Ottocento anni dopo Francesco, Città di Castello riscopre il legame con il santo

Quattro giorni di appuntamenti dal 1° al 4 ottobre tra letture, musica e celebrazioni. La tradizione racconta di un soggiorno tifernate nel 1224

Due case nel centro storico di Città di Castello si contendono ancora oggi il ricordo di un ospite vissuto otto secoli fa. Una si trova in via Plinio il Giovane, l’altra in via Guglielmo Marconi. Secondo la tradizione, in una delle due avrebbe soggiornato Francesco d’Assisi durante uno dei suoi passaggi nell’Alta Valle del Tevere.

Il racconto arriva dalle Considerazioni sulle stimmate, testo risalente all’ultimo quarto del XIV secolo. Francesco sarebbe tornato a Città di Castello nel 1224, durante il viaggio da La Verna ad Assisi successivo all’esperienza delle stimmate, fermandosi in città per circa un mese. Una testimonianza molto posteriore ai fatti, dunque, ma parte di un legame che nei secoli ha lasciato numerose tracce tra chiese, monasteri, eremi e località rurali dell’Alta Valle.

A ottocento anni dalla morte di Francesco, avvenuta nel 1226, quel rapporto torna al centro del programma promosso dalla Diocesi di Città di Castello insieme alle famiglie francescane. Un calendario avviato già nei primi mesi del 2026 e che entrerà in una delle sue fasi principali dal 1° al 4 ottobre, concentrando nella chiesa di San Francesco quattro giornate tra cultura, musica e celebrazioni religiose.

Francesco attraverso le sue parole

Il primo appuntamento culturale sarà giovedì 1° ottobre alle 21 con “Le parole di Francesco. Letture di testi francescani”, proposta del Teatro dei 90 – La Porta. Al centro della serata ci saranno gli scritti attribuiti allo stesso Francesco, accompagnati da introduzioni storiche e brani musicali.

La sera successiva, venerdì 2 ottobre sempre alle 21, il rapporto con il territorio diventerà invece il filo conduttore de “L’abbraccio: Francesco e l’Alta Valle del Tevere”. La Corale “Marietta Alboni” eseguirà canti francescani intervallati da meditazioni su testi di don Romano Piccinelli.

Lo stesso percorso musicale è già stato proposto in altri due luoghi legati alla presenza francescana in Alta Valle: l’eremo di Montecasale, a Sansepolcro, e il monastero delle Cappuccine di Città di Castello. Tre tappe che finiscono così per comporre una piccola geografia francescana tra le due sponde del Tevere.

Dal Transito alla festa del 4 ottobre

Il programma assumerà una dimensione prevalentemente liturgica nel fine settimana. Sabato 3 ottobre, dopo la messa delle 18, alle 21 nella chiesa di San Francesco sarà celebrato il Transito, la memoria degli ultimi momenti della vita di Francesco. A presiedere sarà il vescovo di Città di Castello e Gubbio Luciano Paolucci Bedini, con l’accompagnamento della Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”.

Le celebrazioni culmineranno domenica 4 ottobre, giorno dedicato al patrono d’Italia e, proprio a partire dal 2026, nuovamente festa nazionale. La giornata si aprirà alle 8.30 con la messa nella chiesa delle Cappuccine; alle 11 seguirà una nuova celebrazione nella chiesa di San Francesco.

Nel pomeriggio, alle 17.15, sono previsti i vespri solenni e alle 18 il pontificale presieduto dal vescovo emerito Domenico Cancian, alla presenza delle autorità civili e militari. Anche in questo caso sarà presente la Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini”, insieme alla Confraternita di Santo Spirito.

Dal 1° al 3 ottobre, inoltre, ogni mattina alle 8.15 nella chiesa di San Francesco saranno celebrate le lodi, seguite alle 8.30 dalla messa. Sabato 3 ottobre è prevista anche la celebrazione delle 18.

Per consentire lo svolgimento del programma concentrato nella chiesa di San Francesco, dal 1° al 4 ottobre saranno sospese le celebrazioni liturgiche nel santuario della Madonna delle Grazie.

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