Una videoconferenza di servizi dal valore istruttorio, quella che martedì 30 settembre dalle 12 alle 13.30 si è tenuta con argomento il progetto eolico di “Badia del Vento” su convocazione del Ministero della Cultura, una volta preso atto dei pareri contrari di alcuni enti e soprattutto delle soprintendenze. Nulla quindi di deciso: anzi, è stato il primo passo del nuovo iter, ma d’altronde era impensabile che potesse scaturire. C’erano tutte le istituzioni coinvolte, che non si sono minimamente scostate dalle loro ferme posizioni e quindi sarà il governo nazionale a esprimersi sulla questione dopo aver attentamente visionato la documentazione di cui è venuto in possesso.
Da una parte, la delibera della Regione Toscana che autorizza la realizzazione dell’impianto, consistente nella installazione di sette pale alte 180 metri nel territorio comunale di Badia Tedalda (zona del Monte Loggio), al confine con il Comune romagnolo di Casteldelci; dall’altra, le motivazioni del “no” a questa soluzione, che le Regioni Emilia Romagna e Marche definiscono oltremodo impattante su ambiente e paesaggio. In altre parole, le torri con le eliche deturperebbero la bellezza e la naturalità di questa parte di Appennino.
La Toscana ha ribadito la bontà del progetto; le altre due limitrofe hanno confermato che le criticità sollevate non verrebbero superate nei loro versanti, per cui si andrà avanti con altri incontri e conferenze, fino a quando l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non si pronuncerà. Riassumendo: la ribattezzata “guerra del vento” non sembra assolutamente destinata a una tregua, né a un compromesso fattibile fra Toscana ed Emilia Romagna. Di certo, l’eventuale inizio dei lavori di “Badia del Vento” è al momento slittato, né è possibile stabilire “se” e “quando” essi partiranno. Alle speranze degli oppositori, che si affidano al Consiglio dei Ministri, si contrappone la relativa tranquillità dell’amministrazione di Badia Tedalda, convintamente favorevole al progetto.
“Dal momento che vi è stata un’approvazione unanime da parte della giunta regionale della Toscana e che questa continua a essere la linea sulla quale muoversi – è stato ricordato dal Comune badiale – il governo non dovrebbe andare contro di essa. Oltretutto, vi sono consiglieri di Fratelli d’Italia contrari a “Badia del Vento”, per cui è un tema trasversale. Non dimentichiamo un particolare importante: le pale verranno posizionate in territorio toscano e anche la competenza è della stessa Regione. Ci rendiamo conto delle sensibilità che si possono generare fra le realtà confinanti, ma è altresì vero che gli scavi effettuati per la realizzazione del metanodotto Rimini-Sansepolcro – che hanno toccato entrambi i territori – abbiano anch’essi prodotto conseguenze semmai peggiori, altrimenti significherebbe che in questo Paese non si può fare più niente. Crediamo peraltro che il governo deciderà in tempi abbastanza brevi e siamo fiduciosi”.





