Rafforzare il rapporto tra scuola e imprese per avvicinare gli studenti alle opportunità offerte dal tessuto produttivo della Valtiberina e adeguare maggiormente la formazione alle competenze richieste dalle aziende. È l’obiettivo del percorso condiviso dall’Istituto di istruzione secondaria superiore “Città di Sansepolcro” con Confartigianato, CNA e Confindustria al termine di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi.
Tra le iniziative previste ci sono attività di orientamento rivolte anche agli studenti delle scuole medie e alle loro famiglie, incontri con gli imprenditori nelle aule dell’istituto professionale, progetti di alternanza scuola-lavoro e apprendistato duale, visite nelle aziende e confronti periodici tra imprese e docenti sull’offerta formativa.
La dirigente scolastica Emilia Marocco ha sottolineato l’importanza di un rapporto continuativo con il mondo produttivo per «rivalutare i percorsi dell’istituto professionale» e mantenere l’offerta formativa al passo con i cambiamenti del lavoro.
Per la presidente di Confartigianato Valtiberina Alessandra Innocenti, il territorio dispone di competenze e professionalità ma le aziende incontrano difficoltà nella ricerca di personale qualificato. Da qui, secondo Innocenti, la necessità di far conoscere più da vicino ai ragazzi il lavoro artigiano e manifatturiero, anche in una fase in cui l’intelligenza artificiale sta modificando numerose professioni. Restano però, osserva, «competenze manuali, creative, tecniche ed artigianali che richiedono esperienza, sensibilità e capacità umane difficilmente sostituibili».
Il presidente di CNA Valtiberina Livio Sassolini definisce il progetto «un ponte fondamentale» tra scuola e tessuto produttivo locale. L’obiettivo, spiega, è fare in modo che gli studenti conoscano le possibilità di realizzazione professionale offerte anche dalle imprese del territorio, favorendo allo stesso tempo il ricambio generazionale nelle realtà artigiane e nelle piccole e medie aziende.
Dario Bonauguri, rappresentante per la Valtiberina di Confindustria Toscana Sud, ha invece richiamato il problema del reperimento di personale «motivato e preparato» e la necessità di ridurre la distanza tra la formazione scolastica e le esigenze effettive delle aziende. Il confronto, secondo Bonauguri, può essere utile anche ai docenti per conoscere più direttamente tecnologie, attrezzature e competenze richieste oggi dal sistema produttivo.





