Tevere in salute grazie al rilascio d’acqua garantito da Montedoglio

Benefici ambientali e consumi idrici dell'invaso durante l’estate climatica dei record

Chi in questi giorni ha avuto modo di osservare il Tevere sia a monte che a valle di Montedoglio avrà sicuramente notato una significativa differenza di portata. A causa della siccità estiva, prima di immettersi nell’invaso il fiume appare come poco più di un rigagnolo, con il letto asciutto in molte sue parti. Soltanto in pochi punti si rintraccia una minima presenza di acqua, perlopiù ferma e sottoposta a ristagno. Nonostante le recenti piogge abbiano fatto tirare un piccolo respiro di sollievo, in questo tratto la condizione di stress a cui da mesi è sottoposto l’ecosistema fluviale sembra destinata a perdurare.

Così come può rivelare un semplice colpo d’occhio, dopo la diga il Tevere torna invece a scorrere con un flusso di maggiore entità. Ciò si deve al fatto che la gestione di Montedoglio deve garantire al fiume un deflusso minimo vitale di 1.800 litri al secondo. È quindi proprio grazie a questo che, nonostante le condizioni climatiche estreme, da Gorgabuia (quindi dal punto immediatamente a valle dello sbarramento) in poi il Tevere ha potuto mantenere una portata visibilmente superiore di quella del suo tratto più a monte. In piccola parte questo avveniva anche prima della costruzione della barriera artificiale, dato che sulla piana della Madonnuccia il fiume riceve l’apporto idrico dei torrenti Tignana e Singerna. Rimane però il fatto che di fronte al perdurare di una condizione di aridità come quella degli ultimi mesi, questo è davvero quantificabile come poca cosa.

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A sinistra il Tevere poco prima di immettersi nell’invaso di Montedoglio, mentre a destra lo stesso nel tratto immediatamente a valle della diga (entrambe le foto sono state scattate il 9 settembre 2026).

Il lago artificiale di Montedoglio sta quindi restituendo importanti benefici al corso d’acqua che lo ha generato; un po’ come se – sfruttando complementarmente gli apporti idrici dei diversi periodi dell’anno – entrambi si tenessero reciprocamente in vita. Grazie, quindi, a un afflusso costante di acqua che dallo sbarramento esce a una temperatura compresa tra i 10 e i 14 gradi, da un punto di vista ecologico le condizioni del Tevere rimangono buone anche durante periodi climaticamente molto critici. Ciò peraltro contribuisce a creare condizioni ambientali ottimali per i salmonidi che si ritrovano, in particolare, nella Tail Water Tevere (TWT) di Sansepolcro, ovvero nella riserva di pesca a mosca no-kill.

Ovviamente questo va ad accentuare il dislivello che durante i mesi estivi porta l’acqua dell’invaso a ritirarsi vistosamente. Da maggio a settembre (e talvolta anche ottobre), durante la stagione irrigua, una quota rilevante dell’acqua di Montedoglio viene infatti destinata a usi agricoli, oltre che idropotabili. Da qualche mese, inoltre, a questi si è aggiunta anche la linea di adduzione attraverso la quale, in maniera costante, ogni secondo 200 litri di acqua del bacino valtiberino raggiungono il Trasimeno.

L’invaso di Montedoglio visto da Sigliano (foto scattata il 9 settembre 2026).
L’invaso di Montedoglio visto da Sigliano (foto scattata il 9 settembre 2026).

Complessivamente tutto questo ha fatto sì, ad esempio, che da fine maggio ai primi di settembre, l’invaso abbia perso (o meglio, utilizzato) circa 32 milioni di metri cubi di acqua, diminuendo il proprio livello di almeno 4,5 metri. In particolare nella mattina di mercoledì (quindi prima delle piogge) la quota dell’acqua ha toccato i 386,43 metri s.l.m., ovvero il valore più basso di tutto il 2026. In altre parole – come confermano i dati raccolti dal Centro Funzionale Regionale della Toscana – durante l’estate Montedoglio ha visto diminuire il proprio livello di 5 cm al giorno. Come scritto già in altre occasioni, è evidente che eventuali progetti per la fruizione turistica del lago non potranno non tenere conto di questi dati, visto che laddove le pendenze sono minime tali cambiamenti di quota andrebbero a generare importanti arretramenti delle sponde, con conseguenti affioramenti di limo e depositi melmosi.

Nonostante il comprensibile aumento dei consumi, la disponibilità idrica di Montedoglio continua ad essere molto buona. Proprio per questo motivo qualora, similmente agli anni scorsi, nei prossimi giorni si dovesse ravvisare l’esigenza di prorogare i termini della stagione irrigua oltre il 15 di settembre, l’invaso sarebbe in condizione di continuare ad erogare acqua senza alcun tipo di controindicazione.

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