La Valtiberina continua a fare i conti con isolamento, spopolamento e invecchiamento della popolazione, ma può ancora contare su un tessuto produttivo manifatturiero e agricolo considerato fra i punti di forza dell’area. È quanto emerge dal dettagliato rapporto di Irpet (l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) dedicato alla valutazione della strategia per le aree interne.
Quella di cui fa parte la Valtiberina (insieme al Casentino che ne è capofila) è una delle tre aree interne toscane istituite fin dalla nascita del progetto, partito come sperimentazione a guida nazionale nel ciclo 2014-2020. Il ciclo successivo (2021-2027) è invece a guida regionale. In Toscana le aree coinvolte sono passate da tre a sei, e ci sono state novità anche nella composizione dell’area Casentino-Valtiberina: i comuni inseriti sono infatti passati da 9 a 17, arrivando a comprendere tutte le sette municipalità del versante toscano della Valle del Tevere con l’ingresso a pieno titolo di Sansepolcro, Anghiari e Monterchi.

In totale, l’area copre quasi 1.400 chilometri quadrati di estensione per oltre 63mila abitanti. Fra i dati evidenziati dal report c’è il significativo calo demografico, riportato per quanto riguarda il decennio 2011-2020: si va dal -4% di Anghiari e Sansepolcro fino al -14% di Sestino, con Badia Tedalda che perde il 9% dei residenti, Caprese Michelangelo il 10%, Monterchi il 6% e Pieve Santo Stefano il 5%. Secondo Irpet, quella del Casentino-Valtiberina è, fra le aree della dorsale appenninica, quella relativamente «più isolata rispetto alle maggiori città, sia in direzione di Firenze che di Arezzo». Una caratteristica che comporta la necessità di trovare all’interno dell’area «la parte maggioritaria delle risorse necessarie al suo sviluppo», potendo contare meno sugli scambi pendolari con i poli urbani.
Il report descrive un territorio «interamente montano», caratterizzato dalla più bassa densità abitativa fra le aree settentrionali della Toscana e segnato da «intensi problemi di invecchiamento e spopolamento». Sul piano economico vengono sottolineate le specializzazioni nelle produzioni agricole e agroforestali e nella manifattura, in particolare nei comparti della lavorazione dei metalli, del legno, dei minerali non metalliferi e degli apparecchi elettrici. Fra i punti di forza anche la qualità ambientale e il patrimonio culturale e storico, oltre a un’offerta educativa e un welfare pubblico «articolati». Fra le potenzialità viene indicata inoltre una pur «moderata» capacità di attrazione turistica, legata «alla valorizzazione del patrimonio forestale, dei cammini e degli insediamenti religiosi».
Le criticità riguardano invece soprattutto le vie di comunicazione e i servizi. Il rapporto parla di «scarso collegamento viario con il capoluogo», bassa propensione all’innovazione, crisi occupazionale, disoccupazione giovanile e femminile, fenomeni di dispersione scolastica e riduzione della copertura del sistema sanitario. Il documento segnala inoltre come, nonostante una tradizione storica di cooperazione sovracomunale attraverso Comunità montane e Unioni dei Comuni, emerga «l’esigenza di spingere di più sulla costruzione di una visione condivisa del futuro dell’area e sulla collaborazione tra i vari attori locali».

Tra le novità del nuovo ciclo di programmazione 2021-2027 vi è l’impostazione degli investimenti. Se nel periodo 2014-2020 gli interventi (finanziati con un totale di 10,4 milioni di euro di fondi statali e comunitari) erano concentrati soprattutto sul rafforzamento dei servizi alla popolazione, come mobilità, sanità e istruzione, la nuova strategia (che mette a disposizione fondi comunitari per un massimo di quasi 14 milioni) si orienta soprattutto verso gli obiettivi della transizione verde e digitale, pur mantenendo una quota di interventi dedicata a istruzione, formazione e inclusione sociale.
Nello specifico, gli investimenti sono legati alla sicurezza sismica e al contrasto del dissesto idrogeologico, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ampio spazio anche alla tutela della biodiversità, alla valorizzazione dei borghi e del patrimonio culturale, all’innovazione digitale delle piccole e medie imprese e delle cooperative di comunità, al turismo lento e all’agricoltura sociale. Fra gli obiettivi indicati nella strategia territoriale compaiono anche il contrasto alla dispersione scolastica, il rafforzamento dei servizi educativi di montagna e il potenziamento dei servizi sociali e sociosanitari di prossimità per anziani e persone fragili.






