La vicenda del dimensionamento scolastico che coinvolge Città di Castello entra in una nuova fase sul piano giudiziario. Nella giornata di martedì 10 marzo il Comune ha infatti notificato e depositato presso il Tar Umbria un ricorso contro i provvedimenti che hanno ridisegnato la rete scolastica regionale, impugnando in particolare il decreto del commissario ad acta per l’Umbria, Ernesto Pellecchia, adottato nel gennaio scorso.
Il ricorso è stato presentato tramite l’avvocato Francesco A. De Matteis, incaricato dall’amministrazione comunale. L’atto riguarda il decreto commissariale n. 60 del gennaio 2026, successivamente seguito dal decreto direttoriale n. 62, con cui è stato definito il piano di dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2026-2027.
Secondo quanto comunicato dal Comune, la decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa nasce dalla volontà di contestare un provvedimento ritenuto penalizzante per il territorio. “Un ricorso che si è ritenuto doveroso proporre contro un provvedimento ingiusto e soprattutto insostenibile per l’amministrazione comunale”, si legge nella nota diffusa dall’ente, che richiama le posizioni già espresse sul tema.
Nel documento il Comune sottolinea come la scelta sia motivata dalla volontà di tutelare il diritto allo studio degli studenti e l’equilibrio del sistema scolastico locale. Con lo stesso ricorso è stata inoltre presentata un’istanza di misure cautelari, che potrebbe essere esaminata dal tribunale amministrativo già entro il mese di marzo.
Una vicenda ancora al centro del confronto politico
Il ricorso dell’amministrazione tifernate arriva in un contesto già segnato da un intenso confronto politico e istituzionale sul dimensionamento scolastico in Umbria. Nei giorni scorsi il tema era tornato al centro del dibattito dopo la pronuncia del Consiglio di Stato che ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato dalla Regione Umbria contro il piano di accorpamenti. La pronuncia ha immediatamente riacceso il confronto politico a livello regionale, con una dura presa di posizione dei consiglieri regionali di opposizione.
In una nota congiunta, i consiglieri Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc) hanno parlato di una decisione che rappresenterebbe “una bocciatura pesantissima” per la Giunta regionale guidata da Stefania Proietti e per l’assessore all’istruzione Fabio Barcaioli.
“La pronuncia del Consiglio di Stato – sostengono i consiglieri – certifica nero su bianco l’incapacità e il dilettantismo con cui l’assessore Barcaioli e la Giunta di sinistra hanno gestito questa vicenda, imboccando una strada giuridicamente sbagliata fin dall’inizio”.
“Prima la Giunta si è fatta commissariare dal Governo sulla partita del dimensionamento scolastico, rinunciando a costruire un confronto serio con l’esecutivo nazionale e con i territori – si legge nella nota – poi ha scelto di imboccare la via di un ricorso straordinario che, come ora chiarisce il Consiglio di Stato, non era nemmeno ammissibile”.
Nel documento i consiglieri parlano di una gestione definita “superficiale e propagandistica” della questione e criticano direttamente l’assessore regionale. “È un lavoro da dilettanti allo sbaraglio del quale Barcaioli è il primo responsabile”.
Il 16 marzo consiglio comunale aperto
Nel frattempo la questione approderà anche in sede consiliare. Lunedì 16 marzo alle ore 17:30, nella residenza municipale di piazza Gabriotti, si terrà infatti un consiglio comunale straordinario aperto dedicato proprio al dimensionamento scolastico.
Il presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta coordinerà il dibattito con la partecipazione della giunta e dei consiglieri comunali. Alla discussione sono stati invitati anche esponenti delle istituzioni pubbliche e rappresentanti dei cittadini coinvolti nella vicenda, con l’obiettivo di favorire un confronto aperto sul futuro dell’organizzazione scolastica nel territorio.





