Luci e ombre all’indomani della 29esima edizione della Mostra Nazionale degli Allevamenti di Razza Chianina allo stato semibrado e a stabulazione libera che si è tenuta domenica 28 e lunedì 29 settembre a Ponte Presale di Sestino, negli spazi del complesso zootecnico “Silvio Datti”. Se da un lato si è avuta la conferma sulla ripresa dell’attività, grazie anche alla rivalutazione di mercato di questi capi bovini dai quali si ottiene una carne di pregiatissima qualità e come confermato anche dal successo dell’asta dei vitelli da ristallo in occasione della riproposizione dell’antica Fiera del Ranco, dall’altro vi sono problemi legati al centro di selezione, al futuro stesso dell’attività e anche ai nuovi prezzi della carne.
Procedendo con ordine, dopo due anni i prezzi della Chianina sono tornati in linea con i valori di mercato e quindi rispondenti alla qualità di questa carne. La conferma arriva da Marcello Polverini, imprenditore agricolo e allevatore di Sansepolcro: “Il trend è di nuovo favorevole, tanto che all’asta di Ponte Presale, dove nel periodo del boom si pagava intorno ai 1800-1900 euro per poi scendere fino a 700-800, i vitelli sono stati acquistati a un prezzo medio che è andato oltre i 2mila euro”. Anche Claudio Bressanutti, direttore dell’Associazione Regionale Allevatori della Toscana, ha evidenziato con piacere come in questo momento la carne italiana (Chianina compresa) sia particolarmente apprezzata dal punto di vista sia qualitativo che sanitario. È insomma un prodotto che si è ripreso il mercato.
Eccoci allora alle questioni più delicate, a cominciare dal centro per la selezione genetica e la moltiplicazione della linea femminile (manze) all’interno del complesso “Silvio Datti”, partito a inizio degli anni 2000 ma arenatosi a distanza di poco tempo e quindi sempre inattivo. Il sindaco Franco Dori non nasconde le difficoltà: “Stiamo continuando a relazionarci con la Regione e con le associazioni di categoria; se però non si coinvolgono gli allevatori la questione diventa più complicata. Noi comunque ci diamo da fare”. Non lo dice espressamente, il primo cittadino di Sestino, ma si intuisce che fra le associazioni non vi sia poi unità di intenti”.
Dal canto suo, il mantenimento in vita del centro di Ponte Presale assume un’importanza strategica quale presidio della zootecnia dei territori. E qui si arriva all’altro punto nodale: la garanzia della prosecuzione della zootecnia in queste zone, come fattore sia economico che di importanza vitale per le aree di montagna. I giovani del posto hanno raccolto il testimone dell’azienda di famiglia e quindi portano avanti la tradizione, ma è chiaro che a fine anno il risultato economico debba essere all’altezza del loro impegno giornaliero, altrimenti potrebbero decidere di mollare e per questi luoghi sarebbe la fine. “Occorre che Stato e Regione diano continuità agli interventi perché i giovani, cioè il nostro futuro, vengano seguiti”, ha detto di nuovo Dori. Chiusura con il risvolto negativo legato al rialzo di valore della Chianina: “Se per noi imprenditori è un dato positivo, poiché il prezzo diventa adeguato al fine di coprire i costi che abbiamo – ha fatto notare Polverini – per il consumatore potrebbe diventare oneroso l’acquisto di questa carne e a noi questo francamente preoccupa”.





