Un altro impianto eolico sul versante di Badia Tedalda: l’ultimo progetto della serie si chiama “La Fonte” e prevede 8 mega aerogeneratori che interessano anche i Comuni di Sansepolcro e Pieve Santo Stefano. Il totale sale così a 64 aereogeneratori (o pale che dir si voglia) alti dai 180 ai 200 metri, che si estendendo dalla Valtiberina fino al Montefeltro. Intanto, c’è di fatto il via libera al progetto eolico “Badia del Vento”: la Regione Toscana si è di fatto già espressa nella conferenza dei servizi del 15 aprile scorso e l’aggiornamento a mercoledì 30, perché non era stato coinvolto fra le parti interessate il Parco Naturale del Sasso di Simone e Simoncello, ha tutta l’aria di un mero passaggio formale.
Insomma, la Toscana ha deciso, nonostante – ricordano Italia Nostra Valmarecchia e di Arezzo, Wwf di Rimini e di Forlì-Cesena e associazioni “I Cammini di Francesco in Toscana” e “D’là dé Foss (Al di là del Fosso)” – le istruttorie e i pareri negativi delle Regioni confinanti, delle rispettive Province e dei Comuni di riferimento. “Come noto – scrivono – ci ritroviamo di fronte a un concreto rischio di disastro ambientale, con abbattimento di boschi, sbancamenti dei crinali al fine della realizzazione di infrastrutture, strade, trivellamenti profondi e tonnellate di cemento armato per reggere le imponenti torri d’acciaio, con l’incredibile obiettivo di impiantarle, oltretutto, a ridosso di aree di dissesto, generando pericoli e minando la sicurezza del territorio. Desta poi sconcerto – prosegue – la lettura dei verbali delle conferenze interne della Regione Toscana acquisiti mediante l’accesso agli atti: pareri negativi che diventano positivi con prescrizioni”.
Ma c’è di più: risulta che la Regione Toscana abbia negato l’accesso agli atti da parte di Italia Nostra Valmarecchia allo studio anemologico, dando seguito alla volontà del proponente di mantenere segreti dati ambientali sulla ventosità del crinale che invece, a parere delle associazioni, avrebbero dovuto essere resi pubblici anche a fronte di osservazioni secondo cui la ventosità negli Appennini sarebbe nettamente inferiore rispetto ai Paesi del nord Europa dove l’eolico ha una concreta sostenibilità di termini di produttività economica.
Sul versante emiliano-romagnolo e marchigiano, decisa è la critica all’atteggiamento tenuto dalla Regione Toscana, incurante dell’accordo di collaborazione firmato dal suo presidente, Eugenio Giani, con il collega Michele De Pascale proprio sulle aree appenniniche di confine; chiedono allora una presa di posizione chiara dello stesso Giani e dell’assessore Monia Monni, in diretto collegamento con gli uffici della Regione Toscana, che evidentemente non tengono in considerazione le istanze delle regioni confinanti, perché altrimenti non si spiegherebbe come mai sono stati bocciati gli impianti previsti in Maremma. “Ma una cosa è certa: se la Toscana andrà avanti per questa strada – concludono le associazioni firmatarie del comunicato – noi ci uniremo alle istituzioni delle Regioni Emilia Romagna e Marche e ai loro cittadini per la difesa dei territori dalle speculazioni e da ogni forma di prevaricazione”.





