La ventiquattresima edizione di Kilowatt Festival si è chiusa a Sansepolcro con numeri indicati dagli organizzatori come tra i più alti della storia della manifestazione. Tra il 17 e il 25 luglio, il festival organizzato e promosso dall’associazione culturale CapoTrave/Kilowatt ha registrato circa 15mila presenze complessive agli eventi e 6.981 biglietti venduti.
Il programma dell’edizione 2026 comprendeva 69 spettacoli, per un totale di 77 repliche in nove giorni, con 26 prime o anteprime nazionali. Secondo il bilancio diffuso dall’organizzazione, molte sale hanno raggiunto il tutto esaurito, confermando una partecipazione particolarmente alta da parte del pubblico.
Oltre al dato culturale, CapoTrave/Kilowatt sottolinea anche la ricaduta della manifestazione sulla città. Il festival ha sostenuto direttamente oltre 1.200 posti letto, senza considerare i visitatori che hanno prenotato autonomamente il proprio alloggio. Nell’area food Il Bengodi, allestita ai Giardini di Piero, sono stati venduti oltre 3mila pasti.
Per i direttori Lucia Franchi e Luca Ricci, il risultato conferma il ruolo assunto da Kilowatt nel panorama teatrale e coreografico. “Non esiste un altro festival teatrale e coreografico italiano che proponga così tanti spettacoli diversi concentrati in un tempo contenuto di 9 giorni”, dichiarano.
Franchi e Ricci rivendicano anche la posizione raggiunta dalla manifestazione nel contesto nazionale ed europeo: “Kilowatt è diventato un festival amato e riconoscibile, e si è guadagnato la fama di osservatorio tra i più attendibili per tastare il polso ai cambiamenti della scena contemporanea”.
Nel loro bilancio, i direttori ringraziano i quasi 400 artisti e tecnici coinvolti nell’edizione 2026, lo staff, i volontari e il pubblico. Un ringraziamento viene rivolto anche alla città di Sansepolcro, “dalla sua amministrazione, ai suoi cittadini, ai commercianti, agli albergatori e ristoratori”, che secondo Franchi e Ricci ha accolto il festival “con grazia e allegria”.
L’edizione appena conclusa è stata segnata anche da due ricorrenze simboliche: i vent’anni dei Visionari, il gruppo di cittadini che partecipa alla scelta di una parte della programmazione del festival, e i 90 anni di Eugenio Barba, padrino di Kilowatt, presente a Sansepolcro insieme a Julia Varley.
Accanto agli spettacoli, il festival ha confermato anche la propria dimensione formativa e professionale. Sono stati 47 i giovani professionisti iscritti ai laboratori residenziali, mentre incontri e convegni hanno coinvolto reti internazionali sostenute dall’Unione Europea, come CoOpera e Digital On Stage, e percorsi nazionali dedicati alla danza, al lavoro culturale e ai linguaggi della scena contemporanea.
L’edizione 2026 ha visto il supporto di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Sansepolcro, Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana, oltre a quello delle Ambasciate e degli Istituti di cultura di Francia, Olanda, Spagna, Fiandre e Svizzera. Fondamentali anche i contributi di Fondazione CR Firenze, Camera di Commercio di Arezzo-Siena, ai quali si aggiungono le sponsorizzazioni e donazioni di 8 aziende del territorio e 6 partner tecnici.
Come ricordano gli organizzatori, Kilowatt Festival rappresenta anche il momento più visibile di un lavoro che CapoTrave/Kilowatt porta avanti durante tutto l’anno, tra residenze artistiche, reti professionali e collaborazioni con realtà culturali del territorio. Quest’anno, in particolare, la programmazione musicale ha coinvolto Jazz Club Valtiberina, Novamusica, Suono Giallo e I Citti del Fare.
Le attività dell’associazione riprenderanno già dai primi giorni di settembre, con nuove residenze, laboratori e prove aperte. Intanto è già fissato l’appuntamento con la venticinquesima edizione di Kilowatt Festival, prevista dal 16 al 24 luglio 2027.





