Un documento, sette aree tematiche e un unico obiettivo: ottenere impegni pubblici e verificabili da chi si candida a guidare la Toscana. È il contenuto del testo diffuso oggi da una rete di associazioni ambientaliste e comitati civici — tra cui ONDA, Rete Toscana Beni Comuni, Coalizione TESS, Zero PFAS, Rete 6×6 e Schierarsi — che hanno rivolto ai candidati alla presidenza della Regione una serie di domande dirette sui temi ambientali e territoriali più discussi.
Il documento, intitolato “Domande ai candidati 2025” (consultabile in versione integrale al seguente link), è stato trasmesso ai principali protagonisti della prossima competizione elettorale: Eugenio Giani, Alessandro Tomasi e Antonella Bundu. I promotori chiedono ai tre candidati di esprimersi in modo chiaro e di dichiarare pubblicamente la propria posizione su ciascuno dei punti elencati, con l’impegno a dare continuità agli eventuali impegni assunti anche dopo il voto.
I temi al centro del documento
Le richieste toccano alcuni nodi sensibili della politica ambientale toscana. Il primo riguarda la tutela del verde urbano e dei boschi, con la proposta di una legge regionale specifica e di una maggiore partecipazione pubblica nella pianificazione territoriale.
Ampio spazio è dedicato alla protezione della fauna, con la critica alle norme che, secondo i promotori, privilegiano le attività venatorie rispetto alla conservazione degli ecosistemi.
Uno dei capitoli più articolati è quello su multiutility e gestione dei beni comuni, che sollecita una riflessione sulla natura pubblica dei servizi essenziali — acqua, rifiuti, energia — e sul ruolo delle grandi società miste regionali.
Particolarmente rilevante è anche la sezione sulla transizione energetica, in cui i firmatari chiedono che lo sviluppo delle fonti rinnovabili non si traduca in nuove forme di consumo di suolo o speculazione industriale. L’attenzione è rivolta soprattutto ai grandi impianti eolici e fotovoltaici previsti in aree agricole o montane, a fronte di una preferenza per modelli di autoproduzione diffusa e comunità energetiche.
Altri due temi emergenti sono l’elettrosmog e i PFAS. Nel primo caso, si chiede l’applicazione del principio di minimizzazione dell’esposizione e l’introduzione di “spazi calmi” senza Wi-Fi; nel secondo, l’approvazione di una legge regionale che stabilisca limiti più stringenti per gli scarichi industriali e istituisca un osservatorio permanente, sul modello delle esperienze già attive in Veneto e Piemonte.
Le questioni aperte
Nel complesso, il documento riassume le posizioni di un’area del mondo ambientalista che negli ultimi anni ha espresso forti preoccupazioni per l’impatto paesaggistico dei progetti energetici sull’Appennino, con particolare riferimento alle aree del Casentino, della Valtiberina e della Valmarecchia. I promotori invitano la politica regionale a distinguere tra la necessità di decarbonizzazione e quella di tutela del territorio: una linea di equilibrio non sempre facile da perseguire.
Pur non schierandosi con alcun candidato, le associazioni segnalano un approccio che privilegia partecipazione, trasparenza e pianificazione condivisa, in contrapposizione alle logiche emergenziali che spesso guidano le grandi opere.
La richiesta finale è che i futuri amministratori della Toscana riconoscano la centralità dei cittadini e delle comunità locali nella definizione delle politiche ambientali. Le risposte dei candidati — annunciano i promotori — saranno rese pubbliche nelle prossime settimane, in modo che gli elettori possano conoscerne le posizioni prima del voto.





