Un van a nove posti per accompagnare persone in condizione di fragilità verso aziende, cooperative, laboratori e luoghi di formazione. È la funzione de “La Macchina del Lavoro”, il nuovo progetto promosso da Fondazione Progetto Valtiberina e presentato mercoledì 30 settembre ad Anghiari.
Il mezzo, un Renault Trafic, è stato acquistato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, sostenitrice del progetto, e sarà messo a disposizione delle realtà della Valtiberina che seguono percorsi di inclusione sociale, formazione e inserimento lavorativo. L’obiettivo è intervenire su un problema molto concreto: la difficoltà, per alcune persone, di raggiungere fisicamente il luogo nel quale si svolgono un tirocinio, un’attività formativa o un laboratorio.
Una questione particolarmente avvertita in un territorio nel quale le distanze tra i centri abitati e un’offerta di trasporto pubblico non sempre adeguata alle esigenze individuali possono complicare la continuità di questi percorsi. Il nuovo mezzo non sostituirà i servizi esistenti, ma nasce come risorsa condivisa da utilizzare a supporto delle attività già presenti sul territorio.


Un mezzo da condividere tra le realtà del sociale
“La Macchina del Lavoro” è stata sviluppata da Fondazione Progetto Valtiberina in collaborazione con L’Albero e La Rua e BeeTooBee. Il van entrerà inoltre nel percorso del Tavolo dedicato ai temi sociali del Distretto Interregionale di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere, attraverso il quale dovrà essere organizzato il suo utilizzo da parte dei diversi soggetti della rete.
“In una zona come la nostra, dove il tema degli spostamenti rappresenta spesso un ostacolo reale, questo mezzo potrà aiutare alcune persone fin da subito”, ha spiegato il presidente di Fondazione Progetto Valtiberina David Gori. L’intenzione, ha aggiunto, è partire da un servizio concreto e provare progressivamente ad allargarne l’utilizzo attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazionismo, società civile e mondo economico.
La direttrice generale della Fondazione, Marta Pasqualini, ha chiarito invece il funzionamento previsto: il van “sarà a disposizione delle cooperative sociali e delle realtà che lavorano nei percorsi di inclusione e formazione”. L’iniziativa diventa così anche una prima applicazione concreta del lavoro sviluppato all’interno del Distretto: individuare un bisogno comune e mettere a disposizione della rete uno strumento condiviso.




Che quello degli spostamenti sia un problema già incontrato dagli operatori è stato sottolineato anche da Michele Vignali, presidente del Consorzio COOB. L’esperienza maturata dal 2016 nei percorsi di inserimento in Valtiberina, ha ricordato Vignali, ha mostrato come il trasferimento dal domicilio verso laboratori e aziende ospitanti possa rappresentare uno degli ostacoli organizzativi alla partecipazione.
Fondazione CR Firenze ha sostenuto l’acquisto del mezzo. “Il territorio valtiberino dispone di servizi e percorsi che funzionano e questo mezzo può rappresentare un supporto logistico molto importante, capace di facilitare i collegamenti tra formazione e aziende”, ha osservato Andrea Sassi, membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione. Per Sassi, il progetto mostra anche la possibilità per cooperative, associazioni, enti e servizi di costruire iniziative comuni e trovare le risorse necessarie per realizzarle.
Inclusione lavorativa: ecco i percorsi S.I.L.VA.
La presentazione del van è stata affiancata da quella di S.I.L.VA. – Servizi di Inclusione Lavorativa della Valtiberina, progetto con capofila l’Unione dei Comuni della Valtiberina e rivolto a persone fragili, inoccupate o disoccupate già in carico ai servizi sociali.
Il percorso è finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, è iniziato nel dicembre 2024 e proseguirà fino alla fine del 2027. Finora sono 41 le persone prese in carico e otto i tirocini attivati. Attorno al progetto lavorano servizi sociali, Centro per l’Impiego, collocamento mirato, cooperative, associazioni e altre realtà territoriali.
È proprio su esperienze di questo tipo che la disponibilità di un mezzo di trasporto può assumere una funzione pratica: l’orientamento e l’attivazione di un tirocinio rappresentano una parte del percorso, alla quale deve però corrispondere la possibilità di raggiungere con continuità l’azienda o la struttura nella quale l’attività viene svolta.
Nella rete di S.I.L.VA. è coinvolta anche ASL Toscana Sud Est – Zona Distretto Valtiberina. “Collaboriamo con i Comuni, con l’Unione dei Comuni e con le realtà del Terzo settore per costruire percorsi capaci di rispondere ai bisogni del territorio”, ha spiegato il direttore della Zona Distretto Giampiero Luatti. In Valtiberina, ha aggiunto, “le distanze possono rappresentare una difficoltà aggiuntiva” e uno strumento per facilitare gli spostamenti può quindi fornire un sostegno ai percorsi di inserimento.

Dal Faggeto il primo viaggio
Per la presentazione è stata scelta l’azienda agricola Il Faggeto di Anghiari, fattoria didattica gestita da Leda Acquisti che ospita già laboratori e attività rivolti a persone fragili. Una realtà che, anche per la propria collocazione, conosce direttamente il problema degli spostamenti verso luoghi nei quali vengono organizzati percorsi formativi e attività finalizzate all’autonomia.
Proprio da qui è partito simbolicamente il primo viaggio de “La Macchina del Lavoro”. Da ora il passaggio sarà quello operativo: mettere il van a disposizione della rete e verificare sul campo quanto uno strumento condiviso possa incidere su uno degli ostacoli pratici che accompagnano i percorsi verso formazione e lavoro.





