Arte, educazione e memoria della comunità si intrecciano nella trentunesima edizione di Tovaglia a Quadri, in corso nel cortile del Castello di Sorci fino a mercoledì 19 agosto. Al centro dello spettacolo di quest’anno, intitolato Il Pesa dell’amore, c’è anche la figura di Vittorangelo Polverini, artista anghiarese che ebbe un ruolo importante nel percorso culturale da cui, trent’anni fa, prese forma la manifestazione.
Scritta da Paolo Pennacchini e Andrea Merendelli, quest’ultimo anche regista, l’edizione 2026 porta a tavola una riflessione sui modelli educativi pubblici e privati e sul ruolo che l’arte può assumere al loro interno. Come nella tradizione di Tovaglia a Quadri, il racconto parte dalla storia e dai personaggi del territorio per affrontare questioni di carattere più generale, attraverso la formula della “cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate”.
A interpretare lo spettacolo sono ancora una volta gli abitanti della Valtiberina, protagonisti di un’esperienza che negli anni ha fatto della memoria civile e dell’identità della comunità alcuni dei propri elementi caratteristici.
Il legame con Vittorangelo Polverini
Il percorso di Il Pesa dell’amore ruota attorno a tre personalità della storia locale e nazionale legate ai temi dell’arte e dell’educazione. Tra queste c’è Vittorangelo Polverini, artista anghiarese scomparso nell’estate del 1996, a 45 anni.
Il legame con Tovaglia a Quadri risale proprio alle origini della manifestazione. La prima edizione andò infatti in scena nell’agosto dello stesso anno, poche settimane dopo la morte dell’artista.
«Un grande artista poco compreso dai tempi se ne andava nel silenzio più assordante, lasciando un testamento umano e culturale dentro tanti di noi», ricorda Andrea Merendelli. Secondo il regista, molti degli elementi che caratterizzarono quella prima esperienza furono in qualche modo ispirati proprio da Polverini.
A trent’anni di distanza, la manifestazione torna quindi a confrontarsi con una figura legata alla propria genesi. All’artista sarà dedicata anche una piccola mostra curata da Elena Merendelli, allestita nel Tempietto del Castello di Sorci.


Una formula arrivata alla trentunesima edizione
Nata nel 1996, Tovaglia a Quadri ha progressivamente portato fuori dai confini locali la propria particolare formula, nella quale teatro, convivialità e partecipazione degli abitanti diventano strumenti per raccontare trasformazioni, contraddizioni e memoria del territorio.
Un percorso che nel 2024 ha portato alla candidatura al Premio Ubu nella categoria “Progetti speciali” e al riconoscimento dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, che nella propria motivazione aveva sottolineato la capacità della manifestazione di mettere in relazione la microstoria locale con vicende e questioni di portata più ampia.
Le repliche di “Il Pesa dell’Amore”, iniziate il 10 agosto, proseguiranno ogni sera fino al 19 agosto, con una biglietteria che anche per questa edizione ha registrato il tutto esaurito con largo anticipo.






