Si è riunita nei giorni scorsi la Conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione della Valtiberina. Tra i principali punti all’ordine del giorno la proposta, avanzata dal Comune di Caprese Michelangelo, di distaccare le scuole del primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) dall’Istituto omnicomprensivo Fanfani-Camaiti, che ha sede anche a Pieve Santo Stefano, per aggregarle all’Istituto comprensivo di Anghiari e Monterchi.
Le ragioni alla base di questa richiesta erano state espresse in una delibera della Giunta comunale di Caprese lo scorso 11 settembre. In quella sede l’esecutivo guidato dalla sindaca Marida Brogialdi aveva manifestato l’esigenza di “rafforzare la continuità educativa e didattica, favorire la programmazione integrata dell’offerta formativa e sostenere nel tempo la qualità e la stabilità dei servizi scolastici presenti nel territorio”. Questo sarebbe favorito proprio dalla separazione da Pieve e dal passaggio all’Istituto di Anghiari e Monterchi. Secondo la delibera, infatti, la riorganizzazione garantirebbe tra l’altro “una più efficace integrazione dei percorsi di scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado all’interno di un’istituzione scolastica strutturalmente e funzionalmente dedicata al primo ciclo”, rafforzando “la continuità educativa e didattica verticale tra i diversi ordini di scuola” e agevolando “nuove opportunità di collaborazione, di innovazione didattica e di valorizzazione delle risorse professionali”.
Marcelli: “Gravi ripercussioni soprattutto in vista del 2028”
La proposta dell’amministrazione comunale di Caprese è stata approvata dalla Conferenza zonale per l’educazione, composta da tutti i sette comuni della Valtiberina. Il testo ha raccolto complessivamente cinque voti favorevoli (Caprese, Sansepolcro, Monterchi, Badia Tedalda e Sestino), un’astensione (Anghiari) e una contrarietà (Pieve Santo Stefano): “Secondo noi – ha detto il sindaco pievano Claudio Marcelli a TTV.it – la richiesta va a danneggiare l’attuale assetto degli istituti comprensivi della Valtiberina, anche alla luce di quello che succederà nel 2028, quando molto probabilmente verranno riorganizzati totalmente”. Questo passaggio, “se applicato, depotenzierebbe un istituto comprensivo esistente, con gravi ripercussioni anche dal punto di vista della perdita di posti di lavoro e di mobilità degli insegnanti”, ha detto il primo cittadino di Pieve. “Caprese lamenta poca attenzione”, ha aggiunto, “ma in realtà l’attenzione avuta nei suoi confronti dall’Istituto omnicomprensivo è stata massima”.
Lorenzini: “Disponibili ad accogliere la scuola di Caprese”
A motivare l’astensione di Anghiari è stata l’assessora all’istruzione Ilaria Lorenzini: “Capisco sia la posizione di Caprese, sia quella di Pieve”, ha detto. “Ci siamo trovati fra due fuochi, perché Pieve tecnicamente ha ragione sui numeri, ma se ci fosse l’esigenza di accogliere la scuola di Caprese nel nostro Istituto comprensivo saremmo disponibili. Per questo non abbiamo detto no alla sindaca Brogialdi, ma non abbiamo detto neanche sì, perché la dirigenza di Pieve non ha fatto errori”.
Romanelli: “Giovamento per il Comprensivo di Anghiari e Monterchi”
Hanno votato a favore tutti gli altri Comuni. “Noi non siamo entrati nel merito delle motivazioni per le quali questa richiesta è stata fatta”, ha fatto presente il sindaco di Monterchi Alfredo Romanelli, “ma non avevamo nessun motivo per essere contrari. Inoltre”, ha aggiunto, “il nostro Comprensivo da questo accorpamento trarrebbe giovamento, perché non rischierebbe più di scendere sotto soglia”.
Menichella: “Votando contro avremmo fatto tacere la voce di Caprese”
Mario Menichella, assessore di Sansepolcro e presidente della Conferenza zonale, ha espresso qualche perplessità sui tempi e i modi della procedura portata avanti da Caprese Michelangelo, oltre a riferire le considerazioni del rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale, secondo cui lo spostamento di Istituto non inciderebbe sui parametri numerici che regolano la formazione delle classi e delle pluriclassi. Menichella ha comunque votato sì, spiegando di considerare la Conferenza soprattutto come un luogo chiamato a rappresentare le esigenze del territorio. Un voto contrario, ha sostenuto, avrebbe significato “far tacere per sempre la voce di Caprese” prima ancora delle successive valutazioni degli organi competenti.
L’ultima parola spetterà alla Regione
Il passaggio in Conferenza zonale è infatti solo una delle tappe dell’iter per il dimensionamento della rete scolastica: il piano sarà trasmesso ora alla Provincia di Arezzo e poi alla Regione Toscana, cui spetta la decisione definitiva.
Il dirigente: “L’Omnicomprensivo rappresenta la continuità didattica”
“In sede provinciale”, ha annunciato alla nostra redazione il dirigente del Fanfani-Camaiti Giuseppe De Iasi, “la mia proposta sarà il mantenimento dell’attuale assetto scolastico, non avendo individuato nella posizione della sindaca nessun elemento per poterla condividere”. De Iasi ha in particolare criticato la motivazione legata alla continuità didattica: “L’Istituto omnicomprensivo rappresenta per antonomasia quella che si intende per continuità didattica, andando dall’infanzia fino agli Istituti secondari di secondo grado e perfino ai percorsi di formazione proposti dagli ITS. Penso che più verticalità e continuità di questa non si possa ricercare altrove”, ha commentato il dirigente, che ha sottolineato anche un altro aspetto: “Credo sia mancata un po’ di trasparenza e condivisione nei confronti miei e della scuola che rappresento, dal momento che ho recepito questa proposta solo in Conferenza zonale”, ha detto.
Sul tavolo anche il trasferimento dell’Alberghiero a Pieve
La vicenda si affianca a un’altra dinamica di rilievo per l’organizzazione scolastica del territorio: la proposta di trasferimento della sede dell’Istituto alberghiero, anch’esso parte dell’Omnicomprensivo, proprio da Caprese Michelangelo a Pieve Santo Stefano: “Già a maggio abbiamo formalizzato la richiesta alla Provincia”, ha detto il sindaco Marcelli. “Da tempo lavoriamo con la dirigenza scolastica per dare una nuova immagine dell’Istituto, e abbiamo investito tantissimo nell’impiantistica sportiva per poter fare un vero e proprio campus ed essere più attrattivi. Speriamo”, ha puntualizzato Marcelli, “che la Provincia colga la palla al balzo: oltretutto realizzerebbe un importante risparmio trasferendo la scuola in un immobile di propria competenza senza più pagare l’affitto a Zenzano e doppie utenze”.





