“La figura dell’arbitro: rispettare chi fischia”: ad Anghiari l’incontro con le scuole

Al Teatro dei Ricomposti studenti e direttori di gara a confronto sui valori della Carta Etica dello Sport

Una mattinata dedicata allo sport come scuola di rispetto e responsabilità, con uno sguardo particolare alla figura dell’arbitro. È questo il senso dell’incontro “La figura dell’arbitro: rispettare chi fischia”, iniziativa che si è svolta al Teatro dei Ricomposti di Anghiari con la partecipazione delle classi dell’Istituto comprensivo Anghiari-Monterchi.

L’appuntamento, aperto anche ai genitori dei ragazzi, è stato organizzato grazie alla collaborazione tra Tennis Club Anghiari, l’Intrepida, le amministrazioni di Anghiari e Monterchi. Tra i partner e sostenitori dell’iniziativa anche la Fondazione Progetto Valtiberina, insieme ad altre realtà del territorio come Busatti, Ecosanit Banca di Anghiari e Stia e Confraternita Misericordia Anghiari che hanno contribuito alla realizzazione della mattinata.

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento della sezione di Arezzo dell’AIA Associazione Italiana Arbitri, e dell’AIAP Associazione Italiana Arbitri Pallacanestro nell’ambito del percorso educativo legato alla Carta Etica dello Sport, il documento promosso dalla Regione Toscana che punta a diffondere tra i più giovani i valori fondamentali dello sport.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Claudio Roselli e si è aperto con i saluti istituzionali e con l’intervento del presidente dell’AIA di Arezzo, Sandro Sarri, prima di entrare nel vivo con testimonianze, racconti e contributi video dedicati al ruolo degli arbitri e al tema del rispetto nei confronti di chi dirige una gara.

La Carta Etica e i valori dello sport

Ad introdurre i lavori è stato il docente Paolo Rossi, che ha ricordato il percorso avviato dalla scuola sul tema della Carta Etica dello Sport.

“Nel 2017 abbiamo aderito a questo documento emanato dalla Regione Toscana, che tutti voi studenti conoscete perché è affisso in ogni classe – ha spiegato – L’Istituto comprensivo di Anghiari e Monterchi è stata la prima scuola della provincia di Arezzo ad entrare nella Rete Toscana e ad inserire i principi della Carta Etica nel proprio percorso educativo”.

Rossi ha poi richiamato i valori fondamentali che lo sport è in grado di trasmettere: rispetto, impegno, civiltà, educazione ed eccellenza. Principi che non riguardano solo il campo di gioco ma anche la vita quotidiana.

“Questi valori – ha sottolineato – sono trasferibili nello studio e nei rapporti con gli altri: nel rispetto dei docenti e dei genitori, nell’impegno per raggiungere i propri obiettivi e nel dare il meglio di sé. L’eccellenza non significa altro che questo: provare a dare il massimo in ogni ambito, nello sport come nella vita”.

Le testimonianze dal mondo arbitrale

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alle esperienze dirette di chi vive il ruolo arbitrale ai diversi livelli dello sport, con testimonianze accompagnate da filmati e momenti di confronto con gli studenti.

Sul palco si sono alternati l’anghiarese Michele Rossi, arbitro internazionale di basket Serie A, Eurolega e Eurocap, Manuel Volpi, addetto VAR in Serie A/B, e Marco Scatragli, assistente arbitrale nel massimo campionato italiano e nella serie cadetta.

Accanto a loro anche Lorenzo Petrelli, giovane arbitro protagonista lo scorso giugno di un grave episodio di cronaca: lo scorso giugno il direttore di gara fu infatti aggredito da un genitore al termine di una partita Under 13 allo stadio Comunale di Arezzo. Nonostante l’accaduto, Petrelli ha proseguito il proprio percorso arbitrale e proprio in questi giorni ha fatto il suo esordio nel campionato di Promozione.

Il suo racconto, insieme a quelli degli altri ospiti, ha offerto agli studenti uno spunto concreto per riflettere sul significato del ruolo arbitrale e sulle difficoltà che spesso accompagnano chi è chiamato a far rispettare le regole durante una gara.

Un messaggio ai più giovani

L’incontro si è così trasformato in un’occasione di dialogo tra scuola, sport e territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi su un tema sempre più attuale: il rispetto delle regole e delle persone che le fanno applicare.

Un messaggio semplice ma centrale nello spirito della Carta Etica dello Sport: riconoscere nello sport non solo una competizione, ma anche uno spazio educativo capace di formare cittadini consapevoli.

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