Previsioni Istat: nel 2050 a Città di Castello e Sansepolcro oltre il 10% di abitanti in meno

Le stime per i cinque centri maggiori della valle, basate su ipotesi riguardanti fecondità, mortalità e migrazioni, mostrano traiettorie diverse e tendenze comuni

Dopo aver analizzato nelle precedenti puntate di “Come Cambiamo” il passato e il presente dell’evoluzione demografica dell’Alta Valle del Tevere, proviamo a guardare avanti attraverso le più recenti previsioni Istat. Naturalmente le stime dell’istituto statistico non indicano ciò che necessariamente accadrà, ma descrivono, partendo dai dati del 1º gennaio 2025, possibili evoluzioni della popolazione sulla base di ipotesi riguardanti fecondità, mortalità e migrazioni. A livello comunale, i dati distribuiti riguardano le municipalità con almeno 5.000 abitanti.

Popolazione in diminuzione ma con differenze marcate

Secondo le traiettorie demografiche previste, Anghiari, Sansepolcro, Città di Castello, San Giustino e Umbertide arriverebbero tutti al 2050 con una popolazione inferiore al livello di partenza del 2025, ma con differenze marcate. Le flessioni maggiori riguardano Città di Castello e Sansepolcro. Più contenuto il calo a San Giustino e Umbertide, mentre per Anghiari le stime indicano una sostanziale stabilità, dopo una lieve crescita fino alla metà degli anni Trenta.

Sansepolcro e Città di Castello scendono più delle rispettive province

Il calo riguarda anche i territori di confronto, ma con intensità differenti. Per Sansepolcro le previsioni indicano una diminuzione maggiore rispetto alla provincia di Arezzo e alla Toscana, mentre Anghiari presenta un andamento nettamente migliore. Sul versante umbro, Città di Castello perde popolazione più rapidamente sia della provincia di Perugia sia dell’Umbria, mentre San Giustino e Umbertide mostrano flessioni più contenute.

La diminuzione non è uniforme nel tempo: in diversi comuni risulta relativamente limitata nei primi anni per accentuarsi successivamente. Per quanto riguarda Anghiari, lo scenario Istat descrive una crescita iniziale fino al massimo raggiunto intorno al 2035.

Giovani e fasce d’età centrali in calo, aumenta l’incidenza degli anziani

Oltre alla diminuzione della popolazione complessiva, le previsioni mostrano una profonda trasformazione della struttura per età. Nei cinque comuni le stime indicano una diminuzione sia degli under 15 sia dei residenti fra 15 e 64 anni, mentre in quattro casi aumenta la fascia 65+. Le differenze più marcate emergono a Città di Castello e San Giustino, dove giovani e fasce centrali si riducono sensibilmente a fronte del netto aumento della popolazione anziana. Una dinamica analoga, ma meno accentuata, riguarda Umbertide, mentre i cambiamenti risultano più contenuti ad Anghiari e Sansepolcro.

Parallelamente, aumenta ovunque il peso relativo degli anziani. A Città di Castello e San Giustino nel 2050 quasi quattro abitanti su dieci avrebbero almeno 65 anni. Ancora più evidente sarebbe l’aumento delle età più avanzate: secondo il modello, gli almeno 85enni crescono in tutti i cinque centri, con l’incremento maggiore previsto a San Giustino, dove sarebbero circa la metà in più rispetto al 2025.

Anche l’età media continuerebbe a salire, superando nel 2050 i 52 anni a Città di Castello e San Giustino. L’aumento stimato sarebbe più contenuto ad Anghiari e Sansepolcro, che partono però da valori più elevati.

Le migrazioni continueranno ad attenuare il deficit naturale

Le previsioni permettono anche di capire da cosa derivano le variazioni. In tutti i cinque comuni esaminati il saldo naturale, cioè la differenza fra nascite e morti, resta fortemente negativo, mentre le migrazioni continuano ad attenuarne gli effetti.

Il caso più particolare è ancora Anghiari, dove secondo lo scenario Istat il saldo migratorio positivo compenserebbe quasi interamente il deficit fra nascite e morti, spiegando la sostanziale stabilità della popolazione. A Sansepolcro le migrazioni compenserebbero invece meno della metà del deficit naturale, e a Città di Castello ancora meno.

Anche la composizione dei movimenti conferma alcune tendenze già emerse nella puntata dedicata alle migrazioni. San Giustino è l’unico dei cinque comuni per il quale Istat prevede nel complesso del periodo un saldo nettamente positivo anche negli scambi con il resto d’Italia. Negli altri casi il contributo positivo arriverebbe soprattutto dai trasferimenti con l’estero, mentre il saldo interno sarebbe negativo.

Nota metodologica
Le previsioni Istat utilizzate nell’articolo hanno come base la popolazione residente al 1° gennaio 2025 e arrivano, a livello comunale, fino al 2050. Sono elaborate attraverso un modello demografico che fa evolvere anno per anno la popolazione tenendo conto di fecondità, mortalità e migrazioni.
Per i comuni Istat diffonde lo scenario mediano, cioè il riferimento centrale delle simulazioni previsive, che è stato utilizzato anche per i confronti con province, regioni e Italia. Non si tratta di una previsione certa del futuro, ma di una possibile evoluzione coerente con le ipotesi adottate; l’incertezza cresce quanto più ci si allontana dall’anno di partenza.
I dati comunali online sono diffusi per i capoluoghi di provincia e per i comuni sopra i 5.000 abitanti. Nell’area considerata sono quindi disponibili Anghiari, Sansepolcro, Città di Castello, San Giustino e Umbertide.
I dati sulla popolazione sono riferiti al 1° gennaio di ciascun anno. Nascite, morti e movimenti migratori sono invece flussi annuali: per descrivere il passaggio dal 1° gennaio 2025 al 1° gennaio 2050 sono quindi sommati i movimenti degli anni 2025-2049.

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