Kilowatt Festival torna a Sansepolcro dal 17 al 25 luglio con la sua 24ª edizione e un titolo che prova a indicare una direzione, più che a costruire uno slogan: “Nuovo respiro del mondo”. La manifestazione, organizzata e promossa dall’associazione culturale CapoTrave/Kilowatt, porterà in città 102 appuntamenti tra teatro, danza, performance digitali, concerti, incontri pubblici, mostre e laboratori residenziali.
Il programma conferma la dimensione raggiunta negli anni dal festival, ormai stabilmente inserito nel panorama nazionale e internazionale delle arti performative contemporanee. Saranno 51 gli spettacoli in cartellone, di cui 26 tra anteprime, prime nazionali e prime assolute. Una proposta ampia, costruita come di consueto attorno alla ricerca scenica, alla presenza di artisti affermati e all’attenzione verso nuove generazioni, linguaggi ibridi e processi partecipativi.
Il claim scelto per il 2026 nasce da una riflessione dei direttori Lucia Franchi e Luca Ricci sul clima civile e politico del presente. “C’è aria viziata nel nostro pianeta”, scrivono, non riferendosi soltanto all’inquinamento ambientale, ma anche a “idee inquinanti” e “parole insostenibili”. Da qui l’invito a cercare, nelle giornate del festival, uno spazio di ascolto e di relazione: “Speriamo che queste giornate siano un modo per darci, insieme, un nuovo respiro, e per restituirlo intorno”.

L’apertura con Eugenio Barba, Julia Varley e i 20 anni dei Visionari
L’avvio dell’edizione 2026 sarà affidato a due figure centrali del teatro europeo: Eugenio Barba e Julia Varley, anime dell’Odin Teatret. Dal 17 al 19 luglio il festival dedicherà loro tre giornate speciali con incontri pubblici, spettacoli, proiezioni, una conferenza-spettacolo e tre mostre.
L’omaggio intreccia due ricorrenze: i 90 anni di Eugenio Barba e i 20 anni dei Visionari, il progetto di partecipazione che ogni anno coinvolge un gruppo di cittadine e cittadini della Valtiberina nella selezione di nove spettacoli del festival. Per l’occasione, il 17 e il 18 luglio sono previsti due momenti di confronto e “baratto di esperienze” tra Barba, Varley e il gruppo dei Visionari.
Tra gli appuntamenti figurano “Teatro. Solitudine. Mestiere. Rivolta”, confronto scenico intergenerazionale con Barba, Varley, Liv Ferracchiati, Nicola Borghesi e Licia Lanera; i due incontri pubblici “L’eredità pesca da sola i suoi eredi”, coordinati da Marco De Marinis, con Piergiorgio Giacchè, Armando Punzo, Davide Iodice, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari; le proiezioni dei film “L’arte dell’impossibile” di Elsa Kvamme e “Zona limite” di Stefano Di Buduo. Sabato 18 luglio andrà inoltre in scena “Compassione”, con Julia Varley e la regia di Eugenio Barba.
Per tutta la durata del festival saranno visitabili tre mostre dedicate all’Odin Teatret: “Un fotografo alla scuola dello sguardo”, a cura di Francesco Galli; le foto di “Compassione” e “Le nuvole di Amleto”, a cura di Annalisa Gonnella; e “I manifesti dell’Odin Teatret, dal 1964 a oggi”.
Teatro: debutti, province, corpi e futuro
La sezione teatrale attraversa temi molto diversi, dal rapporto con la provincia alla malattia, dalla pena di morte alle trasformazioni dell’umano. Debutteranno in prima assoluta a Kilowatt “Lisa. Rapsodia di una mente spezzata” di Fabio Pisano, con Mariangela Granelli, dedicato alla storia di Lisa Montgomery; “Lettere dall’aldilà. Qualcosa di vivo” di e con Yuri Casagrande Conti, già vincitore del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2024; “Scemi del villaggio” di e con Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri; e “Rigetto” di Dino Lopardo, con Angela Ciaburri e Claudia Marsicano.
In prima nazionale arriverà “2100” del duo svizzero Igor Cardellini e Tomas Gonzalez, esperienza immersiva costruita con 500 mattoni, mentre tra le anteprime figurano “Leo. L’unica arte è un pugno” di Cubo Teatro, con Alberto Boubakar Malanchino sulla vicenda del pugile italo-congolese Leone Jacovacci; “Seg men tar si. Dis-integrazione dell’umano”, vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025; e “Bandiera” della compagnia CapoTrave, che torna al festival dopo nove anni con Antonella Attili, Giancarlo Commare e Ania Rizzi Bogdan.
Nel cartellone anche Cuocolo/Bosetti con “La casa misteriosa lassù nella nebbia”, esperienza per dodici spettatori alla volta; Caterina Marino con “La futura classe dirigente”; “Per favore non Riccardo III”, con la presenza del performer e attivista digitale Cristian Viscione; “Non una voce” di Ultimi Fuochi Teatro, spettacolo in auto e a piedi per quattro spettatori; e “Tacet”, scritto da Jacopo Giacomoni e diretto da Silvia Costa, vincitore del Premio Riccione per il Teatro 2025 e di Biennale College Teatro – Drammaturgia Under 40.
Danza contemporanea e spazio urbano
Anche la danza avrà un ruolo centrale, con prime assolute, presenze internazionali e lavori sostenuti da reti di produzione. Debutteranno a Kilowatt “Your Tactile Identity”, nato dall’incontro tra YoY Performing Arts, IVONA e Tyche/Michele Ifigenia, ed “Echo Chambers. Un amore senza fine”, coreografia di Vittorio Pagani. Entrambi sono stati selezionati dal bando Giovane Danza Italiana, promosso da CapoTrave/Kilowatt, Cantieri Danza e Anghiari Dance Hub.
In prima nazionale saranno presentati anche lavori internazionali come “Portrait” della coreografa francese Rebecca Journo e “Untitled (Some Faggy Gestures)” di Andrea Givanovitch, entrambi in cartellone grazie al contributo di Ambassade de France en Italie, Institut Français Italia e Fondazione Nuovi Mecenati. Spazio anche al collettivo tedesco-svizzero CocoonDance con “Momentum #2”.
La danza uscirà inoltre dai luoghi teatrali per abitare Piazza Torre di Berta, trasformata in spazio performativo. Qui debutterà in prima assoluta “MusicALL” della compagnia Lost Movement, ispirato ai gesti iconici della cultura pop anni Ottanta, da Flashdance a Dirty Dancing. In programma anche “Mover montañas” dello spagnolo Alberto Velasco, “Room with view”, “Amoebas”, “Fuga BWV 565”, “Loop box” ed “Everybody Has a Fate / out”, vincitore di DNAppunti coreografici 2025.
I Visionari e il ruolo della comunità
Uno dei tratti più riconoscibili di Kilowatt resta il progetto dei Visionari, che quest’anno compie vent’anni. Sono 52 i cittadini della Valtiberina coinvolti nel percorso di selezione: dopo aver visionato 645 proposte in video, hanno scelto nove spettacoli da inserire nel cartellone.
La selezione comprende, tra gli altri, “Mia zia Daniela detta Dada per andare a ballare la notte indossava zeppe tacco 25” di Riccardo Iellen, “Un po’ meno fantasma” di Kronoteatro, “Kamikaze. Spero vada meglio dell’ultima volta” di Giulio Santolini, “La fame” della compagnia Les Moustaches, “Flyover country” di Evoè!Teatro e “Perfect Days” di Teatro Da Bar. Per la danza sono stati scelti “Geometria del chiasso”, “Sex.exe” ed “Elysium”.
Il progetto conferma il metodo partecipativo che da anni distingue il festival: non solo pubblico chiamato ad assistere, ma cittadini coinvolti nella costruzione stessa della programmazione.
Arti digitali, Europa e nuove tecnologie
La dimensione internazionale passerà anche dal progetto europeo Digital On Stage, finanziato dal programma Creative Europe 2024-2027. Martedì 21 e mercoledì 22 luglio Kilowatt presenterà otto performance digitali prodotte e sostenute dalla rete, tra creatività, tecnologia, intelligenza artificiale, ambienti immersivi e interazioni tra corpi umani e dispositivi.
Tra i lavori in programma figurano “Dynamism of a Dog on a Leash” di Irene Molina e Paco Ladrón de Guevara, che mette in relazione un corpo umano e un cane robot; “SPOOKY INTERNET STORIE per non dormire. Buonanotte.” di Mara Oscar Cassiani; “Camera 404. Overlook Hotel” di gruppo nanou; “Reawakening the Dark” di Kevin Trappeniers; “Delos. Birthplace of Light” di Christina Chatzimichailidou; “Sky Without Space”, “Spin” e “The Garden Says”.
Mercoledì 22 luglio è previsto anche un incontro pubblico con i partner della rete sulle intersezioni tra arti performative e nuove tecnologie.
Incontri, laboratori e il Bengodi ai Giardini di Piero
Come nelle edizioni precedenti, Kilowatt affiancherà agli spettacoli una fitta programmazione di incontri pubblici. Ogni mattina, dal 18 al 26 luglio, sono previsti i confronti tra i Visionari e le compagnie selezionate. Dal 23 al 25 luglio si terrà inoltre il convegno “Della luce, del corpo, dello spazio”, a cura di Gianni Staropoli e Michelangelo Bellani, con oltre trenta professionisti della scena performativa contemporanea.
Non mancheranno gli appuntamenti dedicati ai progetti europei CoOpera e Digital On Stage, l’incontro su Toscana Terra Accogliente, rete regionale delle residenze artistiche, e il confronto del gruppo di ricerca Desperate Freelance sul lavoro culturale e artistico contemporaneo.
La formazione avrà spazio con tre laboratori residenziali affidati a Nicola Borghesi, Daria Deflorian e Francesco Marilungo, rivolti ad artisti professionisti e studenti di teatro e danza.
Il centro informale del festival sarà ancora una volta Il Bengodi, ai Giardini di Piero, con concerti, dj-set, incontri, area relax, bar e ristorazione. Gli stand saranno curati da Confcommercio, Confesercenti e Associazione Commercianti del Centro Storico, con la presenza di realtà locali come Chantilly Cocktail Bar, Alfeo Schiacciateria, Caffè delle Stanze, Tim-ES, Fattoria di Germagnano, Birrificio Altotevere, Ristorante Fiorentino e Ristorantino Madù.
Musica e sostenibilità
Il programma musicale, costruito in collaborazione con Jazz Club Valtiberina, Novamusica e Suono Giallo, accompagnerà l’ora dell’aperitivo con concerti di artisti emergenti e affermati. Dopo gli spettacoli, spazio al dopofestival con live e dj-set a cura de I Citti del Fare.
Nel cartellone musicale figurano, tra gli altri, Nicola Pitassio con Grooveboii Quartet, Eleonora Bianchini Moon Tales Trio, Bienoise, il duo Riccardo Catria e Filippo Macchiarelli, SuperNovaGarage, Matteo Addabbo Organ Trio, Ensemble Suono Giallo, Classical Hooligans e Francesco Gibaldi.
L’edizione 2026 segna anche l’avvio di Kilowatt Zero, progetto nato dalla collaborazione tra Kilowatt Festival e Tecnothermo, società benefit. A partire dall’analisi dei consumi energetici della manifestazione, sarà attivato un percorso di compensazione attraverso la piantumazione di nuovi alberi nel Bosco di Santo Pietro a Caltagirone, grazie alla collaborazione con l’associazione Il Ramarro.
Kilowatt 2026 si presenta così come un festival articolato, in cui la programmazione artistica si intreccia con partecipazione, formazione, reti europee, sostenibilità e presenza urbana. Per Sansepolcro, come ogni estate, sarà una delle settimane più intense dell’anno: non soltanto una successione di spettacoli, ma un dispositivo culturale che porta in città artisti, operatori, cittadini e pubblico attorno alle domande del presente.





