Si sono chiuse nel fine settimana le Fiere di San Bartolomeo di Città di Castello, che nell’edizione 2026 hanno puntato sul recupero della tradizione agricola e zootecnica della manifestazione. Al parco Alexander Langer è tornata protagonista la razza Chianina, con una mostra regionale e le competizioni che mancavano da anni in città, mentre la fiera delle merci è stata ricollocata interamente nelle piazze del centro storico.
Secondo il bilancio tracciato dal Comune, entrambe le giornate hanno fatto registrare una consistente partecipazione di pubblico tra il parco Langer e il centro cittadino. Il fulcro della manifestazione è stato soprattutto la Mostra Zootecnica, dove tra sabato e domenica sono stati presentati oltre 30 capi di razza Chianina provenienti da allevamenti umbri. L’iniziativa è stata organizzata con il coinvolgimento dell’Associazione Allevatori dell’Umbria e delle Marche (AAUM) e dell’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne (ANABIC).
“Con le Fiere di San Bartolomeo quest’anno abbiamo rispolverato la tradizione per dare centralità alla Mostra Zootecnica, agli allevatori e alle aziende agricole di Città di Castello, dell’Altotevere e di tutta l’Umbria“, ha commentato l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri. Secondo l’amministrazione, il ritorno della competizione dedicata alla Chianina è stato il risultato di un percorso di programmazione condotto insieme agli allevatori e alle associazioni di categoria.
Nel corso della mostra gli esemplari sono stati valutati sulla base dei parametri morfologici previsti dalle competizioni di razza. Il Trofeo “Maremma” Lucaccioni – Best in Show è stato assegnato a Putiferio dell’allevamento Luchetti M. e M., mentre il riconoscimento riservato alle aziende emergenti è andato ad Alessandro Quintarelli e Stefano Mencobello.




Tra i protagonisti dell’appuntamento anche le nuove generazioni dell’allevamento altotiberino. La piccola Azzurra Venturini, dell’azienda agraria Mencobello Stefano, è stata premiata come conduttrice più giovane, mentre il riconoscimento di miglior conduttrice è andato alla diciottenne Lavinia Bianchini, dell’azienda Fedeli Francesco. La giovane tifernate ha condotto in gara Oscar, toro di quattro anni dal peso di circa 16 quintali, confermando un percorso già valorizzato in precedenti appuntamenti dedicati alla zootecnia.
L’altra scelta significativa dell’edizione 2026 ha riguardato il ritorno della fiera delle merci nel centro storico, con gli operatori nuovamente presenti nelle principali piazze cittadine. Una collocazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, non dovrebbe rappresentare una soluzione limitata all’edizione appena conclusa. Guerri l’ha infatti definita una “scelta di prospettiva che guarda alle prossime annualità“, con l’obiettivo di valorizzare contemporaneamente un appuntamento della tradizione tifernate e la presenza degli operatori commerciali.





Il programma del fine settimana ha affiancato alla componente zootecnica numerose altre iniziative. Spazio alle dimostrazioni delle unità cinofile e agli stand di Carabinieri Forestali, Carabinieri per la Tutela della Biodiversità, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, insieme alle attività dell’Associazione Cinofila Lupi dell’Umbria. I trattori sono tornati alle Fiere di San Bartolomeo grazie al Club Landini d’Epoca Alto Tevere, mentre i centri ippici San Giovanni e Caldese hanno curato le attività dedicate ai più piccoli con il battesimo della sella.
A completare il programma sono stati gli appuntamenti legati alla gastronomia e alla tradizione locale, con il coinvolgimento delle Pro loco e della Compagnia dei Balestrieri. Una formula che, dopo il fine settimana appena concluso, il Comune punta a consolidare partendo dal rilancio della componente agricola e zootecnica e dalla nuova centralità assegnata al centro storico per la tradizionale fiera delle merci.





