Agricoltura senza erbicidi: in Valtiberina si sperimenta un nuovo metodo per il tabacco

Diserbo meccanico e intelligenza artificiale: attraverso uno speciale macchinario, due aziende di Sansepolcro stanno testando la rimozione delle erbe infestanti senza prodotti chimici

Nel video: i coordinatori della sperimentazione Tommaso Poggini e Marco Masala e l'imprenditore Aldo Spapperi

Coltivare senza ricorrere ai diserbi chimici: per la prima volta in Alta Valle del Tevere, questo obiettivo sembra a portata di mano. In un territorio dove l’agricoltura ruota in larga parte attorno alla coltivazione del tabacco, alcuni imprenditori locali stanno sperimentando una tecnologia innovativa che consente di rimuovere le erbe infestanti in modo totalmente meccanico, eliminando l’uso di erbicidi e riducendo l’impatto ambientale delle pratiche agricole.

La sperimentazione in corso riguarda due piantagioni nel comune di Sansepolcro: una nella frazione di Gricignano, curata da un’azienda agricola specializzata nella produzione di tabacco Bright Virginia; un’altra nella frazione di Santa Fiora, a cura di un’altra azienda che produce tabacco nero Kentucky. Due varietà tra le più diffuse in Valtiberina, che per la prima volta vengono trattate senza ricorrere ai sistemi tradizionali.

Entrambe le aziende hanno scelto di testare una tecnica di sarchiatura meccanica ad alta precisione, basata su sistemi di intelligenza artificiale in grado di riconoscere e rimuovere selettivamente le erbe infestanti, senza l’uso di erbicidi. A sviluppare la tecnologia è stata la ditta Spapperi NT di Città di Castello, realtà leader nella progettazione e realizzazione di macchinari per l’agricoltura specializzata. Si tratta di un cambiamento potenzialmente epocale per una filiera che, fino ad oggi, ha dovuto necessariamente fare i conti con la chimica per controllare lo sviluppo delle malerbe.

Sebbene ancora in fase sperimentale, i primi risultati appaiono incoraggianti. I responsabili del progetto stanno infatti osservando una buona qualità del lavoro eseguito dalle macchine e nutrono aspettative positive anche sul fronte della resa agricola, con l’obiettivo di ottenere un raccolto quantitativamente e qualitativamente simile a quello ottenuto con i trattamenti convenzionali. Quello che sta prendendo forma a Sansepolcro, dunque, è un concreto esempio di come l’agricoltura possa evolversi, anche localmente, grazie alla volontà di chi oggi, con la disponibilità di nuove tecnologie, sceglie di esplorare strade alternative, più rispettose dell’ambiente e del territorio.

Il risultato di questa sperimentazione costituirà uno dei temi centrali del tavolo di lavoro sull’agricoltura promosso all’interno del Distretto di Economia Civile, iniziativa sviluppata da Fondazione Progetto Valtiberina insieme ad altre imprese ed associazioni del terzo settore, alla quale hanno già aderito i Comuni di Città di Castello, Sansepolcro, San Giustino, Monte Santa Maria Tiberina e Citerna. Il distretto aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 13 settembre, e a seguire si prevede l’apertura del tavolo tematico sull’agricoltura in cui – anche grazie all’esperienza maturata da queste due aziende locali – si potranno analizzare dati concreti e confrontarsi su nuove prospettive operative con l’obiettivo di portare sostenibilità e innovazione al centro della creazione di valore sul territorio altotiberino.

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