La 46ª edizione del Salone nazionale del tartufo bianco pregiato di Città di Castello si svolgerà quest’anno nell’arco di tre fine settimana: il 31 ottobre e 1° novembre, il 7 e 8 novembre e il 14 e 15 novembre. Una delle principali novità riguarda proprio la durata della manifestazione, accompagnata da una nuova distribuzione degli spazi nel centro storico.
L’inaugurazione è prevista per sabato 31 ottobre con la partecipazione del sindaco di Alba Alberto Gatto. La presenza del primo cittadino piemontese rientra nel rapporto di collaborazione tra Città di Castello e uno dei territori italiani più strettamente legati alla produzione e alla cultura del tartufo bianco.
Il programma sarà articolato in diversi punti del centro. Largo Gildoni ospiterà un’area di accoglienza e alcuni appuntamenti, mentre nel Loggiato Gildoni troveranno spazio aziende specializzate e l’Associazione Tartufai dell’Alta Valle del Tevere. Il percorso proseguirà verso Palazzo Bufalini, dove saranno presenti produttori, aziende agricole e realtà legate ai presìdi Slow Food.
Altri spazi saranno dedicati alle attività per bambini, alle Pro loco e alla ristorazione. Piazza Fanti ospiterà laboratori e iniziative legate al bosco e alla natura, piazza Matteotti sarà riservata alle realtà associative del territorio e piazza Andrea Costa accoglierà uno spazio gastronomico dedicato al tartufo bianco.
Tra gli elementi annunciati per questa edizione figura anche il “Palazzo del bianco”, mentre ciascuno dei tre fine settimana avrà una propria impostazione tematica. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è ampliare l’offerta della manifestazione e distribuire gli appuntamenti su un periodo più lungo.
Il Salone è stato presentato martedì 6 ottobre a Perugia alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Città di Castello Luca Secondi, dell’assessora comunale Letizia Guerri, del presidente dell’Ente Fiera nazionale Bianco Pregiato Lazzaro Bogliari e dell’assessora regionale Simona Meloni.
Durante la presentazione si è parlato anche dell’andamento della stagione di raccolta, iniziata in Umbria nell’ultima domenica di settembre e destinata a proseguire fino al 31 dicembre. Secondo gli operatori intervenuti, le quantità potrebbero essere inferiori rispetto ad altre annate, mentre le condizioni vengono considerate favorevoli sul piano della qualità.
Le prime quotazioni indicate per il tartufo bianco si collocano intorno ai 2.000 euro al chilo per le pezzature più piccole, 3.000 euro per quelle medie e circa 4.000 euro per gli esemplari di peso superiore agli 80 grammi.
Nel territorio altotiberino la cerca del tartufo continua a rappresentare un’attività diffusa: secondo i dati richiamati durante la presentazione, sono oltre 1.500 i cavatori attivi, accompagnati da più di tremila cani. La pratica della cerca e cavatura del tartufo è stata riconosciuta nel 2021 dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.





