Cresce la tensione in Medio Oriente e anche alcuni cittadini della Valtiberina si trovano coinvolti, seppur indirettamente, nell’escalation militare in corso. A Dubai, la nave da crociera MSC Euribia è ferma in porto e impossibilitata a ripartire a causa delle operazioni belliche seguite agli attacchi a Teheran da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Durante l’operazione è stato dichiarato morto anche l’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema politica e religiosa dell’Iran. Attualmente la dirigenza politica del Paese ha negato di voler negoziare la resa ed ha proclamato 40 giorni di lutto per la morte del Capo di Stato.
A bordo si trovano circa 500 italiani, tra cui un gruppo numeroso di 52 persone proveniente dalla provincia di Arezzo e dall’Alta Valle del Tevere: Sansepolcro, Citerna, Pieve Santo Stefano, oltre ad Arezzo, Civitella in Val di Chiana e Gubbio. Complessivamente sulla nave sono presenti passeggeri di 66 nazionalità diverse.
Il gruppo aretino era partito nei giorni scorsi dall’aeroporto di Fiumicino, diretto a Doha, per una crociera di alcuni giorni alla scoperta delle principali località della zona. Dopo le tappe previste, la nave era rientrata a Dubai e i passeggeri si preparavano a ripartire il 28 febbraio alle ore 20, con arrivo a Doha previsto per il 1° marzo, da dove avrebbero dovuto prendere il volo di ritorno a Roma. Ma proprio la mattina del 28 febbraio è iniziato l’attacco che ha portato alla chiusura degli spazi aerei e al blocco della navigazione civile nell’area.
La situazione, come riferiscono i passeggeri, resta incerta. L’ambasciata italiana ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai stanno seguendo la vicenda, mentre la Farnesina è costantemente informata.

A raccontare dall’interno quanto sta accadendo è Fabrizio Labianca, agente di viaggi residente a Sansepolcro da 25 anni e nominato portavoce degli italiani a bordo. “Siamo in una sorta di gabbia dorata – spiega – perché tutti i servizi sono attivi: ci danno da mangiare, da bere, il wi-fi è gratuito e il comandante effettua due comunicazioni al giorno, una al mattino e una alla sera, per aggiornarci”.
Nonostante l’area di Dubai fosse considerata sicura fino a pochi giorni fa dai tour operator, anche per la presenza di assetti militari statunitensi nell’area, negli ultimi giorni si sono verificati episodi preoccupanti. Sono stati intercettati missili e droni diretti verso obiettivi militari; alcuni detriti hanno provocato incendi, come avvenuto nella zona di Palm Jumeirah. Un clima che inevitabilmente genera apprensione.
“La paura c’è – ammette Labianca – anche se sulla nave non abbiamo avuto danni diretti. Finché si sentono i botti in cielo restiamo fermi”. Anche in caso di una pausa di 24 ore nelle attività belliche, infatti, non è detto che si possa ripartire immediatamente.
Nel frattempo l’organizzazione a bordo procede con ordine. Gli italiani hanno creato una chat WhatsApp per coordinarsi e confrontarsi, e una delegazione ha incontrato il comandante alle ore 12 locali per fare il punto della situazione. Particolare attenzione è rivolta ai medicinali salvavita: grazie alla clinica e all’infermeria di bordo, i farmaci per pressione, diabete e altre patologie vengono garantiti su prescrizione medica. Per i beni di prima necessità, come pannolini e latte in polvere, la compagnia si è resa disponibile a provvedere direttamente agli acquisti.
Il comandante Paolo Benini è in costante contatto con le autorità internazionali e con i vertici MSC. Secondo quanto riferito ai passeggeri, appare improbabile che una nave con 66 nazionalità a bordo possa diventare un obiettivo diretto, viste le conseguenze diplomatiche che ne deriverebbero.
Oltre al gruppo aretino, anche altri italiani si trovano bloccati a Dubai. Tra loro il consigliere comunale di Carovigno, in provincia di Brindisi, Cosimo Santacroce, che nei giorni scorsi si trovava a poche centinaia di metri dalla zona colpita dai detriti di un drone intercettato. “La situazione è molto incerta. In guerra non ci si può sentire mai sicuri – ha dichiarato – ma gli Emirati sono un Paese organizzato”. Il suo rientro sarebbe previsto per lunedì sera, in attesa di conferma del volo.
Dall’Alta Valle del Tevere, le amministrazioni comunali di Sansepolcro e Citerna hanno fatto sapere di essere in contatto con i propri concittadini e di seguire l’evolversi della situazione attraverso i canali istituzionali.
“Stiamo seguendo con la massima attenzione la situazione dei nostri concittadini bloccati a Dubai, anche attraverso contatti diretti con loro e con le autorità competenti. Ci auguriamo che possano presto rientrare a Sansepolcro”, ha dichiarato il sindaco Fabrizio Innocenti. “Nell’attesa continueremo a monitorare l’evolversi della vicenda, confidando in una rapida e positiva soluzione. A nome dell’intera amministrazione comunale e della comunità, esprimo vicinanza a tutti i cittadini di Sansepolcro attualmente negli Emirati Arabi Uniti”. Dichiarazioni analoghe di apprensione e monitoraggio della situazione sono giunte anche dal Comune di Citerna
Il messaggio che arriva da Dubai, nonostante tutto, è rassicurante: i cittadini italiani e valtiberini stanno bene, sono assistiti e informati. Resta ora da capire quando verranno riaperti i corridoi aerei e sarà possibile organizzare il rientro in sicurezza verso casa.
Alle ore 13 (le 16 secondo il fuso orario di Dubai) di lunedì 2 marzo il comandante Paolo Benini ha dato l’annuncio dall’altoparlante della nave che sono stati organizzati i primi voli per il rimpatrio degli italiani bloccati negli Emirati Arabi. Attualmente non si sa ancora con certezza quando i passeggeri della Msc potranno essere imbarcati su un aeromobile diretto verso l’Italia, ma il segnale rappresenta una notizia positiva e alimenta la speranza.





