Il Palio dei Rioni, un pizzico di campanilismo cittadino stimolato dalla balestra

Porta Romana e Porta Fiorentina, le due grandi parti in cui è divisa Sansepolcro, si affrontano da quasi mezzo secolo: azzeccata e più coinvolgente la formula della sfida, che vede i viola in netto vantaggio

Ci sono il Torneo dei Quartieri e il Palio di Primavera, oltre alle varie gare, fra gli appuntamenti più recenti messi in piedi dai balestrieri di Sansepolcro. Dietro al Sant’Egidio e al Palio della Balestra con Gubbio, il terzo per storicità è il Palio dei Rioni fra Porta Romana e Porta Fiorentina, che venerdì 12 settembre (il posticipo è stato consigliato dalle incertezze atmosferiche della tradizionale giornata del mercoledì) andrà in scena per la 48esima volta in piazza Torre di Berta con inizio alle 21.

Sarebbe stata la 50esima edizione, dal momento che tutto è partito nel 1976, ma il rinvio definitivo nel 1999 (c’era stata la pioggia, poi il recupero sfumò) e la cancellazione nel 2020 causa Covid – anche se la tenzone con Gubbio si svolse regolarmente con tante di mascherine e distanziamenti – sono i due “vuoti” all’interno di una continuità che ha finito con il farlo diventare sotto certi aspetti il palio più atteso, poiché indice di una velata rivalità fra le due grandi parti in cui è divisa la città, che in quella serata riscopre un minimo di campanilismo, non privo comunque di qualche garbato sfottò. Insomma, un pizzico di sale e pepe non guasta mai. A questo, aggiungere anche il particolare regolamento della gara, più immediato, più avvincente e quindi anche più coinvolgente per il pubblico che da sempre riempie i tre ordini di spalti.

Ma procediamo con ordine. Fino agli inizi degli anni ’70, non esisteva un cartellone articolato di appuntamenti che ancora i borghesi chiamano “Settembre Biturgense”, anche se da tempo è ufficialmente denominato “Le Feste del Palio della Balestra”. L’unico riferimento era pertanto la seconda domenica di settembre, quella appunto del Palio, che iniziava con il primo colpo di mortaio alle 8 di mattina, proseguiva con l’uscita dell’araldo, il tiro in piazza, la sfilata dei due cortei e lo spettacolo pirotecnico serale, che da tempo non c’è più, così come i colpi di mortaio. Si decise quindi di rendere più ricco il contorno e inizialmente venne creata la “Settimana Biturgense”, che poi avrebbe di lì a poco abbracciato l’intero mese. Stiamo parlando di 50 anni fa esatti: intanto, la serata antecedente alla domenica del Palio era caratterizzata dallo spettacolo degli sbandieratori (che ancora oggi si chiama “Giochi di Bandiera”, anche se da poco tempo è stata anticipata al sabato precedente) e nel 1976 ecco l’inedita tenzone fra i tiratori dei due rioni, che può avere una sua spiegazione. Appena un anno prima, nel 1975, era stata ripristinata la stracittadina di calcio fra Porta Romana e Porta Fiorentina e alla Festa di San Rocco – un tempo programmata per la prima domenica di settembre, ora anticipata a fine agosto – il momento più atteso era proprio la sfida di tiro alla fune fra le due “porte”. Facile intuire, allora, che anche i balestrieri abbiano deciso di alimentare la rivalità agonistica dentro il Borgo dando vita a un Porta Romana-Porta Fiorentina a colpi di verrette.

L’idea ha evidentemente funzionato, anche se le prime edizioni sono state accompagnate da più meccanismi regolamentari (c’era il singolo balestriere che consegnava la vittoria al rione di appartenenza), fino a quando verso gli anni ’90 non è stata trovata la formula giusta, quella che sta piacendo e che si è rivelata studiata ad hoc. Anche per dare l’impronta di una competizione di squadra, la soluzione è stata la seguente: 11 portacolori per ogni rione, che si affrontano in altrettante sfide individuali. Chi si avvicina di più alla bulletta (il chiodino che rappresenta il centro del corniolo) regala un punto al suo quartiere e quando i punti arrivano a 6 la vittoria è aritmetica. È chiaro che con due sole frecce infilate anche gli spettatori abbiano la possibilità di vedere chi ha tirato meglio o di vivere la suspence se i puntali sono divisi da frazioni di millimetro. Il capitano degli armati ufficializza il verdetto orientando la spada sul versante di città che ha realizzato il punto e nella cui tribuna siedono i relativi tifosi. Dopodiché le frecce vengono tolte, il bersaglio torna libero e… sotto con i prossimi due. Ma con quale criterio? Il capitano di un rione indica per primo il nome del balestriere scelto e quello dell’altro rione gli oppone l’avversario, anche in funzione di quello che dovrà sfidare. Situazione opposta nella tornata successiva, per cui l’alternanza è continua.

Fino ad alcuni fa anni fa, era il rione che aveva vinto l’anno precedente a indicare per primo il balestriere nella tornata di apertura; adesso, invece, spetta a quello uscito sconfitto, che quindi sulla carta può avere la chance in più. Il regolamento adottato ha i suoi risvolti di natura anche tattica, perché normalmente il primo tiratore viene scelto fra i più in forma, al fine anche di chiudere la visuale all’avversario con un ottimo tiro, poi però non sempre avviene questo e allora c’è chi riesce spesso a operare il break, superando avversari anche teoricamente più in palla. Succede perché il primo sbaglia il tiro, ma a volte anche perché il secondo si rende autore di una prodezza; i colpi di scena sono anche in questo caso il bello della gara, che termina nel momento in cui uno dei due rioni conquista il sesto punto. Se andiamo a vedere il bilancio complessivo, non c’è storia: 32 vittorie di Porta Fiorentina (compresa quella del 2024) contro le 15 di Porta Romana, che con la doppietta 2022-2023 aveva rosicchiato qualcosa. Un divario maturato negli ultimi trent’anni e con una serie infinita di edizioni che si sono risolte all’undicesima e ultima tornata – quindi sul 6-5 – e persino con grande incertezza, dal momento che in qualche circostanza si è reso necessario il ricorso alle misurazioni con calibro e spessori. I tanti 6-5 in suo favore hanno dato il via alla fuga di Porta Fiorentina.

La selezione degli undici balestrieri può avvenire tramite qualifiche o anche per libera volontà dei capitani, che sono attualmente Simone Carbonaro per la parte giallorossa e Riccardo Bonauguri per quella viola. Il Palio dei Rioni ha acquisto anche una data fissa: il mercoledì che precede la domenica del Palio della Balestra, a parte la forzata eccezione di quest’anno. Con il tempo, la scaletta della serata è stata implementata dall’ingresso in piazza del drappo del Palio con Gubbio, del drappo dello stesso Palio dei Rioni realizzato da Donatella Zanchi e dal cerimoniale di premiazione del balestriere campione cittadino e del secondo e terzo classificato. A trionfare in questo 2025 è stato Alessandro Tizzi, davanti a Enzo Cestelli e a Simone Carbonaro.

I cantori in ottava rima – Giancarlo Baglioni per Porta Romana e Massimo Mazzi per Porta Fiorentina – lanciano la sfida in chiave dialettica con qualche “frecciatina”, tanto per rimanere in tema (e questa è la parentesi più goliardica, perché vengono lanciati i reciproci sfottò ma con finale in armonia), poi si passa al tiro, non dimenticando che esiste una precisa regia per gli ingressi in piazza dei rispettivi rioni e per la sistemazione dei due cortei, con festa finale collettiva al di là di chi ha trionfato e con un messaggio che si intuisce a chiare note: domenica prossima ci sarà la sfida che conta, quella contro Gubbio. Dove il rione ancora fresco di vittoria ha diritto nel corteo storico a far sfilare i tiratori dei rispettivi quartieri davanti a quelli del rione uscito sconfitto. Ricordiamo che a Porta Romana appartengono i quartieri di San Niccolò (colori bianco e marrone) e Sant’Antonio (rosso e verde) e a Porta Fiorentina quelli di Santa Caterina (rosso e blu) e San Bartolomeo (giallo e nero).       

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