Il Museo civico di Sansepolcro festeggia i suoi primi 50 anni

Due giorni di conferenze nel segno di Piero. Inaugurato il 13 dicembre 1975 dal ministro Spadolini, fu l’ultima intuizione dello storico sindaco Ottorino Goretti

Il Museo civico di Sansepolcro, intitolato a Piero della Francesca, compie 50 anni. Il luogo espositivo che fino a quel momento aveva ospitato la pinacoteca comunale, rinnovato e ampliato, fu infatti inaugurato nella mattinata di sabato 13 dicembre 1975. Per l’occasione, a tagliare il nastro fu chiamato Giovanni Spadolini, uomo politico di spessore che sarebbe diventato in seguito presidente sia del Senato che del Consiglio dei Ministri e che in quel periodo era titolare del neonato dicastero dei beni culturali e dell’ambiente. La massima autorità istituzionale in materia, quindi. Una mattinata solennizzata anche dalla presenza del grande artista Renato Guttuso, che al teatro Dante tenne una interessante conferenza su Piero della Francesca e sul Rinascimento italiano davanti a una nutrita platea di studenti delle scuole superiori.

Ovviamente quel sabato si trasformò in una giornata grande festa per il Borgo, che aveva compiuto un indubbio salto di qualità: ad accogliere il ministro Spadolini in via Matteotti, davanti a Palazzo delle Laudi, furono le note della banda della Filarmonica dei Perseveranti, le evoluzioni degli sbandieratori e la delegazione dei balestrieri; un breve saluto in sala consiliare prima dello spostamento in via Niccolò Aggiunti, che tuttora oggi è l’ingresso principale. L’apertura del museo è stata l’ultima grande intuizione in ordine di tempo del sindaco storico di Sansepolcro, Ottorino Goretti, rieletto nel giugno precedente e che sarebbe rimasto in carica per pochi mesi, fino alla primavera successiva, quando gli sarebbe subentrato Ivano Del Furia, in quel momento assessore al personale e ai servizi.

Alla vecchia pinacoteca si accedeva salendo una delle due scalinate del balcone del Palazzo della Residenza o dei Conservatori del Popolo, quello che immette nella grande sala con davanti la Resurrezione di Piero, ubicata nella parete che funge da divisorio nei confronti dell’altra con la terracotta dei Della Robbia. C’era il gabbiotto all’ingresso, con i custodi Spartaco Chieli e Celestino Ghignoni, ma tutto finiva lì, nonostante la presenza di tante tele, comprese quelle di Raffaellino del Colle, l’altro noto artista originario di Sansepolcro. Il sindaco Goretti avvertì la necessità di dare un ordine e un percorso espositivo all’interno del palazzo, contribuendo al riconoscimento del passaggio da pinacoteca a museo e spostando la sede della biblioteca comunale, che si trovava proprio nei locali di via Niccolò Aggiunti, a Palazzo Ducci-Del Rosso. Dalla vicina cattedrale venne trasferito il consistente patrimonio (abiti, tiare, ostensori ecc.) della diocesi, risalente in particolare ai primi anni del XIX con vescovo Roberto Costaguti; questa parte si incontrava all’inizio dell’itinerario museale, a destra dell’ingresso.

Con la risistemazione voluta da Goretti, tutte le opere contenute avevano finalmente una loro degna sistemazione, capace di dare respiro e visibilità a ognuna. E la sala centrale della Resurrezione è quella più ampia, nonché quella interamente dedicata a Piero della Francesca con la Resurrezione, il San Ludovico da Tolosa e il San Giuliano. L’attigua sala è poi occupata dal polittico della Madonna della Misericordia. Quindi gli altri particolari spazi: la Sala delle Pietre al piano inferiore e la Sala delle Sinopie a quello superiore, con l’annesso balcone che sovrasta l’Arco della Pesa nell’angolo più bello della città. Nel corso degli anni, anche per effetto delle normative entrate in vigore, diversi sono stati gli interventi di miglioria eseguiti per rendere più accogliente e sicuro il luogo, così come gli eventi espositivi e le conferenze tenute nel contesto di riferimento per eccellenza dell’arte e della storia di Sansepolcro.

Fino al 2001 i biglietti di ingresso strappati crescevano costantemente e per quell’anno era previsto il superamento di quota 50mila, obiettivo non raggiunto per gli effetti dell’attacco alle Torri Gemelle di New York. L’unica eccezione è stata nel 2007, anno della grande mostra su scala provinciale dedicata a Piero della Francesca: in quella circostanza, è stato toccato il picco dei 70mila, mai più eguagliato né avvicinato. Per ciò che riguarda il picco giornaliero la data storica è quella del 25 marzo 2018, domenica delle Palme, in occasione della riapertura al pubblico dopo i tre anni di accurato restauro della Resurrezione di Piero della Francesca, con 3.223 visitatori. Oggi la collezione di via Niccolò Aggiunti si è assestata sopra quota 30mila visite all’anno, con margini di miglioramento ancora ampi.

Il 50ennale del Museo civico sarà festeggiato con una due giorni di conferenze e contributi, venerdì 12 e sabato 13 dicembre, con moderatori Vittoria Garibaldi, Giorgio Bonsanti ed Emanuela Daffra: dopo i saluti istituzionali alle 9 di venerdì 12, sono previsti in totale 29 interventi carattere storico-artistico-culturale; ad aprire la serie sarà l’ex sindaco Ivano Del Furia, che ricorderà i vari passaggi fino alla cerimonia di inaugurazione. Filo conduttore: Sansepolcro e il suo Museo nel segno di Piero.          

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