Il ripristino della linea ferroviaria è stato al centro di due interrogazioni affrontate durante la seduta di giovedì sera del consiglio comunale di Sansepolcro. Ai quesiti, illustrati da Michele Gentili di Adesso-Riformisti e da Filippo Polcri di PD-InComune, ha risposto il vicesindaco Riccardo Marzi.
In particolare, Polcri ha chiesto se l’ipotesi dello spostamento della stazione in zona San Paolo, prospettata negli anni scorsi anche dall’amministrazione comunale, fosse stata definitivamente abbandonata: “È stata abbandonata non perché qualcuno abbia cambiato idea”, ha spiegato Marzi, “ma perché Rete Ferroviaria Italiana ha detto no, l’ha esclusa categoricamente. Infatti”, ha proseguito Marzi, “quando arrivano a Sansepolcro i treni hanno bisogno di spazio per fare manovra, e inoltre solo la stazione di Sansepolcro e quella di Umbertide hanno aree logistiche importanti per eventuali manutenzioni o per immagazzinaggio di materiali”.
“Questo era un tema da campagna elettorale”, ha ammesso Marzi, “ma non avevamo fatto i conti con l’oste, nel senso che non credo che nessuno di noi avesse incontrato ingegneri di RFI per farsi spiegare la questione tecnicamente”. I tecnici, ha precisato il vicesindaco, “non hanno comunque escluso in futuro un’eventuale fermata a San Paolo, ma non era questo il nostro obiettivo, che era invece quello di indietreggiare di 1,8 km eliminando la strada ferrata e liberando tutta l’area”. Sul punto è intervenuto anche Gentili, ricordando che lo spostamento della stazione era presente anche nel programma elettorale del proprio gruppo: “Non capisco bene da dove fosse arrivata la proposta se c’era un vincolo tecnico così banale”, ha detto.
A questo punto, dunque, l’interesse dell’amministrazione si muove verso altri obiettivi che, ha sostenuto Marzi, serviranno a “mitigare gli effetti del mancato spostamento della stazione” in termini di viabilità quando i treni torneranno attivi (“dal 2029, perché tanto andremo al 2029”, ha specificato il vicesindaco). Un primo intervento punta alla creazione di una strada parallela a via del Prucino, che diventi “un nuovo accesso al centro storico molto più diretto e in sicurezza, non solo per le auto ma anche ciclabile e pedonale”, ha detto Marzi, spiegando che la garanzia di una fascia di 14 metri a questo scopo è stata messa nero su bianco in conferenza di servizi. “In quest’area”, ha aggiunto, “c’è anche la possibilità di creare un parcheggio di circa 100-120 posti: per alcuni sarà lontanissimo, ma io dico che sono quattro passi dal centro storico e rappresenterà un polmone importante”, ha fatto presente il vicesindaco.
Il mancato spostamento della stazione pone inoltre la questione degli attraversamenti ferroviari: “Il passaggio a livello di via del Regliarino non verrà mai riaperto, ce lo hanno detto chiaramente”, ha riferito Marzi. “Ma la criticità numero uno resta via Scarpetti, rispetto a cui ci è stata suggerita la realizzazione di un sottopasso ferroviario” nell’ambito del piano nazionale per l’eliminazione dei passaggi a livello. “Naturalmente”, ha precisato il vicesindaco, “questa è una candidatura, che è stata recepita e che dovrà essere seguita anche dalla prossima amministrazione comunale, perché ci sono delle possibilità concrete di finanziamento. Per Sansepolcro rappresenterebbe sicuramente una rivoluzione”, ha affermato Marzi, che ha specificato che, secondo una stima sommaria, “tra sottopasso e viabilità parliamo di quattro milioni di euro”.
Il vicesindaco, sollecitato da Polcri, ha inoltre commentato l’ipotesi dello sfondamento verso Arezzo o Rimini: “È da libro dei sogni”, ha detto. “Noi l’abbiamo più volte portata ai tavoli e non dico che ci abbiano risposto con qualche sorriso ma quasi, perché chiaramente è un progetto faraonico. Tutti ci auguriamo possa andare avanti, ma ad oggi bisogna essere molto realisti”, ha chiosato.





