e riflessione.

Le camminate organizzate dal Circolo degli Esploratori hanno attraversato la Valtiberina tra sentieri, strade bianche e paesaggi aperti, coinvolgendo gruppi eterogenei: famiglie, appassionati, camminatori abituali. Un flusso continuo, fatto di partenze e arrivi, che restituisce il senso stesso del Festival: un’esperienza che prende forma nel movimento, ma anche nelle relazioni che si costruiscono lungo il percorso.

A Monterchi, sabato 25 aprile, la giornata si è aperta con la camminata per famiglie “Misfatto ambientale”, un’attività che ha trasformato il cammino in un gioco investigativo, coinvolgendo anche i più giovani in una scoperta attiva del territorio e della fauna locale. Nel pomeriggio, al Teatro Comunale, l’incontro con Silvana Quadrino, pedagogista e psicoterapeuta della famiglia, ha spostato l’attenzione su un altro piano: quello delle parole e della capacità degli adulti di accompagnare bambini e ragazzi nei passaggi più difficili della vita.

“Spesso i genitori non parlano bene di queste tematiche ai bambini perché loro stessi hanno paura – ha osservato –. La cosa davvero importante è far percepire loro la nostra presenza e vicinanza in quei momenti”. Un intervento che ha trovato riscontro anche negli interventi del pubblico, in un confronto diretto e partecipato.

Il giorno successivo il Festival si è spostato a Caprese Michelangelo, dove la camminata “Addio monte di Dio! Addio monte Alvernia!” ha accompagnato i partecipanti lungo un itinerario ad anello tra castagneti, faggete e paesaggi appenninici, fino all’Eremo della Casella, luogo legato alla memoria francescana.

Nel pomeriggio, all’Istituto alberghiero Fanfani-Camaiti, l’incontro con lo scrittore e docente a Oxford Nicola Gardini ha proposto una riflessione più ampia sul rapporto tra letteratura e morte. Nel suo intervento “Scrivere la fine, custodire la vita”, Gardini ha attraversato testi e tradizioni per interrogarsi su come il linguaggio possa dare forma all’esperienza della perdita.

“Non credo nell’elaborazione del lutto – ha affermato –. Credo nella morte come condizione di privazione perenne. Si può però far parlare i morti”. Una posizione netta, che individua nella letteratura uno spazio in cui il dialogo con chi non c’è più può continuare, trasformando la morte in una relazione che non si esaurisce.

Dopo le tappe in Valtiberina, il Festival si sposterà ora in Umbria. Sabato 2 maggio a Montone è in programma la camminata “Anello di Fortebraccio”, seguita dall’incontro “Rinascere. Il fenomeno degli hikikomori e la ricerca del proprio posto nel mondo” con Kenta Suzuki.

Domenica 3 maggio a Perugia il programma si articolerà tra la camminata “Anello di Francesco” a Collestrada, l’incontro “Verso una civiltà della Terra” con Mauro Ceruti e Piero Dominici e lo spettacolo serale “In mezzo ad un milione di rane e farfalle” con Concita De Gregorio ed Erica Mou al Teatro del Pavone.

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