La National Gallery annuncia la più grande mostra di sempre su Piero della Francesca

Dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028, l'esposizione riunirà alcuni dei capolavori più celebri per raccontare la rivoluzione artistica e scientifica del maestro rinascimentale

“The largest exhibition ever devoted to Piero”

La National Gallery di Londra si prepara a ospitare quella che annuncia come la più grande mostra mai dedicata a Piero della Francesca, il maestro del Rinascimento nato a Sansepolcro. L’esposizione, intitolata semplicemente Piero della Francesca, sarà visitabile dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028 nell’ala Sainsbury del museo britannico e riunirà alcune delle opere più celebri dell’artista, provenienti da importanti collezioni internazionali.

Un appuntamento di particolare rilievo per la storia dell’arte, che riporterà al centro dell’attenzione mondiale uno dei protagonisti del Quattrocento italiano. Per Sansepolcro e la Valtiberina la notizia assume inevitabilmente un significato particolare, anche se tra i prestiti annunciati, al momento, non figurano opere provenienti direttamente dalla terra d’origine del pittore.

Capolavori riuniti dopo secoli

Uno degli aspetti più significativi dell’esposizione sarà la possibilità di ammirare insieme alcune delle grandi pale d’altare di Piero della Francesca, riunite per la prima volta dopo secoli.

Tra le opere annunciate figura il celebre doppio ritratto di Federico da Montefeltro e Battista Sforza, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei dipinti più riconoscibili del Rinascimento italiano. Da Perugia arriverà invece il Polittico di Sant’Antonio, mentre altri prestiti giungeranno da musei e collezioni di tutto il mondo.

A questi si aggiungeranno tre opere già appartenenti alla National Gallery: il Battesimo di Cristo, il San Michele e la Natività. In particolare, il Battesimo di Cristo rappresenta uno dei dipinti fondamentali per comprendere la ricerca artistica di Piero, attraverso l’equilibrio della composizione, l’uso della luce e la costruzione geometrica dello spazio.

La mostra offrirà quindi un’occasione rara per osservare in un unico percorso espositivo opere abitualmente conservate in luoghi diversi, mettendo a confronto fasi e aspetti differenti della produzione del pittore.

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Il Doppio ritratto dei duchi di Urbino custodito agli Uffizi

Il pittore che unì arte e scienza

La National Gallery presenta Piero della Francesca come uno dei grandi maestri della pittura rinascimentale e, al tempo stesso, come un artista e uno scienziato capace di trasformare il modo di rappresentare e osservare il mondo. Come noto, Piero sviluppò una ricerca nella quale pittura, matematica e prospettiva divennero elementi strettamente collegati. I suoi studi geometrici trovarono applicazione nelle composizioni pittoriche, caratterizzate da spazi rigorosamente costruiti, architetture armoniose e figure immerse in atmosfere di particolare quiete.

Un’eredità scientifica che ebbe un seguito anche nella sua terra d’origine. Luca Pacioli, matematico nato anch’egli a Sansepolcro e appartenente alla generazione successiva, si formò nell’ambiente culturale di Piero e ne raccolse parte degli studi sulla geometria e sulla prospettiva. Attraverso figure come Pacioli, autore della Summa de arithmetica e del De divina proportione, quelle conoscenze entrarono in un circuito intellettuale più ampio, contribuendo alla cultura matematica e artistica del Rinascimento e al dialogo tra discipline che avrebbe coinvolto anche personalità come Leonardo da Vinci.

È proprio questa combinazione tra sensibilità artistica e rigore scientifico a costituire il filo conduttore dell’esposizione londinese. Il museo richiama la luce dei paesaggi, i cieli azzurri, la natura e le colline che circondavano l’artista, elementi che nelle sue opere si trasformano in scenari di straordinaria precisione e profondità. La mostra intende approfondire anche la fortuna di Piero fino alla contemporaneità: la sua pittura continua infatti a essere un riferimento per artisti, registi, scrittori e studiosi interessati al rapporto tra immagine, spazio e percezione.

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