Ferrovia: Città di Castello vuole il ripristino del collegamento con Arezzo, via Sansepolcro

Ok all’ordine del giorno con primo firmatario il consigliere Claudio Serafini. Nel frattempo, chiesti anche un potenziamento dei trasporti pubblici fra le due città e la stazione dell’alta velocità a Rigutino

Lo sbocco ferroviario per Arezzo piace anche a Città di Castello, dove il consiglio comunale – nella sua ultima seduta – ha chiesto che il progetto Medioetruria preveda il ripristino di un collegamento ferroviario che esisteva fino alla seconda guerra mondiale, quello che arrivava fino a Fossato di Vico. Nel frattempo, vi sono altre due richieste dal Tifernate: il potenziamento dei trasporti pubblici fra le due città e la scelta di Rigutino quale sede della stazione dell’alta velocità.

Il tutto è contenuto nell’ordine del giorno che è stato approvato praticamente all’unanimità (una sola astensione) e che è stato proposto dai consiglieri di maggioranza, con primo firmatario Claudio Serafini della lista civica del sindaco Luca Secondi, il quale – assieme alla giunta – dovrà attivarsi per gli obiettivi sopra ricordati con la presidente della Regione dell’Umbria, Stefania Proietti; con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; con il ministro dei trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini; con il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e con l’assessore ai trasporti della Regione dell’Umbria, Francesco De Rebotti.

Un ulteriore punto in favore della ferrovia, che lungo l’asse Città di Castello-Arezzo vedrebbe inserita a pieno titolo anche Sansepolcro e non più come terminale nord della ex Fcu. Ricordiamo che nel piano territoriale di coordinamento provinciale di Arezzo è previsto da anni il collegamento su rotaia per la Valtiberina con tanto di collocazione geografica ed è proprio per questo motivo che l’amministrazione di Palazzo delle Laudi ha deciso – in previsione dei lavori di risistemazione della linea, ferma dal settembre del 2017 – di spostare la stazione nella zona residenziale di San Paolo, poiché in quella zona è prevista la tratta ferroviaria per il capoluogo.

A documento approvato, il sindaco Luca Secondi ha preso l’impegno di chiedere alla Regione dell’Umbria “un confronto istituzionale per parlare del progetto Medioetruria e delle necessità legate ai collegamenti con il trasporto pubblico tra Umbria e Toscana, ma anche per approfondire i contenuti e le prospettive dell’intesa siglata dalla presidente Proietti e dal presidente Giani sulla gestione dell’acqua di Montedoglio e sulla definizione della scelta della stazione di Rigutino”.

Il consigliere Serafini, che – lo ricordiamo – rappresenta la lista civica Luca Secondi Sindaco, ha illustrato l’ordine del giorno sottolineando come l’ipotesi di ripristino del collegamento ferroviario con Arezzo, che i tecnici della Provincia di quel territorio hanno portato avanti con studi di fattibilità fino al 2022, permetterebbe a Città di Castello di diventare uno snodo ferroviario di riferimento per il centro-nord Italia, così come Foligno lo è per il centro-sud Italia.

“Sostenere lo sfondamento a nord della ferrovia ex Fcu non è solo una questione di potenziamento della mobilità, ma è una sfida che riguarda la coesione territoriale, lo sviluppo economico e la competitività della nostra comunità”, ha puntualizzato il rappresentante della maggioranza. Nel ricordare “la necessità di verificare che le risorse economiche destinate per il completamento della tratta Città di Castello-Sansepolcro, fino alla zona del Trebbio, che guarda caso era l’antico snodo verso Arezzo, vengano effettivamente investite”, Serafini ha quindi avanzato la proposta di “convocare in autunno a Città di Castello un tavolo con i sindaci di tutta la Valtiberina, compresi i presidenti della Provincia di Arezzo, i presidenti delle Regioni Umbria e Toscana, per firmare un eventuale accordo di fattibilità per il ripristino del collegamento Città di Castello-Sansepolcro-Arezzo”.

Il capogruppo di Castello Civica, Andrea Lignani Marchesani (l’unico a essersi astenuto), ha giudicato l’ordine del giorno “un libro dei sogni”. “Dove vogliamo andare a chiedere cose che non ci sono più da 81 anni, ora che di fatto la ex Fcu è chiusa? Parliamo di collegare ad Arezzo una tratta Città di Castello-Sansepolcro che non siamo nemmeno riusciti a mettere a posto in maniera decorosa finora”. Per l’esponente della minoranza “sarebbe meglio pensare a valorizzare il vecchio tracciato della ferrovia Sansepolcro-Arezzo come pista ciclabile guardando al turismo slow, come è stato fatto a Spoleto e Norcia, e preoccuparsi che ci siano i fondi necessari a far funzionare come una metropolitana di superficie la linea esistente della ex Fcu tra Sansepolcro e Ponte San Giovanni”.

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