“L’amore è una favola e un martirio”: Chiara Francini racconta la coppia tra ironia e verità

L’attrice toscana protagonista ad Anghiari: cinema, teatro e scrittura in un dialogo con Samuele Boncompagni

Ricordi e novità, mescolando l’alto e il basso. Venerdì 24 aprile, al Teatro di Anghiari l’attrice Chiara Francini ha presentato al pubblico il docufilm “Coppia aperta quasi spalancata”, lungometraggio ispirato al celebre testo teatrale di Franca Rame e Dario Fo.

Attrice, conduttrice, scrittrice – con una formazione solida tra studi umanistici e una carriera costruita tra cinema, teatro e televisione – Francini è oggi un’interprete e autrice matura e consapevole nel panorama italiano. Non solo per la sua presenza scenica, ma per una cifra stilistica ben precisa: raccontare il reale senza edulcorarlo, e spesso disinnescandolo con la risata.

Coppia aperta quasi spalancata è un progetto che parte dal celebre testo di Rame-Fo e si trasforma in un racconto a metà tra teatro, cinema e documentario. Il testo originale riflette proprio sui limiti e le possibilità del rapporto di coppia, tra amore, gelosie, tradimenti, cavalcando il vento della liberazione sessuale post ‘68. L’Herbert Marcuse di Eros e civiltà che si scontra con il peso delle nostre ipocrisie e gelosie. Francini, che da anni porta in scena il testo in teatro assieme al collega Alessandro Federico, nel 2024 ha prodotto il film, di cui firma anche la sceneggiatura, per la regia di Federica Di Giacomo.

Il prodotto che ne esce è un mosaico scomposto e a tratti grezzo delle relazioni contemporanee, tra poliamore, femminismo, gruppi di dialogo, divario intergenerazionale. Il film eredita l’esperienza comica di Fo e Rame, e sembra cercare anche l’analisi antropologica del Pasolini di Comizi d’Amore, anche se forse non possiede un’impalcatura sufficiente a sostenere ideali così alti.

L’evento, svoltosi in Teatro e realizzato in collaborazione con il Comune di Anghiari e l’Ente Mostra Valtiberina Toscana, ha visto Francini dialogare insieme a Samuele Boncompagni e con il pubblico tra riflessioni artistiche e personali, passando anche dalla sua esperienza di scrittrice con il romanzo Le querce non fanno limoni.

Samuele Boncompagni e Chiara Francini
Samuele Boncompagni e Chiara Francini sul palco del Teatro di Anghiari

Francini non ha nascosto gioia ed emozione nell’essere ospite nel piccolo borgo, poiché proprio lì nel 2007, poco più che esordiente, recitò nel ruolo di Giustina nel film Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni, al fianco di Francesco Guccini e Rocco Papaleo.

19 anni dopo, di nuovo ad Anghiari. Che sensazioni prova?

Sono molto felice perché sono legata ad Anghiari: è stato il set di un film che ho amato molto, Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni. Tornare qui è un po’ come tornare a scuola, nei miei ricordi il Teatro era grandissimo, c’era Guccini che sedeva nelle prime file, e ricordo ancora benissimo i passi del musical!.

Il film Coppia aperta quasi spalancata racconta uno spaccato ironico ma anche amaro delle relazioni nate dopo il ‘68. Le battaglie culturali di allora sono ancora attuali oggi?

Sì, sono attuali, ma devono ovviamente tenere conto dei cambiamenti. La modalità con cui oggi interagisco con i giovani è ancora agguerrita, però ha assunto forme diverse. La volontà di protesta e la passione ci sono ancora, ma sono leggermente mutate.

Il film si muove tra documentario e fiction, valorizzando la sua capacità di unire profondità e ironia. Scherzando si può dire la verità?

Certo, assolutamente. Come insegna Monicelli, la verità può essere amara, ma è qualcosa che ti pulisce. Spesso la risata è uno dei viatici più potenti per arrivarci. Questo è un film a cui tengo particolarmente perché ha aperto le Giornate degli Autori al Festival del Cinema di Venezia, è un progetto che nasce da uno spettacolo teatrale, un capolavoro scritto da Franca Rame e Dario Fo, che porto in giro da sei anni. E vedere che è sempre così attuale, come accade ai grandi capolavori, come Shakespeare, mi rende molto fiera. Io credo profondamente nelle cose che faccio ed essere qua è la somma di due bellezze.

Nel racconto emergono anche tematiche importanti come il femminismo e l’evoluzione della figura della donna. Il suo percorso di attrice comica è stato un vantaggio o un ostacolo nell’affrontare questi temi?

In verità non sono mai stata una comica “pura”, ma un’attrice che spesso interpreta ruoli brillanti. Credo però che la mia visione, anche legata alle radici toscane e a una certa tradizione ‘monicelliana’, mi abbia aiutata a guardare la realtà nella sua autenticità. L’amarezza, in fondo, è parte della vita.

Un’amarezza che non diventa mai cinismo, ma piuttosto consapevolezza: un tratto che attraversa tutta la sua produzione, dalla scena alla pagina scritta. Quanto il lavoro di attrice influisce sulla scrittura?

Un buon romanzo si riconosce soprattutto dai dialoghi. Le frasi dei personaggi io quasi le solfeggio. Quando i dialoghi sono finti, crolla tutto. Io li ‘ascolto’, quasi li recito: il fatto di fare l’attrice mi aiuta molto in questa fase, che considero fondamentale nella scrittura.

Quando è nato il suo incontro con il testo di Franca Rame?

Quando me lo ha proposto il mio produttore teatrale, Pierfrancesco Pisani. È stato un incontro meraviglioso: siamo arrivati a circa 300 repliche e continueremo finché il pubblico risponderà così. È stato davvero un incontro magico.

Come racconterebbe oggi “Coppia aperta quasi spalancata” alle nuove generazioni?

L’amore, quando diventa coppia, è sempre una favola e allo stesso tempo un martirio. La cosa più importante, sia da soli che insieme, è avere consapevolezza di sé: sapere cosa si è, cosa si desidera, conoscere i propri punti di forza e di debolezza. È lì che si gioca la possibilità di essere felici.

Un evento che ha saputo divertire ed emozionare, arricchendo un stagione teatrale, curata da Andrea Merendelli, di grande successo, e inaugurando degnamente la 51ª edizione della Mostra dell’Artigianato, come ha ricordato il sindaco Alessandro Polcri.

Con il sindaco Polcri e il direttore artistico del teatro Andrea Merendelli
Con il sindaco Polcri e il direttore artistico del teatro Andrea Merendelli

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