“Zillone, uomo di sport e simbolo della comunità”: Sansepolcro intitola il palazzetto a Pietro Besi

Scoperta la targa dedicata allo storico pugile del Borgo: grande partecipazione alla cerimonia ufficiale

Un pomeriggio denso di significato, vissuto come un momento collettivo più che come una semplice formalità istituzionale. Sabato 24 gennaio, il palazzetto dello sport di Sansepolcro è stato ufficialmente intitolato a Pietro Besi, per tutti “Zillone”, figura profondamente legata alla storia sportiva e sociale della città. Una cerimonia breve nei tempi, ma intensa nella partecipazione e nel valore simbolico, che ha visto una presenza ampia e trasversale del mondo sportivo locale, delle istituzioni, delle associazioni storiche, della stampa e di tanti amici e conoscenti che hanno voluto rendere omaggio a una figura rimasta nel cuore della comunità.

L’intitolazione arriva dopo il voto unanime del consiglio comunale alla proposta avanzata da Michele Del Bolgia, Marcello Meozzi e Lucio Zanelli, amici di lunga data di Besi, e rappresenta il primo atto di un percorso destinato a proseguire anche dopo i lavori di riqualificazione dell’impianto, previsti al termine dell’attuale stagione agonistica. A prendere la parola, davanti a una platea numerosa e partecipe, è stato il sindaco Fabrizio Innocenti, che ha ricordato il senso spontaneo e naturale della scelta:

“Quando abbiamo parlato con gli amici, ci siamo chiesti come chiamare questo palazzetto. Pietro Besi, certo, ma per noi Pietro Besi era Zillone. Era il suo nome d’arte, ma anche il modo in cui tutti lo conoscevano. Per questo siamo felicissimi che questo palazzetto si chiami anche ‘PalaZillone’”. Parole che restituiscono bene il clima dell’iniziativa, vissuta non come un atto calato dall’alto, ma come un riconoscimento condiviso e fatto proprio dall’intera città.

Durante la cerimonia, alla quale ha preso parte anche la moglie di Besi, Silvana Bozzi, è stata scoperta la targa commemorativa collocata sulla facciata dell’impianto, a segnare ufficialmente l’intitolazione. Un gesto simbolico che, come ricordato dagli stessi promotori, rappresenta solo l’inizio. “Oggi ci limitiamo a scoprire la targa – hanno spiegato Del Bolgia, Meozzi e Zanelli – ma l’idea è anche quella di realizzare una sorta di gigantografia, qualcosa da esporre all’interno, perché chi entra possa sapere in modo tangibile chi era Zillone. Non solo un uomo di sport, ma un messaggio di comunità”.

Un concetto ribadito più volte nel corso del pomeriggio: Pietro Besi come simbolo di appartenenza, di legame umano prima ancora che sportivo. “Zillone rappresentava Sansepolcro – hanno aggiunto gli amici – e oggi lo rendiamo immortale nella sua città”.

A testimoniare quanto la figura di Besi abbia lasciato un segno anche oltre i confini locali, gli interventi di Santi Nicchi e del figlio Adriano, della palestra di boxe Nicchi di Arezzo, che hanno annunciato l’intenzione di proporre all’amministrazione l’organizzazione di un memorial pugilistico dedicato a Zillone nella sua Sansepolcro.

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