Treni, Proietti: “Umbria sempre più a rischio isolamento”

Per la regione si prospetta l'esclusione dalla "direttissima" Firenze-Roma. La presidente e l’assessore De Rebotti chiedono un cambio di passo: “Nessun confronto senza le altre regioni e il ministero”

La Regione Umbria ha convocato mercoledì 16 luglio una conferenza stampa per parlare di trasporti, ma soprattutto per denunciare una situazione che, secondo la presidente Stefania Proietti e l’assessore Francesco De Rebotti, rischia di diventare insostenibile. Le principali criticità riguardano la rete ferroviaria: disagi estivi, lavori programmati, nuove regole nazionali, e soprattutto un crescente isolamento infrastrutturale che colpisce non solo l’Umbria, ma una parte più ampia del Paese.

“L’Umbria rappresenta il cuore dell’Italia Mediana”, ha detto Proietti, riferendosi all’area compresa tra Toscana, Marche, Lazio e Umbria stessa. Secondo la presidente, servirebbe una strategia interregionale per affrontare in modo coordinato una situazione comune: connessioni ferroviarie insufficienti, collegamenti fragili con Roma e Firenze, e una programmazione nazionale che sembra penalizzare in modo strutturale questa parte del territorio. “Il problema sta nel mancato investimento in infrastrutture ferroviarie che l’Umbria ha subito negli ultimi quinquenni, non solo in quello più recente – ha aggiunto – C’è stata una chiara assenza di programmazione. E se si guarda alle strade, è ancora peggio: la E45 è un cantiere dal 2016 e lo sarà anche quest’estate. Siamo costretti a raggiungere Roma su due corsie anziché quattro, in una condizione che non migliorerà in modo sostanziale, ma solo con qualche adeguamento funzionale”.

Durante l’incontro con la stampa, l’assessore De Rebotti ha annunciato che non parteciperà più ai tavoli con Trenitalia e RFI se non saranno presenti anche rappresentanti delle altre regioni e, soprattutto, del ministero dei Trasporti. Il motivo è che le difficoltà sulla linea Orte-Orvieto-Roma e su quella Falconara-Roma non sono emergenze esclusivamente umbre, ma toccano quotidianamente anche i pendolari marchigiani, laziali e toscani. “Parlare solo con le aziende è inutile se manca il decisore politico”, ha detto.

Uno dei punti centrali riguarda la delibera 178 dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che prevede – tra le altre cose – una modifica dell’accesso alla “direttissima” Firenze-Roma: i treni regionali che non raggiungono i 200 km/h potrebbero non avere più diritto a percorrerla. In concreto, questo metterebbe fuori uso quasi tutti i collegamenti pendolari attuali, con l’eccezione dei pochi treni ad alta velocità, escludendo gran parte dell’Umbria dai collegamenti rapidi verso la Capitale. Per l’Umbria si tratterebbe di una doppia beffa: da un lato l’esclusione dalla rete veloce, dall’altro la perdita di efficacia di un investimento già compiuto. “Abbiamo acquistato 12 nuovi treni moderni, costati 175 milioni di euro, di cui 50 cofinanziati dalla Regione, proprio per farli viaggiare a 200 km/h sulla Direttissima. Ma se il nuovo orario ferroviario dovesse escluderli, non avrebbero più una linea su cui operare”, ha spiegato De Rebotti.

La conferenza stampa si è svolta a Palazzo Donini, a Perugia, ed è servita anche per presentare un pacchetto di proposte urgenti che la Regione porterà al tavolo con le altre amministrazioni regionali. Tra queste: la sospensione immediata della delibera 178 e delle sue anticipazioni; una nuova programmazione dei servizi ferroviari ad agosto, con priorità ai treni nelle fasce orarie utilizzate da lavoratori e studenti; agevolazioni tariffarie regionali sugli abbonamenti e richiesta a Trenitalia di applicare forme di compensazione per i disservizi; la validità della Carta Tutto Treno Umbria anche sul nuovo collegamento Frecciargento Ancona–Roma, per evitare che l’introduzione del servizio si traduca in un’opportunità mancata.

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