Piero della Francesca, un ponte tra Sansepolcro e Londra. La grande mostra che la National Gallery dedicherà al maestro della prospettiva nel 2027 riporta sotto i riflettori il legame tra la città natale e il mondo della cultura anglosassone. Il museo londinese ha annunciato il progetto lo scorso 29 ottobre, presentandolo trionfalmente come “la più grande mostra mai realizzata” dedicata al pittore italiano.
L’esposizione, in programma dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028, riunirà circa 25 dipinti e manoscritti provenienti da importanti collezioni italiane e internazionali. Tra i prestiti annunciati figurano opere dagli Uffizi di Firenze, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. In un primo momento, tuttavia, c’era un assente di peso: Sansepolcro non compariva tra le istituzioni prestatrici. Ora arriva la conferma di un coinvolgimento della città, anche se il percorso non è ancora concluso.
A sciogliere la riserva è Francesca Mercati, assessora alla Cultura del Comune, che dalle sale del Museo Civico racconta i contatti avviati con la National Gallery e le prospettive di una collaborazione destinata a dare visibilità internazionale al patrimonio artistico locale.
“Abbiamo accolto la proposta con grande entusiasmo”, spiega Mercati. Ma quali opere potrebbero partire per Londra? Su questo punto l’assessora mantiene la cautela: la trattativa è ancora aperta e la decisione dipenderà dalle valutazioni della Soprintendenza e del Ministero, con la tutela e la conservazione dei dipinti come priorità.
Non sarebbe la prima volta che un’opera di Piero della Francesca custodita a Sansepolcro lascia temporaneamente il Museo Civico per una grande esposizione. L’ultimo precedente documentato risale al giugno 2022, quando l’affresco staccato raffigurante San Giuliano partì alla volta di Urbino per la mostra dedicata a Francesco di Giorgio e Federico da Montefeltro. Ancora prima, tra il 2018 e il 2019, due affreschi del maestro, San Giuliano e San Ludovico, furono esposti all’Ermitage di San Pietroburgo in Russia, mostra della quale fu simbolo il discusso Guidobaldo da Montefeltro. Nel 2016, invece, la pala centrale della Madonna della Misericordia venne esposta al Palazzo Marino di Milano.
Assessora Mercati, il Comune di Sansepolcro contribuirà al grande progetto artistico della mostra su Piero della Francesca alla National Gallery?
Sì, siamo stati contattati dalla National Gallery già nelle prime fasi del progetto. Devo dire che abbiamo apprezzato molto la particolare sensibilità dimostrata nei confronti della nostra città.
Quando abbiamo saputo che la National Gallery avrebbe organizzato una mostra monografica dedicata a Piero della Francesca, siamo stati estremamente felici e orgogliosi. Successivamente ci è stato chiesto se il Comune fosse disponibile a contribuire al progetto mettendo a disposizione il patrimonio artistico del territorio.
Abbiamo accolto la proposta con grande entusiasmo, perché riteniamo che possa rappresentare un’importante occasione di visibilità e promozione per Sansepolcro, oltre che un’opportunità per favorire lo studio e la conoscenza del nostro patrimonio.
La mostra riunirà opere importanti provenienti da diverse collezioni, tra cui il celebre doppio ritratto dei duchi di Urbino conservato agli Uffizi. Il mondo culturale anglosassone ha avuto un ruolo importante nella riscoperta di Piero della Francesca. Come si inserisce Sansepolcro in questo rapporto tra il maestro e la cultura inglese?
Il mondo anglosassone ha avuto un ruolo fondamentale nella riscoperta di Piero della Francesca, soprattutto a cavallo tra l’800 e il ‘900.
Alle mie spalle si trova il Polittico di San Giovanni in Val d’Afra, un’opera legata anche alla figura di Matteo di Giovanni, altro artista originario di Sansepolcro, molto apprezzato ma che spesso è rimasto in secondo piano rispetto alla grandezza di Piero della Francesca.
In origine, al centro del polittico si trovava il Battesimo di Cristo di Piero, che successivamente è stato venduto ed è arrivato in Inghilterra. Oggi è conservato proprio alla National Gallery. Non dobbiamo dimenticare che le tre opere di Piero oggi conservate a Londra – il Battesimo di Cristo, la Natività e San Michele – provengono tutte da Sansepolcro. Sono state realizzate qui, per la nostra città, e qui sono rimaste esposte per molti anni.
Le trattative sono ancora in atto. Avete già avuto interlocuzioni con il direttore Gabriele Finaldi e quali sono i termini della collaborazione?
La National Gallery ha manifestato il proprio interesse nei confronti di Sansepolcro fin dalle prime fasi del progetto. Si è instaurato un rapporto diretto, che nel tempo si è consolidato.
Le curatrici della mostra, Laura Llewellyn e Machtelt Brüggen Israëls, sono venute a Sansepolcro diversi anni fa. Successivamente ci sono stati altri momenti di confronto, anche attraverso videoconferenze, direttamente con il direttore della National Gallery, Gabriele Finaldi, che è venuto a Sansepolcro alla fine del 2023, in un momento in cui la mostra non era ancora un progetto ufficiale.
È stata un’occasione importante per rafforzare ulteriormente il rapporto con il museo. Il direttore è inoltre entrato a far parte del Comitato scientifico della Fondazione Piero della Francesca, che ha sede nella Casa natale dell’artista.
Abbiamo quindi avuto diverse occasioni di confronto sia con il direttore sia con le curatrici. In particolare, Brüggen è una studiosa di grande rilievo internazionale e sta dimostrando una particolare attenzione nei confronti della nostra città e delle attività che stiamo portando avanti.
Per quanto riguarda il prestito delle opere, siamo ancora in una fase di trattativa. Non possiamo quindi anticipare quali saranno i lavori eventualmente coinvolti.
È un percorso che richiede valutazioni approfondite. È stata coinvolta la Soprintendenza territorialmente competente e, vista l’importanza e la dimensione del prestito, anche il Ministero. Siamo in attesa delle verifiche necessarie per stabilire quali opere possano eventualmente essere movimentate e affrontare il viaggio. La tutela e la conservazione delle opere vengono naturalmente prima di tutto. È un aspetto imprescindibile, che deve essere valutato con la massima attenzione.





