Tre nuove antenne, la segnalazione dei cittadini e un procedimento comunale che potrebbe portare all’annullamento della Segnalazione Certificata di Inizio Attività: a Umbertide si riapre il caso del ripetitore di via dei Patrioti. La vicenda è tornata di attualità il 19 agosto scorso, quando il Comitato per lo spostamento del ripetitore TIM segnala al Comune alcuni lavori in corso sull’impianto e ne chiede la verifica. Due giorni più tardi, l’amministrazione comunica a Telecom Italia/Fibercop l’avvio di un procedimento in autotutela finalizzato all’annullamento della SCIA presentata per l’adeguamento della stazione radio base.
Al centro del nuovo contenzioso c’è l’installazione di tre nuove antenne 5G sul traliccio di via dei Patrioti, impianto che da oltre vent’anni è oggetto delle iniziative di un comitato cittadino che ne chiede la delocalizzazione.
La segnalazione nasce dopo che alcuni componenti del Comitato, nelle scorse settimane, avevano rilevato la presenza di tecnici al lavoro sulla struttura. Nell’istanza trasmessa al Comune venivano chiesti chiarimenti sulla natura degli interventi, sui relativi titoli autorizzativi e sulla loro compatibilità con il Regolamento edilizio comunale. Proprio questa iniziativa – come sottolineato dal Comitato in una nota – avrebbe prodotto “un primo importante risultato” conl’apertura formale del procedimento comunale.
Cosa contesta il Comune
La SCIA n. 313/2026 era stata presentata il 25 giugno per un intervento qualificato come “riconfigurazione e adeguamento” dell’impianto esistente. Dall’esame degli elaborati, il Comune rileva però che l’intervento contempla materialmente l’installazione delle tre nuove antenne, circostanza riportata anche nel parere rilasciato da ARPA Umbria il 6 luglio.
È dunque sulla compatibilità dell’intervento con la disciplina comunale che si concentra il procedimento. L’immobile sul quale sorge il traliccio risulta infatti espressamente compreso tra quelli sui quali l’articolo 74 del Regolamento edilizio di Umbertide “vieta l’installazione di impianti di telefonia cellulare”. Nell’atto vengono pertanto rilevati “profili di illegittimità“ della SCIA per contrasto con la disciplina comunale.
Il termine ordinario di trenta giorni entro il quale l’amministrazione avrebbe potuto esercitare i propri poteri sulla SCIA era scaduto il 25 luglio. Il Comune ha quindi avviato un procedimento di annullamento d’ufficio in autotutela, individuando anche un “interesse pubblico concreto e attuale” alla rimozione degli effetti della segnalazione, legato alla tutela dell’area prevista dal Regolamento e all’esigenza di mantenere coerenza con le determinazioni già assunte sul medesimo sito.
Il precedente Vodafone sullo stesso traliccio
L’atto comunale richiama infatti un precedente particolarmente recente. Nel 2022 Vodafone aveva presentato una SCIA riguardante l’installazione di altre tre antenne sul medesimo traliccio. Il Comune aveva negato l’intervento e la società aveva impugnato il provvedimento davanti alla giustizia amministrativa.
Il ricorso è stato respinto dal TAR Umbria con la sentenza n. 582/2025. Il Comune precisa che quella pronuncia riguarda una fattispecie distinta e non è automaticamente applicabile al procedimento Telecom/Fibercop, ma ne sottolinea comunque il rilievo per l’identità del sito e la “sostanziale analogia” degli interventi.
Al momento, quindi, la SCIA non è stata annullata. Telecom Italia/Fibercop dispone di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione per presentare memorie e documenti. Trascorso questo termine, il Comune procederà all’adozione del provvedimento conclusivo sulla base degli elementi acquisiti.
Nel frattempo, secondo quanto documentato dal Comitato, i tre nuovi apparati risultano già materialmente installati sulla sommità del traliccio. Sarà dunque l’esito del procedimento a chiarire anche quali conseguenze potranno derivare per l’intervento già realizzato.
Una controversia iniziata oltre venticinque anni fa
Quella dell’estate 2026 è soltanto l’ultima tappa di una vicenda molto più lunga. Il Comitato nasce nel 2000 su iniziativa di alcuni residenti della zona con l’obiettivo di ottenere lo spostamento della stazione radio base di via dei Patrioti, collocata all’interno dell’abitato.
Un passaggio importante arriva nel 2007, quando il Comune interviene sulla propria disciplina relativa agli impianti di telefonia. Proprio la legittimità delle disposizioni riguardanti il sito di via dei Patrioti sarebbe stata successivamente oggetto di un contenzioso amministrativo.
Nella comunicazione del 21 agosto il Comune richiama infatti la sentenza del TAR Umbria n. 474/2009, successivamente confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 3085/2015, entrambe favorevoli all’amministrazione.
Nonostante il lungo percorso amministrativo e giudiziario, la delocalizzazione dell’impianto sostenuta dal Comitato non si è concretizzata. Negli anni i cittadini hanno continuato a seguire gli interventi effettuati sul traliccio, chiedendo verifiche e tornando a sollevare la questione in occasione delle modifiche alla struttura.
Il Comitato: “Un primo risultato importante”
È alla luce di questa storia che il Comitato legge l’apertura del nuovo procedimento come “un primo risultato importante della mobilitazione dei cittadini”. Il presidente Alessandro Vestrelli rivendica il ruolo avuto dalla segnalazione del 19 agosto, ma sottolinea anche come l’iter amministrativo sia ancora in corso.
Il Comitato chiede ora che venga garantito l’accesso alla documentazione tecnica e amministrativa e che, qualora la nuova configurazione dell’impianto sia già attiva o venga attivata, siano effettuate misurazioni dei livelli di campo elettromagnetico, con particolare attenzione agli edifici e ai luoghi stabilmente frequentati nelle vicinanze.
Nel comunicato viene inoltre richiamato l’innalzamento disposto a livello nazionale dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per i campi elettromagnetici da 6 a 15 V/m, insieme al principio di precauzione. Si tratta chiaramente di un piano distinto rispetto al procedimento aperto dal Comune, che verte sulla legittimità amministrativa della SCIA e sulla sua compatibilità con la disciplina comunale.
Resta infine la richiesta che accompagna il Comitato fin dalla sua costituzione: la delocalizzazione della stazione radio base di via dei Patrioti in un’area maggiormente distante dalle residenze e dagli altri luoghi indicati come sensibili. Nell’immediato, l’attenzione si sposta sulle eventuali osservazioni di Telecom/Fibercop e sul successivo provvedimento del Comune, che segnerà il prossimo passaggio di una vicenda iniziata più di venticinque anni fa.





