Con “Sacri scenari (in 4 atti)”, Dalila Chessa inaugura un nuovo progetto espositivo negli spazi di CasermArcheologica, a Sansepolcro. La mostra, visitabile dal 13 dicembre al 14 febbraio, si articola come un’installazione site-specific in cui pittura, ceramica e interventi performativi si intrecciano per trasformare le stanze di Palazzo Muglioni in luoghi di attraversamento sensibile.
La curatela di Matilde Puleo accompagna il percorso con attenzione alla relazione tra opere e spazio architettonico, generando una dimensione sospesa dove “il reale si sfuma e ogni stanza diventa un varco”. In occasione dell’inaugurazione, tre azioni performative con elementi sonori e gestuali guideranno il pubblico, accentuando l’esperienza immersiva della mostra.
La ricerca di Dalila Chessa parte da una formazione articolata che unisce scenografia e arti visive al canto lirico, culminata con il diploma in Canto al Conservatorio e la laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo aver frequentato corsi di perfezionamento in fotografia e ceramica, ha trovato in quest’ultima il suo medium privilegiato.
«Mi piace confrontarmi con il tangibile, ed esplorare un’arte da toccare e da vivere nel quotidiano», afferma Chessa, che nella ceramica ha trovato uno strumento espressivo capace di incarnare il suo interesse per la materia, il colore e il rapporto fra uomo e natura. La sua produzione racconta infatti “un incontro alla pari tra esseri viventi affini, uguali, senza categorie e distinzioni”, alla ricerca di un equilibrio vitale che riconnetta l’uomo al proprio legame ancestrale con il mondo naturale.






