Parco eolico “Badia del Vento”: gli aerogeneratori produrrebbero effetti negativi sugli uccelli?

Di fronte a quello che è uno degli aspetti più controversi, i monitoraggi sull’avifauna sembrano parlare chiaro

Risalgono ormai a qualche anno alcuni video che circolarono in TV e on-line mostrando come alcuni rapaci di taglia medio-grande venivano colpiti da pale eoliche. Nella sequenza si vedevano prima gli uccelli volare attorno alla struttura e poi, dopo l’urto, gli stessi precipitare a terra. Per rimanere scossi da certe immagini non c’è bisogno di essere ambientalisti, dato che la scena presenta di per sé una certa crudezza. Fu proprio questo aspetto che, dopo la messa in onda di uno di tali video in un canale televisivo nazionale, contribuì a suscitare un minimo di attenzione su quella che altrimenti potrebbe apparire ai più come una questione alquanto secondaria. Eppure, al di là dello sdegno che può accompagnare questo tipo di visione o pensiero, è indubbio il fatto che la presenza di aerogeneratori potrebbe produrre un impatto negativo sulla fauna e sugli equilibri ambientali di un’area. Tutto sta capire, specialmente quando si devono valutare preliminarmente progetti di un parchi eolici, quanto questo sia effettivamente rilevante, visto che talvolta si potrebbe essere portati a considerare questa possibile conseguenza come pressoché irrilevante.

Ma, prima di stringere il ragionamento sul caso specifico di Badia del Vento, le pale eoliche sono, in linea di massima, davvero così tanto pericolose per gli uccelli? Dando per assodato che certe specie di avifauna contribuiscono attivamente all’equilibrio di un ecosistema (a tale riguardo si pensi a quanto i rapaci siano importanti nel regolare le popolazioni di altri animali come roditori, rettili, insetti, ecc.), negli ultimi anni ci sono stati studi, sopratutto negli USA, che hanno dimostrato che gli effetti degli aerogeneratori sulla fauna sarebbero davvero minimi. Questo è quanto, ad esempio, riporta uno studio del 2019, da cui si evince facilmente che in confronto alle vittime provocate dalle linee elettriche o dai veicoli nelle strade, gli animali morti a causa di un impianto eolico sarebbero davvero poca cosa. Nel complesso, secondo le stime elaborate da tali studi, ogni anno una singola pala ucciderebbe statisticamente da uno a tre uccelli.

Questi dati sono però già stati spesso contestati da altri studiosi e realtà associative secondo cui il numero di uccelli morti sarebbe molto più alto. Su questo si è espressa anche Italia Nostra, facendo notare che le vittime delle pale non sono sempre e immediatamente visibili soltanto in prossimità delle stesse. Inoltre alcuni dubbi sono stati sollevati anche sul fatto che le carcasse conteggiate spesso sono quelle rinvenute dagli stessi gestori degli impianti, ovvero da coloro che potrebbero essere animati dalla volontà di sminuire quanto più possibile il problema. Secondo Italia Nostra il fatto che molti uccelli non riescano a vedere le pale quando queste sono in movimento, provocherebbe quindi molte più vittime rispetto a quelle stimate da alcune rilevazioni.

Di fronte a una questione che rimane, in termini assoluti, piuttosto controversa, diventa senz’altro più opportuno soffermarsi sui dati raccolti da uno studio effettuato dalla cooperativa STERNA nell’area in cui sorgerà il parco eolico “Badia del Vento”. In seguito a un’analisi effettuata tra febbraio e ottobre 2022, è emerso che per ciò che riguarda la componente migratoria le specie di avifauna accertate sono significative (nelle osservazioni primaverili ne sono state individuate 67, tra le quali l’aquila, diverse varietà di falchi, bianconi, spalvieri, poiane, ecc.). Secondo lo studio ambientale depositato in Regione, nonostante le tante specie segnalate, i numeri di avvistamenti sarebbero talmente bassi da far apparire il passaggio migratorio come debole e poco consistente. Anche per ciò che riguarda la comunità nidificante o sedentaria nell’area del futuro parco eolico i dati hanno dimostrato una presenza molto discontinua che risente molto della presenza dei pascoli e delle chiazze di bosco ceduo. Questi dati, nel complesso, tenderebbero dunque a non mettere in luce eventuali controindicazioni sulla fauna locale, tanto più che – come si legge nello stesso documento sopra citato – gli aerogeneratori saranno installati tutti a una distanza significativa l’uno dagli altri: anche questo aspetto spaziale dovrebbe pertanto mitigare ulteriormente i possibili impatti negativi sull’avifauna.

Stando all’indagine della cooperativa STERNA, il progetto di Badia del Vento dovrebbe interferire limitatamente sull’equilibrio degli ecosistemi dell’area appenninica. In definita il riscontro emerso sembra in qualche modo essere in linea con quanto riportato nella carta – visibile in chiusura dell’articolo – elaborata nel gennaio 2024 dal BirdLife Internazionale e dalla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU). Bisogna però considerare che lo studio effettuato nel 2022 è stato condotto soltanto prendendo in esame alcuni giorni (presumibilmente quelli che meglio si prestavano a rilevare sia le specie migratorie che quelle del luogo), nell’ambito di un periodo che, soprattutto nei mesi estivi, è stato caratterizzato di una notevole siccità. Questa, sempre secondo chi ha effettuato le analisi, non dovrebbe comunque avere distorto più di tanto dei dati che in Regione Toscana sono stati presentati come conformi alla realtà di luoghi considerati.

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Avifauna ed eolico: carta dei luoghi sensibili elaborata dal BirdLife Internazionale e dalla Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU).

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