La FCU tra furti di rame e tempi di riapertura: “Chiediamo chiarezza”

Mozione del consigliere Melasecche (Lega): “Servono maggiori misure di sicurezza e un cronoprogramma aggiornato”

Una ferrovia interessata da investimenti per centinaia di milioni di euro che, mentre attende di tornare pienamente in esercizio, deve fare i conti anche con una successione di furti di rame e danneggiamenti. È da questa situazione che Enrico Melasecche, capogruppo regionale della Lega ed ex assessore alle Infrastrutture e Trasporti, parte per riportare in Consiglio regionale il tema della Ferrovia Centrale Umbra.

Melasecche ha annunciato una mozione con cui chiede alla Giunta Proietti di rafforzare le misure di protezione dell’infrastruttura e, contemporaneamente, di rendere pubblico un cronoprogramma aggiornato per la ricostruzione e la riattivazione delle diverse tratte della FCU. Tra queste c’è anche la Città di Castello-Sansepolcro, chiusa al traffico ferroviario dal 2017 e interessata da un intervento finanziato con 55 milioni di euro.

I furti lungo la linea

A motivare l’iniziativa politica sono innanzitutto i ripetuti furti di rame avvenuti lungo la ferrovia. Secondo i numeri riportati da Melasecche, nei primi nove mesi del 2026 gli episodi sarebbero stati 22, contro i sette del 2024 e i due del 2023. Il consigliere quantifica in oltre 30 chilometri la linea elettrica sottratta e in circa 500 quintali il metallo asportato, stimando danni superiori ai 5 milioni di euro.

“Il bilancio è terrificante”, sostiene l’ex assessore, che lega il problema anche alla condizione delle infrastrutture appena rinnovate: “Se le linee elettriche appena rifatte vengono lasciate inattive e senza corrente, i furti sono facili quanto frequenti”. Da qui la richiesta di intervenire per evitare, secondo Melasecche, che agli ammanchi di rame si aggiungano ulteriori danneggiamenti agli impianti, alle tecnologie installate e alle stazioni riqualificate.

Il capogruppo della Lega chiama direttamente in causa l’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti, chiedendo quali iniziative siano state assunte insieme a RFI e alle forze dell’ordine per contrastare le incursioni lungo la linea. Tra le possibilità indica anche il ricorso a società private e a sistemi di sorveglianza con droni.

Melasecche pone infine il problema di chi dovrà sostenere economicamente i danni, chiedendo alla Giunta di chiarire se i costi ricadranno sulla Regione, su RFI, sulle imprese impegnate nei lavori o su altri soggetti. Su questo punto arriva un altro passaggio particolarmente netto della mozione: “È necessario difendere l’enorme lavoro già realizzato e garantire che l’impiantistica e le tecnologie modernissime, quanto costose, oltre all’edilizia delle stazioni recuperata, non vengano nuovamente vandalizzate”.

La richiesta di un nuovo cronoprogramma

Accanto alla sicurezza dell’infrastruttura, la mozione riapre però soprattutto la questione dei tempi necessari per riportare i treni sulle diverse tratte.

Melasecche sostiene che negli ultimi due anni i programmi di ricostruzione e riattivazione abbiano accumulato rallentamenti e rinvii e chiede quindi alla Regione di pubblicare un nuovo calendario, con le date previste sia per il ritorno dei treni elettrici sulla parte meridionale della FCU sia per il completamento della tratta settentrionale fino a Sansepolcro.

Sul collegamento fra Città di Castello e Sansepolcro, il consigliere torna in particolare sull’ipotesi di una riapertura nel 2030, data che aveva già indicato pubblicamente lo scorso luglio annunciando un accesso agli atti per verificare le ragioni dello slittamento.

Il confronto sui tempi arriva mentre sulla tratta nord i lavori hanno iniziato a rendersi visibili anche sul territorio, dopo una lunga fase nella quale il nodo principale era stato rappresentato dagli adempimenti necessari per mettere definitivamente al sicuro il finanziamento.

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