Montedoglio-Trasimeno, resta aperto il nodo degli 800 litri al secondo

Meloni: “L’obiettivo è aumentare la portata con un nuovo accordo”. Melasecche incalza la Regione: “Ad oggi non c’è progetto, né finanziamento, né cronoprogramma”

Tempi e nuove modalità per il trasferimento dell’acqua di Montedoglio al Trasimeno tornano al centro del confronto politico regionale umbro. Il capogruppo della Lega Enrico Melasecche chiede alla Giunta chiarimenti sugli 800 litri al secondo indicati nei mesi scorsi, dopo che l’assessora Simona Meloni, in un’intervista pubblicata il 19 ottobre da Passaggi Magazine, ha parlato della necessità di aumentare la portata attraverso un nuovo accordo. Nell’articolo, Meloni parla di una rimodulazione dell’intesa originaria e fissa il riferimento in 10 milioni di metri cubi all’anno; in una nota trasmessa il giorno seguente, Melasecche contesta l’assenza, a suo giudizio, di tempi e strumenti definiti per il potenziamento.

Come noto, dal 28 febbraio è attivo il trasferimento attraverso il potabilizzatore di Tuoro, con una portata di circa 200 litri al secondo. Nei mesi successivi la Regione aveva continuato a indicare tra gli sviluppi del progetto l’incremento attraverso il Paganico, per un nuovo supporto da 800 litri al secondo. È su questo punto che si concentra ora l’intervento del consigliere di opposizione. “Da mesi chiedo all’assessore di far conoscere agli abitanti dell’area del Trasimeno quando vedremo sgorgare gli 800 litri al secondo da Montedoglio”.

Dal potenziamento dell’adduzione al futuro di Eaut

Nel lungo confronto con i giornalisti di Passaggi, Meloni ha affrontato diversi aspetti della gestione del lago, dalla disponibilità idrica ai dragaggi e alla pulizia dei fossi fino al problema dei chironomidi. Sull’invaso valtiberino, in particolare, è stato fatto il punto anche sull’evoluzione dell’intesa con la Regione Toscana.

Meloni fa riferimento a un accordo inizialmente impostato sul “prelievo di 800 litri al secondo delle acque di Montedoglio da novembre ad aprile”, spiegando che successivamente, dopo una nuova analisi della situazione, sarebbero stati “rimodulati i termini operativi dell’intesa”. La Regione ha così scelto di partire dal potabilizzatore di Tuoro con 200 litri al secondo, soluzione che l’assessora definisce “più veloce e meno dispendiosa”, prevedendo il trasferimento durante tutto l’anno.

È nello stesso passaggio dell’intervista che Meloni indica la prospettiva sulla quale la Regione è oggi al lavoro: “Da adesso in poi parleremo di 10 milioni di metri cubi all’anno, senza vincoli temporali. L’obiettivo è aumentare la portata con un nuovo accordo”.

Dalle dichiarazioni di Meloni emerge inoltre un altro elemento che riguarda direttamente la Valtiberina. Parlando dell’Ente Acque Umbre Toscane (EAUT), che gestisce il sistema Montedoglio, l’assessora anticipa infatti che “nel 2027 comunque ci sarà un cambio di governance e sicuramente l’Umbria avrà un suo nuovo protagonismo”.

Melasecche: “Mancano tempi e cronoprogramma”

Melasecche, all’indomani, contesta la distanza tra gli obiettivi annunciati e lo stato di avanzamento degli interventi. “Da mesi chiediamo di far conoscere ai cittadini le tempistiche”, afferma il consigliere leghista, sostenendo che finora non sarebbero stati indicati “un progetto, un cantiere, una data”.

Una critica che ribadisce anche rispetto all’ipotesi, indicata da Meloni, di aumentare la portata attraverso un nuovo accordo: secondo Melasecche servono “cifre, cronoprogrammi, obiettivi verificabili e risultati conseguiti”.

Nel finale della nota l’ex assessore torna ancora sul tema, contestando anche la necessità prospettata di un nuovo accordo e chiedendo interventi da completare entro la stagione invernale 2027-2028.

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