Due medici, l’uno cardiologo e l’altro del pronto soccorso, sono indagati per la morte di Sara Scarabicchi, la donna di Città di Castello che lunedì 3 novembre si era recata al pronto soccorso dell’ospedale tifernate, dove era stata trattenuta per l’intera mattinata e poi dimessa, ma trovata priva di vita a casa intorno alle 15 dall’ex compagno. Questi, al momento, gli sviluppi di un caso che è finito anche sulle cronache nazionali. E nella mattinata di sabato 8, di nuovo all’ospedale di Città di Castello, verrà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima per cercare di capire cosa avvenuto e se vi siano eventuali responsabilità; il medico legale incaricato è la dottoressa Donatella Fedeli.
Entrambe le parti legali avrebbero deciso di procedere con la nomina di consulenti di parte. I familiari della vittima, dopo quanto accaduto, hanno deciso infatti di procedere per vie legali chiedendo “verità” sulla causa del decesso. L’ex compagno e il giovanissimo figlio sono difesi dall’avvocato Eugenio Zaganelli, la madre si è rivolta all’avvocato Roberto Bianchi. Quando lunedì era andata spontaneamente al pronto soccorso, la Scarabicchi lamentava forti dolori all’addome con nausea e disturbi intestinali. La diagnosi sarebbe stata quella di “interessamento pericardico in corso di gastroenterite virale” e alla donna erano stati prescritti alcuni farmaci generici, oltre che ulteriori accertamenti da effettuare ambulatorialmente i giorni seguenti. Il successivo malore che l’aveva colta a casa è stato la causa della sua morte. Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 e l’elisoccorso Nibbio, ma ogni tentativo di rianimarla si era rivelato inutile.
I carabinieri di Città di Castello proseguono le loro indagini per ricostruire le ultime ore di vita di una donna che, madre di un bimbo di appena 4 anni, proprio venerdì 7 novembre avrebbe compiuto 44 anni. E intanto la direzione aziendale della Usl Umbria 1 – unitamente alla presidente della Regione dell’Umbria, Stefania Proietti e alla direzione regionale – esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e alla comunità. La direzione conferma la massima collaborazione con gli organi competenti incaricati per fare chiarezza sull’accaduto e comunica di aver immediatamente attivato tutti gli accertamenti interni volti a ricostruire con precisione ogni particolare. Sempre l’azienda ribadisce il proprio totale impegno per garantire trasparenza e responsabilità in ogni fase dei percorsi assistenziali.





