Riapre dopo oltre quattro anni il ponte di San Gianni a Sestino

Il piccolo manufatto sul torrente Torbellino era stato chiuso nell’ottobre del 2021 a causa delle precarie condizioni di stabilità. Un anno di lavori e il 23 dicembre l’inaugurazione

Un regalo di Natale per quella trentina di famiglie residenti, che da oltre quattro anni vivevano una situazione di disagio nei collegamenti. Martedì 23 dicembre alle 11, infatti, verrà riaperto al traffico il ponte sul fosso del Torbellino a San Gianni, Antiata e Calucaccia, tre località del Comune di Sestino a quasi 15 chilometri di distanza dal capoluogo sul versante che confina con la Romagna. Una distanza che, per questo motivo, si era ulteriormente allungata e su un’alternativa non delle migliori; anzi, una sorta di mulattiera o quasi.

Era l’ottobre del 2021 quando i tecnici constatarono le precarie condizioni nelle quali era ridotto il piccolo manufatto (25 metri di lunghezza) lungo la strada comunale nelle vicinanze della chiesa di San Giovanni in Vecchio. Le mancate manutenzioni e le piene dei temporali estivi avevano intaccato la spalla di sostegno, ma le crepe e il crollo di pezzi di materiale avevano di fatto imposto il provvedimento di chiusura. Anche l’anziano parroco del posto, don Arialdo Ruggeri (oggi 94enne), aveva preso posizione: quel ponte inagibile aveva innalzato un muro nel raggiungimento della Marecchiese e nelle visite alla chiesa costruita nell’anno Mille, che custodisce un Crocifisso su pala giottesca.

La bella notizia era stata comunicata dal sindaco Franco Dori proprio due anni fa di questi tempi: c’erano i soldi per rimettere a posto il ponte, reperiti in parte con fondi stanziati dal ministero nell’ambito del Pnrr e in parte con risorse della Regione Toscana: “Avevamo notato alcuni problemi ai pilastri portanti e lesioni anche nelle travi – ricorda il primo cittadino di Sestino – per cui non vi era altra scelta se non quella di interdire il ponte alla circolazione sia veicolare che pedonale, sapendo benissimo che avremmo potuto generare difficoltà di ogni tipo, anche nei collegamenti fra le aziende agricole del territorio. Ma la sicurezza ha la priorità su tutto. Finalmente, a inizio di quest’anno la situazione si è definitivamente sbloccata: il cantiere ha eseguito tutti gli interventi necessari e adesso il brutto capitolo si è chiuso. Siamo contenti di questo e posso garantire che l’amministrazione comunale si è adoperata al massimo, nonostante qualche critica che ci era piovuta addosso a causa dei ritardi che si stavano accumulando. Le nostre volontà si stavano scontrando con la lentezza dei tempi e soprattutto con la necessità di trovare i soldi”.

Nel frattempo, accanto al ponte chiuso era stata montata una passerella mobile in legno per raggiungere a piedi la chiesa nella quale don Arialdo celebra le Sante Messe. Passerella sulla quale avevano lavorato Snam e Comune per non isolare San Gianni, comunque frequentata da villeggianti, nonchè snodo strategico del Cammino di San Francesco che da Rimini conduce alla Verna.

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