La Ferrovia Centrale Umbra potrebbe assumere un ruolo completamente diverso nel sistema dei trasporti del Centro Italia. L’obiettivo della Regione Umbria è trasformare l’intera infrastruttura in una linea di interesse nazionale, rendendola utilizzabile anche da treni capaci di proseguire sulla rete ferroviaria ordinaria. Una prospettiva che apre alla possibilità di collegamenti diretti dal nord dell’Umbria verso Roma, attraverso un itinerario alternativo a quello tradizionale.
A illustrare il progetto è Francesco De Rebotti, assessore regionale alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, intervistato da TTV nell’ambito di Binario Unico, il dossier dedicato alla mobilità ferroviaria tra Umbria e Toscana. L’esponente della Giunta Proietti, che ha raccolto il testimone di Enrico Melasecche nella gestione dei principali dossier ferroviari, affronta lo stato dei lavori sulla FCU, le prospettive del collegamento verso Arezzo e la discussa localizzazione della futura fermata Alta Velocità Medioetruria.
La FCU nella rete nazionale: l’obiettivo dei collegamenti verso Roma
“La FCU è un po’ la metropolitana dell’Umbria”, osserva De Rebotti. Una definizione che introduce la prospettiva di una ferrovia destinata a svolgere due funzioni: garantire gli spostamenti regionali attraverso i Minuetto e ospitare, in futuro, collegamenti capaci di raggiungere direttamente altre destinazioni della rete nazionale.
“Il nostro obiettivo è avere sia i treni Minuetto che fanno la spola in Umbria, sia delle tracce di treno che partono dal nord della regione e collegano verso sud, verso Roma in maniera più veloce”, spiega l’assessore.
Il passaggio richiederebbe ulteriori interventi sull’infrastruttura, a cominciare dall’adeguamento della portata dalle attuali 16 a 18 tonnellate per asse. Secondo De Rebotti, i lavori potrebbero concentrarsi sul consolidamento di ponti, viadotti e gallerie, senza comportare una nuova interruzione della circolazione ferroviaria.
La Regione sta inoltre lavorando con RFI sul trasferimento della proprietà della linea e sulla sua integrazione nella rete nazionale. Si tratta di una prospettiva già oggetto di interlocuzioni istituzionali negli anni precedenti, che l’attuale amministrazione intende portare avanti.
L’obiettivo è rendere possibile un collegamento più diretto lungo la direttrice Perugia-Terni-Roma, sfruttando la FCU come alternativa agli itinerari oggi utilizzati. Un’ipotesi che richiederà ulteriori verifiche tecniche, investimenti e accordi istituzionali.
Il cronoprogramma: Perugia-Città di Castello nel 2027, Sansepolcro per ultima
Prima di questa prospettiva, resta da completare l’ammodernamento della Ferrovia Centrale Umbra.
De Rebotti distingue tre principali tratte: Città di Castello-Perugia, Perugia-Terni e Città di Castello-Sansepolcro. La prima sarà anche la prima a entrare in funzione con il nuovo modello operativo, basato sul sistema europeo di gestione e controllo della circolazione ERTMS.
“Nella prima parte del 2027, completati gli interventi, sarà inviata tutta la documentazione per la richiesta di autorizzazione ad ANSFISA”, spiega l’assessore, indicando nella seconda metà dell’anno l’obiettivo per l’attivazione della nuova tecnologia sulla Città di Castello-Perugia.
Seguirà la Perugia-Terni, mentre la Città di Castello-Sansepolcro sarà l’ultima tratta a tornare in esercizio secondo il nuovo modello.
Nel question time dell’8 ottobre all’Assemblea legislativa, rispondendo a un’interrogazione di Melasecche e Donatella Tesei, De Rebotti ha precisato che la messa in esercizio dell’asse Terni-Perugia-Città di Castello è prevista tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Solo successivamente toccherà alla tratta verso Sansepolcro.
Su quest’ultima sono intanto cominciati gli interventi strutturali. Il cronoprogramma trasmesso da RFI alla Regione prevede la posa del nuovo binario tra novembre 2026 e gennaio 2027, seguita da ulteriori lavorazioni sull’armamento, sulle opere civili e sugli impianti tecnologici.
De Rebotti rivendica anche la soluzione individuata per le obbligazioni giuridicamente vincolanti, che hanno rappresentato uno dei passaggi amministrativi più delicati prima dell’avvio dei lavori.
È proprio sul calendario degli interventi che resta aperto il confronto politico con Melasecche. Nell’intervista rilasciata a TTV, l’ex assessore aveva sostenuto che i lavori sulla Città di Castello-Sansepolcro sarebbero dovuti iniziare un anno prima. De Rebotti richiama invece i problemi amministrativi affrontati dalla nuova Giunta e la necessità di rispettare le diverse fasi tecniche e autorizzative.
“Il treno deve tornare a essere un’alternativa all’auto”
L’ammodernamento della FCU dovrà tradursi anche in un servizio capace di rispondere alle esigenze quotidiane dei viaggiatori.
“Il treno deve tornare a essere un’alternativa all’auto, non soltanto in Alta Umbria, ma in tutta l’Umbria. Questa è la sfida”, afferma De Rebotti.
Per la Città di Castello-Sansepolcro l’assessore indica come obiettivo una ferrovia più veloce e sicura, in grado di garantire collegamenti adeguati per studenti, lavoratori e altri utenti.
La questione riguarda l’intero sistema ferroviario regionale. De Rebotti richiama la necessità di accelerare gli interventi sulla rete nazionale, a cominciare dai raddoppi selettivi, e denuncia le difficoltà che i treni regionali incontrano sulla direttissima verso Roma.
“I treni regionali devono fare l’inchino ai treni dell’Alta Velocità”, osserva, chiedendo un diverso modello di gestione delle tracce ferroviarie e un maggiore coordinamento tra Governo, Regioni, RFI e Trenitalia.
Il collegamento verso Arezzo: “Serve un interesse interregionale”
Sul possibile prolungamento della FCU oltre Sansepolcro, De Rebotti mantiene aperta la prospettiva di un collegamento ferroviario verso Arezzo, ma sottolinea la necessità di costruire un progetto condiviso con la Toscana.
“Sansepolcro sta in Toscana”, ricorda l’assessore. Qualsiasi ipotesi di collegamento verso Arezzo richiede quindi una convergenza tra le due amministrazioni regionali, oltre al coinvolgimento dei soggetti nazionali competenti. “Non si ragiona da soli sui nuovi collegamenti. Si ragiona insieme alle altre Regioni, trovando una convergenza nelle reciproche convenienze”.
Il confronto tra Umbria e Toscana è già aperto sui principali dossier ferroviari. Per De Rebotti, intanto, resta prioritario rafforzare anche i collegamenti esistenti tra Città di Castello e Arezzo, a partire dal trasporto su gomma. Una direttrice importante per gli spostamenti legati allo studio, al lavoro e all’accesso ai servizi sanitari delle due città.
Medioetruria, De Rebotti: “Creti o Rigutino, si scelga e si vada avanti”
È sulla futura fermata Alta Velocità Medioetruria che emerge una delle posizioni più significative dell’intervista.
Per De Rebotti l’opera deve essere realizzata, ma la Regione Umbria non intende subordinare il proprio sostegno alla scelta di una specifica localizzazione.
“Ci sono due ipotesi sostanzialmente, Creti e Rigutino. Ognuna ha dei vantaggi e delle criticità”, spiega l’assessore.
“Creti garantirebbe tempi di accesso stradale inferiori da Perugia. Rigutino presenta invece il vantaggio dell’intermodalità ferroviaria, grazie alla possibilità di raggiungere l’area attraverso la rete esistente. Personalmente ero e sono convinto di Creti, ma mi può convincere anche Rigutino per il discorso dell’intermodalità. L’importante è che ci sia un’opportunità in più per gli umbri”.
De Rebotti sottolinea che la fermata sorgerà comunque in Toscana, Regione alla quale riconosce un ruolo determinante nelle scelte localizzative e autorizzative. “Si scelga in maniera coerente e seria e si vada avanti”, conclude sul punto.
Il futuro della ferrovia umbra e la questione dei pendolari
L’intervista si allarga infine alle condizioni del trasporto ferroviario regionale e alle difficoltà quotidiane dei pendolari. Per De Rebotti, l’affidabilità dei servizi rappresenta una priorità almeno quanto i grandi investimenti infrastrutturali.
“Il trasporto pubblico su ferro è diventato un trasporto di categoria non B, ma forse C, D, E”, afferma, denunciando le conseguenze dei ritardi e dell’incertezza dei collegamenti per chi deve raggiungere ogni giorno il luogo di studio o di lavoro.
La risposta, secondo l’assessore, richiede una maggiore integrazione tra i servizi delle diverse Regioni e un ruolo più incisivo del Governo nella programmazione ferroviaria. Guardando ai prossimi dieci anni, De Rebotti immagina una rete “funzionale e funzionante”, frequentata soprattutto dalle generazioni più giovani, che ritiene maggiormente predisposte all’utilizzo dei mezzi pubblici. La domanda, sostiene, esiste già. Il compito delle istituzioni è costruire un’offerta adeguata.
Per la FCU il percorso passa innanzitutto dal completamento degli interventi e dal ritorno dei treni sull’intera linea. Sullo sfondo rimane la prospettiva illustrata dall’assessore: una ferrovia capace di superare la propria dimensione regionale e diventare parte di un sistema di collegamenti più ampio, fino a raggiungere direttamente Roma.





